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A Rosà è tempo di “ecosagra”

Si allarga la formula pensata da Etra: dopo Tezze sul Brenta e Cittadella, si fa festa sostenibile anche nella parrocchia di Travettore. Pronti 700 coperti lavabili e una cisterna per l'olio alimentare esausto

Pubblicato il 07 set 2012
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Chiuso agosto, i Comuni di Tezze sul Brenta e Cittadella passano a Rosà il testimone delle ecosagre. Dopo la buona riuscita della festa di San Rocco e della sagra a Laghi, è questa volta la parrocchia di san Giovanni Evangelista di Travettore a essere impegnata nell'organizzazione di un evento completamente ecosostenibile.
Si svolgerà dal 7 al 10 settembre, e i volontari dietro al bancone prevedono di distribuire circa 700 coperti: piatti, bicchieri e posate in polipropilene lavabile e riutilizzabile per le 3 mila persone che, si stima, parteciperanno ai tre giorni di manifestazione.
Sotto lo slogan "Dai valore ai tuoi momenti di festa", si utilizzeranno inoltre due erogatori di acqua alla spina, 330 caraffe da un litro o da mezzo per portarla ai tavoli (niente bottiglie di plastica), una lavastoviglie industriale per ripulire le stoviglie e un contenitore da 150 litri per raccogliere l'olio alimentare esausto dopo la cottura o la frittura dei cibi.

La formula dell'ecosagra pensata da Etra, e presentata durante gli incontri con le associazioni e le Pro loco vicentine dei mesi scorsi, ha avuto risposte positive: tante le richieste di prenotazione del kit con stoviglie e accessori (banconi, vassoi e altro) arrivate allo sportello "Meno è meglio", nella doppia prospettiva di creare eventi a impatto zero e di ridurre sensibilmente i costi legati allo smaltimento dei rifiuti, soprattutto quelli appartenenti alla categoria del secco non riciclabile. C'è la volontà, da parte dei gruppi, di proporsi come soggetti sensibili al tema dell'ambiente e attenti a una raccolta differenziata intelligente.
“Una piccola rivoluzione, l'hanno chiamata - sottolineano Manuela Lanzarin e Stefano Svegliado, presidenti di Etra -. Ma, detta così, poteva spaventare, in termini di spese e peso organizzativo; invece prima Tezze e Cittadella, adesso Rosà dimostrano che la cultura del riuso ci appartiene più di quanto pensiamo. Il nostro lavoro è dare solo semplici regole per far sì che momenti di divertimento come questi non costituiscano uno stress per l'ambiente in cui in effetti viviamo tutti gli altri giorni dell'anno. La ricetta sta funzionando bene. Siamo contenti."

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