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“Pace sociale per la Pedemontana”

L'assessore regionale Chisso sigla l'accordo con le organizzazioni agricole sui nuovi parametri degli indennizzi per gli espropri dei terreni. Una mano tesa “non a quelli che gridano, ma a chi sopporta il peso vero dell'intervento”

Pubblicato il 08 nov 2011
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“Prosegue la linea dell’accordo sulle grandi opere con le organizzazioni del mondo agricolo del Veneto. Le ringrazio: si sono fatte parte in causa per difendere giustamente gli interessi dei loro associati e ci hanno aiutato a trovare un punto di equilibrio con reciproca soddisfazione per tutte le parti coinvolte”.
Lo ha affermato l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, che oggi pomeriggio, nella sede di Veneto Strade, ha sottoscritto con il Commissario straordinario Silvano Vernizzi e le organizzazioni professionali Coldiretti, Confagricoltura e CIA regionali l’accordo quadro sugli espropri che servono per la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta.
Si tratta di un aggiornamento di un precedente accordo che aveva utilizzato come criterio di base il Valore Agricolo Medio (VAM), dichiarato successivamente illegittimo dalla Corte Costituzionale come riferimento per determinare l’indennità di esproprio.

L'assessore regionale Renato Chisso: "Trovato un punto di equilibrio con reciproca soddisfazione per tutte le parti coinvolte"

Sono stati pertanto messi a fuoco nuovi parametri che, secondo le parti firmatarie, saranno in grado di ristorare in modo equo gli imprenditori coinvolti con proprietà che servono alla realizzazione dell’arteria, che si estenderà per 95 km da Spresiano, in provincia di Treviso, a Montecchio Maggiore, nel vicentino.
“Le grandi opere che servono al Veneto e al nostro Paese - ha aggiunto Chisso - si fanno solo se c’è un accordo sul valore da attribuire all’esproprio: un dato che non è solo patrimoniale, perché incide non soltanto sui metri quadri, ma sull’attività e sul reddito futuro, e che è negativo anche per i sentimenti di chi è lì magari da generazioni.”
“Noi - ha concluso l'assessore regionale - dobbiamo e vogliamo realizzare la superstrada e lo vogliamo fare con la pace sociale, che non riguarda quelli che gridano di più ma coloro che sopportano il peso vero dell’intervento, che vanno anch’essi fin d’ora ringraziati e ristorati adeguatamente nei tempi più brevi”.

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