Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 05-08-2011 18:06
in Attualità | Visto 3.061 volte

Cose di questo mondo

Il film di Patierno “Cose dell'altro mondo”, girato a Bassano, nell'occhio del ciclone. Il leghista Bitonci interroga il ministro Galan, mentre il trailer su Youtube scatena la guerra dei commenti tra “terroni” e “polentoni”

Cose di questo mondo

Diego Abatantuono-"Libero Golfetto" in una scena tratta dal trailer del film

L'ultima notizia, in ordine di tempo, è un'interrogazione parlamentare rivolta al ministro della Cultura Giancarlo Galan dal deputato della Lega Nord e sindaco di Cittadella Massimo Bitonci.
L'esponente del Carroccio prende nuovamente di mira - dopo aver chiesto lumi già l'anno scorso sui contributi dello Stato che ne hanno permesso la realizzazione - il film del regista napoletano Francesco Patierno “Cose dell'altro mondo”, il cui set è stato in gran parte ambientato a Bassano del Grappa e che racconta il paradosso dell'improvvisa e misteriosa sparizione di tutti gli immigrati extracomunitari “in una civile e laboriosa città del Veneto”.
Civile, però, mica tanto: se è vero che - come si evince dal trailer della pellicola - il protagonista del film Libero Golfetto, imprenditore veneto spaccone e sbruffone interpretato da Diego Abatantuono, lancia la seguente predica contro gli stranieri dallo studio della sua Tv privata: "Conviviamo con i fondamentalisti islamici, i fancazzisti albanesi, gli zingari: prendete il cammello e andate a casa".
Apriti cielo: per Bitonci la pellicola “offende l'immagine degli imprenditori veneti” e “ne dà una visione profondamente distorta”.
“Gli autori - prosegue il parlamentare leghista - parlano di divertente ironia, ma che divertimento c'è a fare il solito quadretto dove i veneti sono razzisti ed intolleranti? Qualcuno si dimentica forse che la nostra regione produce una ricchezza inestimabile, continua a dare opportunità di lavoro a tutti ed è tra le regioni italiane dove più alto è il numero di enti caritatevoli.”
Bitonci ha chiesto dunque al ministro “quale sia il carattere culturale della pellicola” e ha ribadito le sue motivazioni questo pomeriggio nella trasmissione “La Zanzara” di Radio 24.
Ma ormai il dato è tratto, e il film sul Nord pseudo-razzista sta scatenando un vespaio di polemiche - e di conseguente pubblicità gratuita - prima ancora della sua presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia e dell'uscita nelle sale annunciata per il prossimo 3 settembre.
E' bastata infatti la pubblicazione del trailer ufficiale del film su Youtube (www.youtube.com/watch?v=yIx2otRbSPY) per provocare nello spazio dei commenti un'autentica levata di scudi da parte degli oppositori della discussa pellicola e altrettanti interventi inferociti dei sostenitori del messaggio del film.
Da una parte si leggono frasi del tipo: “Meglio cattivi che mone!”; “Atila ator de 4 schei”; “Veneti boicottare questo film di M...”
Dall'altra c'è chi risponde ai “veneti offesi” rendendo pan per focaccia: “La verità è che vi sentite meglio degli altri e vi scoccia se qualcuno vi fa notare che anche voi avete bisogno del resto del mondo per andare avanti”. Oppure: “Stupidi leghisti intolleranti, beccatevi questo specchio dei vostri atteggiamenti ipocriti!” o “Agite da trogloditi perché i vostri geni sono quelli dei bovari e tali siete rimasti”.
Insomma: viva l'eleganza. Quello che emerge chiaro e indiscutibile dalla discussione sul film sul portale video è in realtà il solito Paese diviso in due tra “terroni” e “polentoni”: ovvero il Veneto contro il resto d'Italia, a colpi di pregiudizi, di turpiloqui e dei soliti luoghi comuni.
E queste, purtroppo, sono cose di questo mondo.

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