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Elvio Rotondo
Contributor
Bassanonet.it
Sahara Occidentale, il Marocco utilizza la chiave del turismo per legittimare l’occupazione
Il territorio è al centro di una delle dispute territoriali più lunghe e complesse al mondo
Pubblicato il 30 mag 2026
Visto 13.943 volte
Rabat sta espandendo lo sviluppo turistico nel Sahara Occidentale attraverso investimenti in infrastrutture, strutture ricettive e progetti di turismo costiero. Iniziative turistiche vengono promosse in destinazioni come Dakhla per il turismo d'avventura, il kitesurf e gli eventi internazionali. Il sito web ufficiale del turismo marocchino che descrive la capitale del Sahara Occidentale come «la perla del Marocco meridionale», mettendo in risalto varie parti della regione, come la laguna di Dakhla e le spiagge costiere, per attirare i turisti.
Tali sviluppi rientrano nella più ampia strategia del Marocco per rafforzare la propria presenza amministrativa ed economica nella regione, un’area storicamente contesa tra il Marocco e il Fronte Polisario.
Il turismo sta diventando sempre di più una componente centrale nell'approccio di investimento a lungo termine del Paese, con le autorità che mirano ad attrarre sia visitatori internazionali sia investimenti del settore privato. Negli ultimi sette anni, il numero di visitatori nel Sahara Occidentale è aumentato di oltre il 50%: secondo i dati del Ministero del Turismo marocchino, si è passati da 490.297 visitatori nel 2019 a 743.133 nel 2025. Questo boom è alimentato principalmente dall'espansione dei collegamenti aerei.
La spiaggia di Porto Rico è una delle tante spiagge isolate che costeggiano la lunga costa del Sahara Occidentale https://www.taste2travel.com/western-sahara-travel-guide/
In generale, oltre all’aspetto economico, il turismo, svolge un ruolo fondamentale in politica, in particolare nell'ambito del soft power, definito come la capacità di un paese di influenzare gli altri senza ricorrere a pressioni coercitive (in questo caso utilizzato anche per ridefinire la narrazione). È senza dubbio uno strumento di diplomazia pubblica che mira a rafforzare l'immagine internazionale di un Paese, promuovendo gli interessi nazionali e perseguendo gli obiettivi di politica estera.
Secondo quanto riportato dalla BBC, gruppi per i diritti umani ed esperti legali affermano che la promozione del Sahara Occidentale come parte integrante del Marocco solleva serie preoccupazioni dal punto di vista del diritto internazionale, contribuendo a legittimare l'occupazione marocchina.
Erik Hagen, del gruppo ambientalista Western Sahara Resource Watch, ritiene preoccupante e fuorviante il fatto che le compagnie aeree si riferiscano al territorio come se fosse Marocco: "Quando le compagnie pubblicizzano le destinazioni in quella zona come marocchine, rischiano di contribuire a una distorsione del diritto internazionale e della percezione pubblica."
Anche le principali piattaforme di prenotazione internazionale — come Expedia, Booking.com e Trivago — indicano che gli hotel del Sahara Occidentale si trovano in Marocco quando si effettua una ricerca sul loro sito.
Il territorio del Sahara Occidentale, è al centro di una delle dispute territoriali più lunghe e complesse al mondo. Le Nazioni Unite lo classifica come "territorio non autonomo".
Attualmente, circa l'80% del Sahara Occidentale è amministrato e occupato dal Marocco. Le Nazioni Unite hanno costantemente sollecitato una soluzione alla disputa cinquantennale, proponendo anche un referendum, ma le popolazioni indigene della zona non hanno mai avuto la possibilità di votare per il proprio futuro.
Il Sahara Occidentale è stato una colonia spagnola dal 1884 al 1976. Al ritiro della Spagna, il Marocco ha rivendicato il territorio scatenando un conflitto armato contro i combattenti saharawi riuniti nel Fronte Polisario, che lottavano per l'indipendenza.
Un cessate il fuoco mediato dalle Nazioni Unite nel 1991 prevedeva un referendum sull'autodeterminazione, che non si è mai tenuto. Oggi, il Fronte Polisario controlla una stretta striscia orientale del paese.
Sidi Breika, rappresentante del Fronte Polisario nel Regno Unito e in Irlanda, sostiene che il turismo viene utilizzato da Rabat per imporre un "fatto compiuto" a favore delle proprie rivendicazioni.
Lo scorso ottobre, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione a favore del mantenimento del controllo marocchino sul Sahara Occidentale, affermando che una "vera autonomia sotto la sovranità marocchina" potrebbe essere l'opzione più "fattibile" per questo territorio ricco di minerali. In quell’occasione è stata inoltre prorogata la presenza della missione di pace dell’ONU nel Sahara Occidentale di altri 12 mesi.
Già nel 2020, gli Stati Uniti, sotto la presidenza Trump, avevano accettato di riconoscere la sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale in cambio della normalizzazione dei rapporti diplomatici tra Marocco e Israele.
Nonostante questi sviluppi, la posizione giuridica internazionale continua a sottolineare la necessità di una soluzione politica concordata di comune accordo sotto l’egida delle Nazioni Unite.
Sarà complesso per il Marocco presentare gli investimenti turistici nel Sahara Occidentale come un semplice piano di sviluppo economico regionale volto a indurre il popolo sahrawi ad accettare il governo di Rabat. Tale strategia potrebbe essere interpretata come un tentativo strutturato di utilizzare il turismo per legittimare il controllo di un territorio, normalizzarne lo status quo, attrarre visitatori internazionali e presentare la propria sovranità come un dato di fatto ormai consolidato.
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