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Solo 3 in Italia, 54 nel mondo: i due PIN consacrano il CuCù di Bassano del Grappa

Nel cuore di Piazza Libertà, Elisa Favaron e Jacopo Lancerin firmano il successo del CuCù: uno spazio a dimensione d'uomo premiato da The Pinnacle Guide, dove l'alta miscelazione diventa un'esperienza unica

Pubblicato il 03 giu 2026
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La geografia della miscelazione d'autore si arricchisce di una tappa fondamentale fuori dalle grandi rotte metropolitane, proprio nei mesi in cui Milano si prepara a catalizzare l'attenzione del settore con la cerimonia autunnale dei World’s 50 Best Bars.
A tracciare questa nuova coordinata nel cuore della provincia veneta è il CuCù, cocktail bar di Piazza Libertà a Bassano del Grappa, che ha appena ottenuto i 2 PIN da The Pinnacle Guide.
L'istituzione londinese, nata per applicare al settore i rigorosi standard di valutazione del modello Michelin, ha inserito il locale in una ristrettissima selezione internazionale, riconoscendone il livello Outstanding.

La filosofia di Elisa Favaron premia il locale di Bassano del Grappa: due PIN della prestigiosa guida londinese per la mixology d'avanguardia.

Per gli osservatori e per la clientela più attenta, la notizia certifica il valore di un indirizzo ormai imprescindibile per chi cerca un'esperienza curata e un'alta miscelazione d'avanguardia.

Il locale bassanese entra così in una cerchia estremamente ristretta: sono soltanto 54 i cocktail bar al mondo ad aver ottenuto i 2 PIN – livello “Outstanding”, equivalente ideale delle due stelle – e appena tre si trovano in Italia, distribuiti tra Roma, Montalcino e Bassano del Grappa. Un risultato che premia il CuCù dopo mesi di attesa e una selezione particolarmente rigorosa, superando la concorrenza di locali già affermati a livello internazionale.
Questo traguardo corona il lavoro costruito negli anni da Elisa Favaron e Jacopo Lancerin all’interno del CuCù, nato nel 2018 sotto l’insegna dello storico Gruppo Miotti 1934 e diventato, nel tempo, uno degli indirizzi più riconosciuti della mixology contemporanea. Creatività, atmosfera curata e attenzione al servizio hanno contribuito a rendere il locale un punto di riferimento per gli appassionati del settore.
Dietro al bancone non c’è ricerca dell’effetto spettacolare o esibizionismo, ma una filosofia basata su tecnica, continuità e attenzione alla relazione con il cliente.

Elisa Favaron sintetizza così il proprio approccio: “Sono una persona a basso profilo ma ad alte prestazioni”. Un'etica del lavoro costruita attraverso tanti anni di carriera, formazione continua e una costante ricerca sul prodotto e sul servizio. Accanto a lei lavora Jacopo Lancerin, figura centrale nella gestione del ritmo del locale e nell’equilibrio dell’esperienza proposta agli ospiti.

Questi due PIN rappresentano la conferma di un percorso costruito negli anni con dedizione e continuità.
Per Elisa e Jacopo, il riconoscimento non viene vissuto come un punto di arrivo, ma come uno stimolo ulteriore a crescere.
“Questo premio è bellissimo, ma non deve cambiare il nostro rapporto con le persone”, spiegano. “Che siano clienti abituali o persone entrate qui per curiosità, il nostro obiettivo resta farli stare bene”.

La stessa recensione anonima pubblicata da The Pinnacle Guide insiste soprattutto su questo aspetto: “Questo è un luogo che unisce passione, cura dei dettagli e genuina ospitalità in un modo che fa sentire ogni ospite apprezzato. Non vedo l'ora di tornarci”.
La cocktail list del CuCù segue un percorso concettuale ispirato al principio filosofico del “Pantarei”, il "tutto scorre". Come si legge nel manifesto concettuale del locale, “la realtà non è una sostanza fissa, ma un processo in trasformazione continua”. Un itinerario che trasforma la degustazione in un’esperienza capace di intrecciare gusto, memoria e racconto, dove l’armonia nel bicchiere nasce dall’equilibrio degli opposti.

Ad aprire la carta è il “The Mountain Climb”, omaggio al Monte Grappa, simbolo profondamente legato all'identità del territorio e alla memoria della Prima guerra mondiale. Il cocktail viene servito insieme a un caricatore originale della Grande Guerra, con proiettili svuotati e ispezionabili, trasformando il servizio in un richiamo alla memoria storica del territorio.
All’estremo opposto della carta si trova invece il “Mirror”, dodicesima proposta della lista. Il drink nasce da un percorso fortemente personalizzato: i bartender raccolgono suggestioni, ricordi e tratti caratteriali dell’ospite per costruire un cocktail su misura. Un approccio che al CuCù definiscono quasi “sartoriale”, pensato per trasformare il servizio in una relazione diretta con il cliente. Del resto, come ricorda la filosofia, “non ci si può immergere due volte nello stesso fiume, perché il fiume scorre e noi con esso”: un principio che qui si applica perfettamente all'unicità di ogni singola miscela.

I 2 PIN dovranno essere confermati nelle future valutazioni della guida, previste ogni due anni, ma il riconoscimento ha già dato al CuCù una nuova visibilità internazionale. Il prossimo obiettivo dichiarato è provare a entrare nella classifica dei 500 Best Bars in the World, con l’obiettivo di consolidare la presenza di Bassano del Grappa nella scena internazionale della mixology contemporanea.
Perché in fondo, la lezione più limpida che arriva dal locale è che l'eccellenza non ha bisogno di geografie monumentali o di palcoscenici urlati. Mentre il mondo corre a inseguire l'ultimo trend passeggero, al CuCù si sceglie di rallentare, lasciando che a scorrere sia solo il tempo nel bicchiere.

Elisa e Jacopo hanno dimostrato che la provincia, quando è mossa da una dedizione così colta e silenziosa, smette di essere periferia e diventa il centro esatto del mondo. Almeno per una sera. Almeno fino al prossimo specchio, al prossimo fiume, al prossimo sorso.

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