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L’identità visiva integrata del Museo Canova di Possagno, grazie al progetto realizzato dallo studio Otium di Castelfranco Veneto, vince l’argento all’edizione 2023 degli European Design Awards in Lussemburgo
Pubblicato il 06 giu 2023
Visto 9.966 volte
Canova colpisce ancora.
Questa volta non direttamente per le sue opere, ma per l’“identità visiva” del Museo che le espone.
Si tratta del Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, il nostro caro “cugino” che nel paese natale e anzi in quella che fu la casa del sommo scultore neoclassico ne conserva la più grande collezione monografica di gessi.
Gli ‘spin doctors’ della comunicazione del Museo Canova sul palco della premiazione in Lussemburgo
Ebbene: il Museo possagnese si appone attorno al collo la medaglia d’argento dell’edizione 2023 degli EDA - European Design Awards, il più prestigioso premio europeo dedicato alla grafica e alla comunicazione, la cui cerimonia di premiazione si è svolta sabato scorso 3 giugno in Lussemburgo.
Un risultato assai notevole, visto che al concorso sono pervenuti centinaia di progetti candidati dagli studi di tutta Europa. In particolare, l’identità visiva del Museo Gypsotheca ha ottenuto il secondo posto nella competizione per la migliore “Identità visiva integrata”.
Per farlo capire ai non addetti ai lavori, l’identità visiva integrata è il modo in cui un marchio - o se preferite un brand, per parlare figo - viene evidenziato attraverso un insieme di elementi visuali che aiutano il pubblico a distinguerlo e ad identificarlo.
Design del logo, caratteri di stampa, colori, elementi grafici e quant’altro: tutto deve essere coordinato allo scopo di conferire per l’appunto al marchio in questione - sia esso il Museo di Canova oppure la Coca Cola - una precisa “identità visiva”.
Ed è quello che ha fatto lo studio Otium di Castelfranco Veneto, incaricato di “ridisegnare” l’identità visiva dell’istituto museale diretto dalla dottoressa Moira Mascotto, rinfrescandone l’immagine ma rimanendo sempre fedele alla “mission” dell’istituzione: la tutela, la conservazione e la valorizzazione dell’inestimabile patrimonio canoviano di Possagno.
Il nuovo corso della comunicazione (o se preferite, sempre per parlare come il Milanese Imbruttito, il percorso di rebranding) del Museo Gypsotheca è stato presentato l’anno scorso in occasione degli Anniversari Canoviani per il bicentenario della morte dell’artista.
La riconversione comunicativa dell’ente era iniziata già nel 2019, con la finalità di dotare il Museo di strumenti per renderlo più aperto, accessibile e inclusivo.
Ma è nel 2022 che la nuova immagine coordinata del sito espositivo di Fondazione Canova onlus ha ricevuto la sua consacrazione.
Per l’identità visiva del fiore all’occhiello di Possagno lo studio di Castelfranco Veneto ha preso come spunto le repére, elementi caratteristici dei gessi della Gypsotheca, punteggiati come se avessero il morbillo: i famosi “chiodini” di metallo utilizzati da Antonio Canova per trasferire le misurazioni e le dimensioni dell’opera in gesso a quella definitiva in marmo. E i puntini neri, come quelli delle repére, sono diventati il fil rouge - oh, pardon: il fil noir - di tutti gli elementi distintivi della comunicazione esterna del Museo, sia on line che off line.
Il logo stesso utilizza queste forme circolari poste su uno sfondo bianco e anche il rinnovato sito web museocanova.it, sempre progettato e sviluppato da Otium, è punteggiato di “repére grafiche” che rimandano ai contenuti delle varie sezioni.
Nel sito web lo stesso puntatore del mouse è associato a un punto nero (che cambia poi colore a seconda del colore dello sfondo) che si muove all’unisono con la freccetta.
La nuova identità “a punti” è stata applicata agli spazi espositivi del Museo e a tutti i nuovi materiali promozionali in cui il punto nero è diventato il filo conduttore che guida il visitatore alla scoperta dell’universo del genio del Neoclassicismo: da sfondo diventa riflettore e da elemento funzionale diventa guida centrale, protagonista dei vari elementi di comunicazione.
Una lunga ricerca sul carattere di stampa ha poi assegnato un ruolo centrale all’impianto tipografico, in cui due diverse font dialogano tra loro, creando un sistema grafico tanto “classico” quanto “contemporaneo” applicato all’intera comunicazione visiva.
Ma non è tutto, perché per garantire una maggiore accessibilità al pubblico è stata sviluppata anche una web-app a supporto delle visite. Quest’ultima sarà disponibile a fine giugno e consentirà ai visitatori di intraprendere diversi percorsi tematici riassumendo in un’unica applicazione i supporti alla visita più tradizionali come audioguida, didascalie, approfondimenti testuali, video e mappe spaziali.
Il progetto di identità visiva integrata del Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno è stato realizzato con il sostegno della Fondazione Italia Patria della Bellezza di Milano.
Che dire dunque agli organizzatori e alla giuria degli EDA - European Design Awards 2023, rientrando dal Lussemburgo con la conquista del secondo posto?
Tre Grazie mille.
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