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Redazione
Bassanonet.it
Special report
Bach to the Future
Giovane orgoglio bassanese: Cristiano Gaudio, 27 anni, clavicembalista di caratura internazionale, si aggiudica a Bassano la prima edizione del Premio Eccellenze Musicali “Mario Michele Faliero”
Pubblicato il 12 ott 2022
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Con un cognome così, non può che essere felice di un premio che proprio nella sua città riconosce pubblicamente il suo talento.
Cristiano Gaudio, 27 anni (è nato a Bassano del Grappa il 1 dicembre 1995), è un giovane e già affermato virtuoso del clavicembalo.
Mentre esegue davanti al pubblico di Villa Rezzonico in città il programma Kontrapunkt und Galanterien con le immortali composizioni di Johann Sebastian Bach, le sue dita sembrano quasi fondersi con la tastiera, regalando l’illusione acustica della facilità di esecuzione laddove invece il pentagramma presenta passaggi di estrema difficoltà tecnica.
Il premiato Cristiano Gaudio e la madrina del Premio Susanna Gherlani (foto Alessandro Tich)
Apparentemente, Cristiano Gaudio l’è un bocia come tanti altri: cordiale, sorridente, molto alla mano. Ma il suo curriculum è impressionante. Impossibile riportarlo tutto: basterà ripercorrerne i proverbiali sommi capi.
Diplomatosi al clavicembalo al Conservatorio di Castelfranco Veneto e successivamente al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse di Parigi, ha frequentato anche un Master specialistico presso la Schola Cantorum di Basilea assieme ad importanti corsi di perfezionamento e da qualche anno ormai si sta facendo strada all’interno dello scenario musicale internazionale.
Ha vinto ed è salito sul podio di numerosi concorsi musicali in Italia e all’estero, tra cui si segnalano i successi al concorso internazionale di Bruges, al concorso “Bach” di Lipsia e al Concorso “Città di Milano”.
Attivo come solista, si è esibito, fra gli altri, al festival Oude-Muziek di Utrecht, al festival Musica Antica di Urbino, al festival Baroque en Rio di Rio de Janeiro e ha preso parte al progetto Scarlatti 555 organizzato da RadioFrance. Ha collaborato con numerosi e prestigiosi ensembles, ha suonato in alcune tra le più prestigiose sale d’Europa (tra cui la Berliner Philarmonie) e ha già inciso due dischi con orchestra. Per l’etichetta francese L’Encelade ha recentemente pubblicato il suo primo album solistico “Händel vs Scarlatti”, vincitore del Diapason d’Or, dello Choc de Classica, dell’Amadeus d’oro e altri premi.
È insomma un orgoglio assoluto per la nostra città e per il territorio. Ma si tratta di quel tipo di eccellenze, “confinate” in settori che non richiamano l’attenzione dei mass media, di cui troppo spesso non ci rendiamo conto.
“Noi abbiamo un’eccellenza qui a Bassano e vorrei sapere quanti bassanesi la conoscono.”
Chi lo afferma, conducendo l’evento e presentandone il protagonista, è Susanna Gherlani.
Susanna, residente a San Giuseppe di Cassola, in passato allieva di canto del maestro Paolo Badoer e oggi allieva della masterclass della nota insegnante di canto Roberta Libner Invernizzi, è una cultrice della musica antica e un’artista del bel canto specializzatasi nel repertorio antico e in particolare barocco. Lei stessa, accompagnata al clavicembalo dal giovane Gaudio, si esibisce sulle impegnative partiture di Sì dolce è’l tormento di Claudio Monteverdi e Se l’aura spira di Girolamo Frescobaldi.
Ma soprattutto Susanna Gherlani è la promotrice e madrina dell’iniziativa grazie alla quale si svolge la serata: il Premio Eccellenze Musicali “Mario Michele Faliero”, che per la sua prima edizione viene appunto assegnato a Cristiano Gaudio.
Prima ancora che un riconoscimento rivolto ai giovani talenti musicali, il Premio è l’espressione dichiarata di un grande atto di amore.
Susanna lo ha voluto infatti istituire in memoria del marito Mario Michele Faliero, sconfitto purtroppo da una malattia nello scorso mese di gennaio.
Militare di carriera specializzato negli affari giuridici e congedato con il grado di colonnello, Faliero coltivava la passione per la cultura, per l’arte e in particolare per la musica che condivideva all’unisono con la moglie.
In apertura di serata la sua figura viene ricordata con sentite parole dal generale in congedo Matteo Quercia, che di “Michele”, come lo chiama affettuosamente, fu collaboratore superiore di grado ma soprattutto amico fraterno.
Nel grande salone centrale di Villa Rezzonico c’è anche Mimma Faliero, sorella dello scomparso, che è arrivata appositamente dalla Puglia e legge una sua accorata poesia “dedicata con affetto” al fratello.
Susanna Gherlani ricorda come l’amato consorte, dopo averla conosciuta, si fosse a sua volta appassionato di musica e di bel canto, diventandone “un meraviglioso cultore, presentatore e organizzatore di eventi.” “Perciò - aggiunge - quale modo migliore per ricordarlo e mantenere sempre viva la fiamma del nostro amore, questa meravigliosa energia, se non istituendo un premio a nome di Michele?”.
Detto, fatto. E tutto il resto è musica. Cristiano Gaudio, il premiato, si siede al clavicembalo e all’improvviso quel ragazzo molto alla mano scatena l’abilità delle proprie mani.
Esegue le tre composizioni BVW 992 - “Capriccio sopra la lontananza del fratello dilettissimo”, BWV 815 - “Suite francese n. 4 in mi bemolle maggiore” e BWV 828 - “Partita n. 4 in re maggiore” di Johann Sebastian Bach.
Acclamato dall’ovazione dei presenti, il giovane clavicembalista concede anche il bis, sempre dedicato alla “maestria di forma e di stile” del genio bachiano.
Ma per un musicista suonare Bach che sfida è? Lo chiedo direttamente a lui.
“Una sfida difficile ma allo stesso tempo avvincente e soprattutto ancora contemporanea - mi risponde Cristiano Gaudio -. Per me suonare Bach è come leggere Dante o come guardare Caravaggio. Autori di grandi opere immortali, perché rasentano la perfezione compositiva.” “Più in là di queste tre grandi personalità che ho appena citato è difficile andare - continua l’artista premiato -. Veramente per me il paragone Bach-Dante è molto esemplificativo, nella forma, nella poeticità e nell’espressività profondissima.”
Chiedo inoltre a Cristiano che cosa pensi di questo Premio Eccellenze Musicali che intende non solo gratificare i talenti ma anche farli conoscere.
“È un premio lodevole perché purtroppo poche persone, in Italia ma anche un po’ in Europa, si interessano e conoscono le realtà della musica classica e soprattutto della musica barocca che a volte è ancora più dimenticata - replica il clavicembalista -. Quindi sono importanti dei premi così, che sono destinati ai giovani, i quali comunque hanno difficoltà in questo mondo complicato, in questa società sempre più a larga distribuzione che limita noi artisti, noi studiosi.” “E dei premi del genere - conclude Cristiano Gaudio - sono sicuramente un incentivo e un aiuto a noi per andare avanti, per migliorare sempre di più e sapere anche che c’è una risposta da parte della comunità.”
Le dichiarazioni del Premio Eccellenze Musicali “Mario Michele Faliero” 2022 saranno certamente musica per le orecchie di Susanna Gherlani, la promotrice dell’evento che ha goduto del patrocinio degli assessorati alla Cultura e al Sociale del Comune di Bassano del Grappa, rappresentato alla serata dall’assessore al Sociale Mavì Zanata, e del Comune di Cassola.
“Lo scopo di questo Premio - conferma la dottoressa Gherlani a Bassanonet - è far conoscere alle persone i talenti musicali dei nostri giovani, che spesso sono costretti ad emigrare per essere apprezzati. Conosco tanti giovani talenti italiani che vivono oramai in Inghilterra, in Austria, in Germania. Perché lì la musica classica è più apprezzata. Purtroppo qui in Italia, chissà perché, viene valutata in modo marginale.”
“Il Premio vuole aumentare la visibilità di questo genere di musicisti e far sì che le persone si rendano conto del loro livello - aggiunge la madrina del riconoscimento -. L’iniziativa intende aumentare anche lo spessore culturale di noi stessi, della nostra popolazione, della nostra città. Bassano del Grappa è già una città con elevata cultura ed è giusto che sostenga i giovani che rappresentano il nostro territorio in modo così eccelso.”
Sono le parole raccolte a margine di una serata che - come in un celeberrimo film - ha fatto salire un giovane ragazzo in una macchina del tempo. Che lo ha riportato indietro nel XVIII secolo, l’epoca delle musiche da lui eseguite. Ma ben sapendo che, a soli 27 anni di età, ha ancora un fulgido avvenire tutto davanti.
Bach to the Future.
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