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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
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Metropark, l'oasi della sosta libera

Da clamoroso flop a “oggetto misterioso”, a super-gettonato parking gratuito: l'emblematica storia della caduta e rinascita del parcheggio della stazione ferroviaria

Pubblicato il 04-01-2012
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In questi giorni di avvio a rilento (per usare un eufemismo) del nuovo parcheggio a pagamento “Le Piazze” nell'area dell'ex Ospedale, l'intera situazione dei posteggi in zona Largo Parolini-Stazione Ferroviaria a Bassano del Grappa merita la nostra attenzione.
Chiuso ormai da tempo l'ex parcheggio a pagamento “Gasparotto” - in vista proprio dell'apertura del parking “Le Piazze” e della costruzione della strada parallela a via Parolini già prevista dal Piano Mar - le opzioni per chi vuole lasciare la macchina a ridosso o quasi della ferrovia si presentano a macchia di leopardo: con i 140 posti auto disponibili nell'area di Largo Parolini esterna alla stazione suddivisi tra strisce blu, sosta a disco orario (60 minuti) e sosta breve (max 15 minuti).
Una scacchiera di possibilità in mezzo alla quale si trova un'autentica oasi della sosta libera: quella del Metropark, il parcheggio realizzato e già gestito dalla società Metropark (Gruppo Ferrovie dello Stato ) nell'ex scalo merci della stazione ferroviaria e attualmente in concessione al Comune di Bassano, con 96 posti auto più due posti riservati ai disabili.

Il Metropark di Bassano, sempre pieno dalla mattina alla sera (foto Alessandro Tich)

Quella del Metropark, in origine parcheggio a pagamento, è una tipica storia bassanese legata alle abitudini di parcheggio della nostra città.
Inaugurata nel febbraio del 2009 (per un costo di 250mila euro) per venire incontro soprattutto alle esigenze dei pendolari, assillati dal problema di dove lasciare l'auto prima di prendere il treno - in una zona dove i parcheggi, all'epoca tutti liberi, di Largo Parolini erano già occupati di prima mattina -, la nuova area di sosta si sarebbe rivelata ben presto un clamoroso flop.
Colpa, a quanto pare, delle tariffe che ancora oggi campeggiano sul cartello collocato all'ingresso e mai rimosso: 1 euro all'ora e 45 euro per l'abbonamento mensile.
Risultato: parcheggio sempre vuoto e chiusura improvvisa del servizio nell'ottobre del 2009, a soli otto mesi dalla sua inaugurazione. Tra la fine del 2009 e la metà del 2010 il Metropark è rimasto terra di nessuno: un “oggetto misterioso” riaperto e richiuso a singhiozzo e poi definitivamente sbarrato, in stato di effettivo abbandono. Quasi una propaggine, in perfetto stile Fs, delle condizioni da terzo mondo a cui la stazione ferroviaria di Bassano ci ha ormai da anni abituati.
La “svolta” è arrivata a seguito dello spirito di iniziativa di alcuni operatori economici e commerciali dell'area di Largo Parolini, che sempre nel 2010 hanno raccolto 170 firme per sollecitare l'Amministrazione comunale a risolvere la situazione, benché il Metropark fosse di competenza delle ferrovie.
Nell'aprile dello scorso anno il sindaco Cimatti, a seguito di tali sollecitazioni, ha raggiunto l'accordo con Metropark: l'area è stata data in concessione al Comune, che l'ha trasformata in un parcheggio libero h 24.
Per contro, l'Amministrazione comunale ha attivato le strisce blu su 90 dei 140 posti auto di Largo Parolini, destinando il ricavato dei parcometri alla copertura dell'affitto del Metropark da pagare alle ferrovie.
E mentre oggi il parcheggio “Le Piazze”, dopo i fasti della sua fase gratuita, è ancora un contenitore vuoto, il vicino Metropark, dopo il fallimento della sua fase a pagamento, è pieno come un uovo per tutta la giornata.
Due pagine a confronto, entrambe emblematiche, della storia dei parcheggi made in Bassano.

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