Laura Vicenzi

Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

Interviste

A tu per tu con Marco Marsullo

Un’intervista a tutto campo all’autore di Atletico Minaccia Football Club

Pubblicato il 14 lug 2013
Visto 4.038 volte

Pubblicità

Ospite alla decima edizione del Piccolo Festival della Letteratura, Marco Marsullo ha presentato al pubblico bassanese il suo libro Atletico Minaccia Football Club – la pubblicazione è edita da Einaudi. Qui di seguito le sue risposte all’intervista di Bassanonet. Per ricordare insieme le serate del festival e conoscere più in dettaglio il lavoro dietro le quinte di Palomar, c'è anche il nostro video di Cult.tv video.bassanonet.it/culttv/13729.html.

Il tuo è un libro giocoso, dove il calcio serve come sfondo per raccontare una storia. Da appassionato e da tifoso, hai mai incontrato nel mondo del calcio reale, che frequenti da vicino, un personaggio come il tuo protagonista, Vanni Cascione?

Marco Marsullo


In realtà no. Ho unito i puntini di tante cose divertenti e strambe di questo mondo che amo, quello del calcio. Un po’ di esperienza della mia scuola-calcio e tanto ascolto della passione che c’è dietro al pallone. Cascione è la summa di questo, e poi, soprattutto, è tutto quello che ognuno di noi ha dentro: l’ossessione, per qualsiasi cosa. Lui la ha per il pallone, ma è un disastro continuo, però è un bravo ragazzo.

Cascione è un allenatore precario – anche nel tuo libro, come in altri presentati al Piccolo Festival, torna il tema della vita di periferia, della precarietà – eppure “Sì, io e Mourinho eravamo colleghi”, gli fai dire all’inizio dell’avventura. Senza questo idolo, Vanni Cascione sarebbe riuscito a sognare?

Forse no. L’idolo è un’utopia, serve per avere un traguardo, se pur irraggiungibile. Cascione non spera di essere come Mourinho. Lui è Mourinho. Non importa vincere o perdere, importa credere in qualcosa che ci spinga oltre un limite. E Cascione, se pur facendo mille pasticci, ci riuscirà.

“Non c’è posto al mondo più bello della trequarti avversaria”, scrivi. I falli e l’incontro con avversari sleali invece sono un pericolo costante in campo e fuori, ovunque.

E certo. Il calcio non dovrebbe mai essere rovinato dalla slealtà, ma più che quella in campo penso a quella fuori: calcio scommesse e cose del genere. Che schifo.

Il libro è pieno di personaggi divertenti e simpatici, per i quali è facile trovarsi a fare il tifo. Che ruolo hai fatto giocare alle donne?

Le donne sono la chiave di volta per migliorarsi. Specie Chiara, la figlia quattordicenne di Cascione. Solo lei farà capire i propri errori al padre. Le donne, alla fine, almeno per la mia esperienza, sono servite a tutti i disastri più dolci della mia vita, ma anche, e soprattutto, a crescere.

Il calcio dovrebbe essere uno sport, un gioco, ma spesso è tutt’altro. E per parlare un po’ di attualità, data l’occasione: cosa pensi delle manifestazioni di protesta che ci sono in Brasile contro le spese per la Confederations Cup e i Mondiali 2014?

Credo che la situazione sia molto delicata. Il discorso è sulla reale forza del Brasile di poter ospitare la manifestazione. Forse non era proprio la nazione più indicata, visti i dislivelli sociali che animano il popolo brasiliano, ma un Mondiale può anche essere un occasione di rilancio. Stiamo a vedere.

Nel tuo blog marcomarsullo.com hai iniziato a dare degli “aulici consigli letterari”: un libro che hai letto che parla di calcio, o di un altro sport, che ricordi con gratitudine?

Un’ultima stagione da esordiente, di Cristiano Cavina, edito da Marcos y Marcos, un libro tenero e fenomenale sul calcio dei ragazzini. Imperdibile.

Scopri di più su questi argomenti

New

Notizie flash sul tuo smartphone

Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.

Più visti