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“Ecomostro” di viale Asiago: “Un pastrocchio urbanistico”
I gruppi consiliari Pdl e Lega Nord intervengono sull'iter del discusso progetto. “Autorizzata la costruzione nonostante il parere contrario della Commissione Edilizia”. Saranno chieste le dimissioni dell''assessore Filippin: "E' incompetente"
Pubblicato il 11 giu 2011
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“Uno degli interventi più discutibili e criticabili degli ultimi anni”.
Mauro Zen, consigliere comunale Pdl, definisce così il costruendo “Palazzo delle Professioni” di viale Asiago: l'edificio destinato ad ospitare spazi per uffici privati e ribattezzato “ecomostro” dai suoi detrattori, per la collocazione del “grosso cubo di cemento” in una delle zone di Bassano del Grappa di maggiore valore paesaggistico, a ridosso dello skyline delle colline che portano verso San Michele, in un'area posta proprio di fronte alla spianata di vigneti dell'azienda agricola “Due Santi”.
Commissionato dalla società Pfd Consulting Group & Co. srl, il complesso edilizio è attualmente in avanzata fase di costruzione, con una coda di polemiche che stenta a scemare.
Il "Palazzo delle Professioni" in costruzione in viale Asiago a Bassano
Ad aggiungere benzina sul fuoco, la presenza tra i progettisti dell'immobile di due capigruppo dell'attuale maggioranza: l'ing. Stefano Giunta, responsabile del progetto strutture e l'ing. Francesco Fantinato, della Sint Ingegneria srl, responsabile del progetto impianti elettrici e impianto termico e idrico-sanitario.
Sulla questione i gruppi consiliari del Pdl e della Lega Nord annunciano - in una conferenza stampa convocata oggi congiuntamente - un'azione comune, con l'intento di fare chiarezza sull'intero iter del discusso progetto.
“Non salvaguardati i diritti dell'Amministrazione”
“Sul lotto di viale Asiago di 4700 mq. - spiega Mauro Zen - esisteva prima un pregevole edificio artigianale a un piano. Ora si sta costruendo un edificio di circa 1700 mq. di superficie coperta per un'altezza di 11,5 m. e un volume di 16.500 mc. fuori terra.” “L'uso direzionale è compatibile con la destinazione del Prg - prosegue Zen - ma nell'iter progettuale i diritti dell'Amministrazione non sono stati salvaguardati.”
Il riferimento è ai cosiddetti standard urbanistici (parcheggi pubblici e aree a verde, ceduti dai privati al Comune) che invece dei 2460 mq previsti si sono ridotti a 1667 mq.
“Di fatto - dichiara il Pdl - vengono a mancare circa 1000 mq. di area rispetto ai 2460 mq. richiesti. Quest'area, che deve essere di utilità pubblica, viene invece individuata quasi integralmente nella viabilità a servizio del fabbricato. Bastava che l'Amministrazione avesse preteso, come suo diritto, l'area a parcheggio e verde pubblico prevista per legge e automaticamente il privato doveva ridurre la cubatura dello stabile.”
“Attenzione alle date”
Non è assolutamente vero, affermano gli esponenti di Pdl e Lega, che “il manufatto è stato ereditato, a iter concluso, dalla passata Amministrazione”, come sostenuto, in interviste alla stampa locale, dall'assessore all'Urbanistica Rosanna Filippin.
Gli atti dell'iter procedurale, per i quali le opposizioni richiamano “attenzione particolare alle date”, confermano infatti il contrario.
E' vero che la domanda per la costruzione di un “edificio a destinazione direzionale” è stata presentata il 14/12/2008, ovvero sotto l'Amministrazione Bizzotto.
Ma la prima istruttoria tecnica (7/05/2009) subordinava il parere urbanistico favorevole al parere della Commissione Edilizia sui volumi e le altezze dell'edificio e dell'Area Lavori Pubblici sulla progettazione delle aree ad uso pubblico.
Inoltre, il primo passaggio del progetto in Commissione Edilizia (14/5/2009) ne decretava la “sospensione per approfondimenti normativi.” In parole povere: finché è stato sindaco Gianpaolo Bizzotto, il progetto di viale Asiago è rimasto lettera morta, in attesa dei necessari pareri tecnici per l'autorizzazione.
“Con il cambio di Amministrazione dopo le elezioni del 2009 - dichiara Zen - abbiamo assistito a un'accelerazione dell'iter, che ha portato in pochi mesi a ben sette passaggi in Commissione Edilizia e all'autorizzazione nel dicembre del 2009.”
Tuttavia, il 2/7/2009 - con Cimatti sindaco da pochi giorni - la Commissione Edilizia aveva espresso parare contrario al progetto, rilevando “il contrasto con il tessuto edilizio contermine e con la qualità paesaggistica ambientale nel quale il manufatto è inserito”.
La stessa Commissione rilevava ancora che “il progetto degli spazi pubblici penalizza l'effettivo utilizzo degli stessi, con preponderanza degli spazi di manovra e viabilità a scapito degli effettivi posti macchina, e con un'assenza quasi totale di spazi a verde.”
Insomma: una bocciatura, che dopo ulteriori invii, integrazioni al progetto e riunioni veniva definitivamente decretata il 10/9/2009 dalla stessa Commissione Edilizia, che confermava “il precedente parere contrario” relativamente a un progetto che “risulta totalmente avulso dal contesto ambientale di pregio dell'intorno costruito”.
Pollice verso della Commissione anche per gli standard urbanistici: “Gli spazi pubblici progettati - si legge nel parere - si configurano come spazio di risulta tutt'altro che funzionali ad una fruizione pubblica. (...) Una cospicua parte di superficie computata a parcheggio pubblico consiste in viabilità interna funzionale principalmente agli accessi privati (...). Lo standard a parcheggio effettivamente utilizzabile si limita a circa 60 posti auto a fronte di un edificio di 16.573 mc fuori terra. Praticamente inesistente risulta il verde pubblico.”
Nonostante ciò, rilevano le opposizioni, l'Amministrazione comunale ha ritenuto “non pregiudizievoli” le valutazioni della Commissione e l'11/12/2009 il segretario comunale ha firmato il provvedimento di autorizzazione a costruire.
“Tutta questa procedura - afferma il gruppo Pdl - dimostra chiaramente che in questo caso l'Amministrazione ha avuto un particolare occhio di riguardo per le richieste private, dimenticandosi che prima dei cosiddetti “diritti edificatori privati” ci sono i “diritti pubblici della collettività”. Censuriamo pertanto l'approvazione di questo progetto così come il comportamento sia dell'Area Lavori Pubblici che dell'Area Urbanistica, nei suoi assessori di riferimento, per l'iter procedurale di questo pastrocchio urbanistico.”
Monegato: “L'iter accelerato lascia spazio alle illazioni della gente”
“Quando l'assessore Filippin dice che questo edificio non è un ecomostro - commenta il capogruppo Pdl Stefano Monegato - vorrei chiedere che cos'è. E quando dice che la procedura è stata ereditata a iter concluso dalla passata Amministrazione, è una bugia. L'ecomostro è la prima vera opera dell'Amministrazione Cimatti. Le altre, dalle piscine comunali al parcheggio del vecchio ospedale, quelle sì che sono state ereditate da noi. E in quanto alla presenza tra i progettisti di due capigruppo di maggioranza, non si può fare un processo alle intenzioni, ma l'iter accelerato lascia spazio alle illazioni della gente. La velocità di esecuzione dell'edificio ha dell'incredibile. L'Amministrazione non va a parlare con nessuno, è autoreferenziale. Lascerei ai cittadini ogni valutazione, giudizio e commento sull'operato di questa Amministrazione.”
La Lega Nord: “Rafforzati nella convinzione di chiedere le dimissioni dell'assessore Filippin”
“Come Lega Nord - afferma il capogruppo leghista Luciano Todaro - riteniamo che, per l'inopportunità dell'intervento, gli aventi causa e cioè i residenti della zona possono presentare un ricorso al Tar. La Lega si rafforza ancora di più nella convinzione di chiedere le dimissioni dell'assessore Filippin.”
Per la mozione che chiederà le dimissioni dell'assessore in consiglio comunale, Lega e Pdl si dichiarano concordi: manca solo il passaggio formale per l'ufficializzazione del comune intento da parte dei due gruppi di opposizione.
“In campagna elettorale - aggiunge il consigliere Nicola Finco - l'Amministrazione ha puntato sul cavallo della battaglia urbanistica, con un “progetto di città” che dobbiamo ancora vedere. Il sindaco non sta seguendo l'urbanistica e l'assessore è totalmente incompetente.”
“L'urbanistica - conclude Finco - è gestita a Bassano da noti professionisti, che sono anche consiglieri comunali all'interno della stessa maggioranza. Parlano tanto di Urban Center, ma su questo progetto non hanno parlato con nessuno, tantomeno col quartiere.”
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