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Tribunale di Bassano, la Lega al contrattacco: “Altro che tribunalino”

Nota congiunta della Lega di Bassano per difendere la rilevanza della nuova sede giudiziaria. Il primo cittadino di Marostica: «Se ci dividiamo tra territori vicini finiremo per perdere tutti i servizi»

Pubblicato il 05 lug 2026
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La Lega di Bassano del Grappa e il sindaco di Marostica, Matteo Mozzo, sono intervenuti pubblicamente per difendere il progetto di legge e chiederne una rapida approvazione, respingendo le critiche e invitando gli amministratori locali a superare i contrasti tra territori.

Attraverso una nota ufficiale firmata dai rappresentanti locali Andrea Viero e Arianna Lunardon, la Lega di Bassano del Grappa ha espresso pieno supporto al percorso parlamentare del disegno di legge, già sottoscritto dai ministri Carlo Nordio, Giancarlo Giorgetti e Paolo Zangrillo. Il Carroccio ha respinto con fermezza la definizione spregiativa di "tribunalino", diffondendo i dati dimensionali del progetto: la nuova cittadella della giustizia dovrà servire un bacino superiore ai 500 mila abitanti, esteso su 72 Comuni appartenenti alle province di Vicenza, Treviso e Padova.

Un bacino da mezzo milione di abitanti e 72 Comuni per la rinascita dell'ex tribunale.

Secondo i firmatari, l'istituzione del presidio risponde alle necessità di un’area contraddistinta da un tessuto economico e produttivo particolarmente dinamico, che ha subito profonde trasformazioni infrastrutturali e demografiche negli ultimi decenni. La Lega ha inoltre precisato che la nuova struttura non si porrà in contrapposizione con i tribunali capoluogo di Vicenza, Padova e Treviso. Sul nodo critico della carenza di personale, la nota assicura che il piano del Governo prevede coperture d'organico dedicate tramite procedure di assunzione specifiche, escludendo il rischio di sottrarre risorse agli uffici giudiziari già operativi. A supporto della fattibilità dell'opera viene citata l'esperienza dell'ex Tribunale di Bassano del Grappa, soppresso con la riforma della geografia giudiziaria del 2012, indicato come esempio di efficienza gestionale passato.

A stretto giro è giunto l'intervento del sindaco di Marostica, Matteo Mozzo, focalizzato sulla necessità di azzerare le tensioni calcificate tra i diversi centri della provincia. Mozzo ha criticato i toni del dibattito in corso, definendolo una sterile sfida tra Bassano e Vicenza che rischia di bloccare l'intero iter legislativo a danno della collettività.
Il primo cittadino ha rivendicato il diritto della Pedemontana di ottenere servizi pubblici proporzionati alla ricchezza prodotta e all'aumento della popolazione, specificando tuttavia che il potenziamento di Bassano non deve tradursi in uno scippo ai danni del capoluogo berico.
Vicenza, ha rimarcato Mozzo, necessita a sua volta di investimenti urgenti e incremento di personale. Il sindaco ha infine richiamato gli amministratori veneti a fare fronte comune per l'ottenimento di infrastrutture statali, stigmatizzando la tendenza locale alla frammentazione e paventando il rischio di una sconfitta totale: il blocco dei finanziamenti sia per il ripristino della sede bassanese sia per il rafforzamento di quella vicentina.

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