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Politica

Scontro totale sulla Giustizia veneta: «I sabotatori del nuovo Tribunale hanno fallito la mobilitazione»

Gli avvocati del Comitato blindano l'accordo con Nordio e attaccano la piazza di Vicenza: «Critiche infondate da chi vuole fermare lo sviluppo del territorio»

Pubblicato il 05 lug 2026
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Il Comitato degli avvocati per il Tribunale di Bassano del Grappa–della Pedemontana prende nettamente le distanze dal flash mob che si è svolto venerdì 3 luglio davanti al Tribunale di Vicenza e al quale ha scelto di non partecipare.
Una decisione motivata dalla bocciatura dell’impostazione della manifestazione, ritenuta non propositiva ma espressione di una critica pretestuosa al progetto del nuovo Tribunale e al Governo.
Nel loro intervento gli avvocati liquidano l’iniziativa come «tanto rumore per nulla», sottolineando anche la scarsa partecipazione registrata all’appuntamento. Ribadiscono invece piena fiducia nelle rassicurazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del sottosegretario Andrea Ostellari: il nuovo Tribunale della Pedemontana non vedrà ridotto il rapporto magistrati-popolazione nei tribunali esistenti e sarà accompagnato da nuove assunzioni e dal rafforzamento complessivo del sistema giudiziario veneto.

Vicenza, fronte compatto di toghe e sindaci contro il Tribunale della Pedemontana.

Per il Comitato, il progetto non è una riedizione del vecchio Tribunale di Bassano, ma un nuovo presidio giudiziario di area vasta, destinato a oltre 500 mila abitanti e a tre province. Una struttura che viene difesa come alternativa alla narrazione del “tribunalino” e che, nelle intenzioni dei firmatari, potrà produrre effetti positivi anche sui tribunali provinciali confinanti, contribuendo a ridurre arretrati e inefficienze.

Di seguito riportiamo il comunicato integrale inviato in redazione dal Comitato degli avvocati per il Tribunale di Bassano del Grappa–della Pedemontana e sottoscritto da Cristina Bertoncello Brotto, Giuseppe Maiolino, Antonio Mauro, Francesco Savio e Giulia Vigna

“Tanto rumore per nulla!
Il Comitato degli avvocati per il Tribunale di Bassano del Grappa-della Pedemontana non ha volutamente partecipato al flashmob tenutosi venerdì 3 luglio 2026 davanti al Tribunale di Vicenza.
Nonostante l’accattivante titolo “A difesa dei nostri tribunali”, che potrebbe far pensare a soluzioni propositive, infatti, alla base della manifestazione vi è la nota pretestuosa critica degli organizzatori al Governo ed al progetto dell’istituzione dell’ottavo Tribunale del Veneto.
Il Comitato prende comunque atto che la partecipazione è stata molto scarsa nonostante l’invito fosse esteso non solo agli ordini degli avvocati ma anche agli avvocati, ai vari operatori della Giustizia ed agli amministratori locali. I pochi manifestanti ieri hanno subito stigmatizzato il progetto, affermando apertamente di non credere alle parole del Ministro Nordio e del Sottosegretario Ostellari che qualche giorno fa anche a Padova ed a Vicenza ha nuovamente rassicurato sul fatto che i tre Tribunali provinciali Veneti non vedranno ridotto il presente rapporto magistrati-popolazione.
Di più, ha annunciato l’arrivo di nuovo personale. Il Comitato rinnova la fiducia nel Governo che investe nella Giustizia in Veneto. Il progetto è innovativo, fortemente voluto dal Territorio ed avrà effetti positivi ben oltre il decongestionamento della macchina della Giustizia in Veneto.
Il progetto del nuovo Tribunale di Bassano:

a) gode del forte sostegno della Regione Veneto e del Governo che l’ha presentato, perché finalizzato ad incrementare il numero complessivo di Magistrati operanti in Veneto al fine di migliorare la risposta di giustizia alle plurime richieste dei cittadini e delle imprese e di efficientare la nostra Regione che, pur essendo, assieme alla Lombardia, una delle due locomotive d’Italia, è sottodimensionata rispetto ad altre Regioni meno produttive, come per esempio la Sicilia, che ha ben 16 Tribunali (contro i nostri 7) di cui 6 non provinciali o come la Calabria, che ha 10 Tribunali, di cui 5 non provinciali;

b) non si limita a riaprire il vecchio Tribunale di Bassano del Grappa, ma interviene strategicamente in una delle zone economicamente più dinamiche d’Italia, accorpando, porzioni di territori ricadenti su tre diverse province al doppio fine di dare una risposta unitaria alle comuni esigenze di un’area economicamente omogenea e di avvicinare anche fisicamente la giustizia ai cittadini, evitando, soprattutto a quelli più in difficoltà, di doversi recare nei più lontani i capoluoghi di provincia;

c) è destinato a creare, all'interno della zona pedemontana, non un “tribunalino”, come erroneamente si afferma, ma un nuovo Tribunale grande (perché superiore al limite di 450.000 abitanti);

d) non sottrarrà magistrati e personale amministrativo al Tribunale di Vicenza ed agli altri Tribunali Veneti perché il Ministro della Giustizia ed suoi Sottosegretari, hanno più volte assicurato che ciò non succederà, per il fatto che tra il 2025 e il 2026 sono già stati indetti i concorsi necessari per completare le piante organiche di tutti i Tribunali d'Italia. Di questi giorni l’annuncio e (diciannove magistrati, la stabilizzazione e l’arrivo di nuovo personale amministrativo in l’ arrivo di magistrati e personale adeguato alle esigenze del territorio Veneto e nei tribunali provinciali);

e) soprattutto è destinato a migliorare la risposta di giustizia non solo nell'area pedemontana, ma anche in quella degli attuali Tribunali provinciali perché se da un lato l’istituendo nuovo Tribunale di Bassano del Grappa partirà da “zero” (cioè senza pendenze), così garantendo prestazioni d’eccellenza (proprio perché non ostacolato da alcun arretrato), dall’altro tutti i Tribunali provinciali confinanti (Vicenza, Treviso e Padova) potranno, nel tempo necessario perché le nuove piante organiche si stabilizzino, utilizzare un numero di Magistrati sovradimensionato rispetto ai rispettivi circondari che, per effetto della Riforma, risulteranno più ridotti, così da eliminare a loro volta tutto l’arretrato e migliorare la propria efficienza giudiziaria”.

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