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Esame in corsia e 100 su 100: la maturità speciale di Luisa al San Bassiano

Ricoverata in ginecologia, la studentessa del Remondini sostiene l'orale in ospedale grazie all'accordo tra medici e scuola

Pubblicato il 02 lug 2026
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Ci sono situazioni in cui la cronaca scolastica diventa anche una fotografia del funzionamento delle istituzioni e della loro capacità di adattarsi alle circostanze.
È il caso di quanto accaduto al San Bassiano, dove un esame di maturità si è trasformato in un percorso fuori dall’ordinario, senza però interrompere il suo esito naturale. L'esame di maturità si è svolto in ospedale anziché in aula, ma il risultato non è cambiato: 100 su 100. Protagonista della vicenda è Luisa Pertile, studentessa dell'indirizzo serale dell'istituto Remondini, che ha sostenuto il colloquio conclusivo dell'esame di Stato all'interno di una sala riunioni del San Bassiano, dove si trovava ricoverata.
Secondo quanto ricostruito, l'acuirsi improvviso di una patologia cronica a ridosso della prova orale avrebbe comportato il ricovero nel reparto di Ginecologia dell'ospedale cittadino, rendendo incerta la possibilità di sostenere regolarmente la prova conclusiva di un percorso formativo portato avanti parallelamente all'attività lavorativa.

Luisa Pertile

A consentire il regolare svolgimento dell'esame sarebbe stato il coordinamento tra la struttura sanitaria e l'istituto scolastico. Il direttore dell'unità operativa di Ginecologia, il dottor Roberto Rulli, avrebbe avviato un confronto con la professoressa Maria Rebecchi, coordinatrice del percorso serale del Remondini, per individuare una soluzione compatibile con le condizioni della studentessa e con le esigenze organizzative della commissione.
Secondo la ricostruzione disponibile, il raccordo tra ospedale e scuola avrebbe permesso di attivare gli adempimenti necessari per lo svolgimento dell'esame in una sede diversa da quella ordinaria, con la disponibilità della commissione a trasferire la sessione all'interno del nosocomio e a garantire il regolare completamento delle procedure previste dall'esame di Stato.
L'organizzazione ha richiesto anche un adeguamento logistico degli spazi: una sala riunioni al quarto piano sarebbe stata attrezzata con le dotazioni tecniche necessarie per consentire il regolare svolgimento del colloquio e delle eventuali presentazioni previste dalla prova orale, assicurando il rispetto delle modalità organizzative richieste dalla commissione.
Il verdetto finale ha premiato la candidata con il massimo del punteggio previsto dall'esame di Stato. Al di là del risultato personale, la vicenda evidenzia la capacità di collaborazione tra istituzioni scolastiche e sanitarie del territorio, che hanno consentito di garantire la continuità del percorso formativo anche in una situazione eccezionale, trasformando un possibile rinvio in un diploma conseguito con il massimo dei voti.
In casi come questo, la dimensione più rilevante non è soltanto il risultato finale, ma la tenuta concreta delle reti pubbliche: scuola e sanità che, quando riescono a coordinarsi senza attriti, rendono effettivo un principio che altrimenti resterebbe astratto, quello del diritto allo studio anche nelle condizioni più difficili.

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