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Massimiliano Cavallo
Contributor
Bassanonet.it
Blitz contro Vannacci: volantini shock al gazebo del movimento
Immagini a testa in giù e scritte volgari in viale delle Fosse. Scatta la polemica sul perimetro della dialettica democratica
Pubblicato il 29 giu 2026
Visto 21.020 volte
A Bassano la politica è sempre stata vissuta con passione. La città ha conosciuto confronti anche molto accesi, senza però rinunciare al rispetto reciproco tra avversari. Si può discutere con forza, ma senza mai cancellare la legittimità di chi la pensa in modo diverso. È un patrimonio civile che appartiene a tutte le culture e che prescinde dalle appartenenze.
La comparsa, nella notte, di volantini offensivi contro il generale Roberto Vannacci, appesi vicino al primo banchetto di Futuro Nazionale, rompe inevitabilmente questo equilibrio. E solleva una riflessione che va oltre lo scontro tra destra e sinistra. Il problema qui non è il colore politico di chi viene colpito, ma il modo e il linguaggio scelti per farlo.
Il diritto di criticare e di contestare le idee altrui è il fondamento della vita democratica. Ogni proposta politica può essere condivisa, respinta o combattuta sul terreno del confronto pubblico e del consenso. Ma c'è un limite chiaro: quando la discussione si sposta sui contenuti si fa un buon servizio ai cittadini; quando invece si passa all'insulto personale o a rappresentazioni che richiamano pagine dolorose della storia italiana, il confronto si impoverisce e perdono tutti.
L'episodio è avvenuto nello spazio vicino all'ex ospedale di viale delle Fosse, dove i militanti di Futuro Nazionale stavano preparando il loro primo punto informativo per il tesseramento. Durante la notte, le fioriere davanti all'ex chiesa di San Bonaventura sono state riempite di volantini con la foto di Vannacci capovolta, accompagnata da scritte volgari. I manifesti sono stati poi staccati nella mattinata dagli stessi organizzatori.
Condannare episodi di questo tipo non significa aderire alle idee di chi ne è bersaglio, ma ribadire un principio che deve valere per ogni schieramento: il confronto politico può essere duro e persino radicale, ma non può rinunciare al rispetto reciproco e al riconoscimento della legittimità dell'avversario.
Di seguito pubblichiamo integralmente il comunicato diffuso da Futuro Nazionale in merito all’episodio.
Guido Giacometti, responsabile Nord Est di Futuro Nazionale: «Questa mattina, a Bassano del Grappa, nei pressi del luogo dove il Comitato Costituente di Futuro Nazionale stava allestendo il proprio gazebo, è comparso questo volantino. Ennesima dimostrazione che c'è chi, non riuscendo a confrontarsi sul terreno delle idee, sceglie la strada dell'insulto, dell'odio e dell'intimidazione.
Si mettano l'anima in pace. Più ci attaccano, più ci insultano e più tentano di intimidirci, maggiore sarà la nostra determinazione. Non abbiamo paura di nessuno.
A Gianluca, ai militanti di Bassano e a tutti coloro che ogni giorno ci mettono la faccia va il mio sostegno e il mio ringraziamento. Se qualcuno pensa di fermare Futuro Nazionale con questi mezzucci, ha capito ben poco: ogni intimidazione non fa altro che rafforzare la nostra convinzione e la nostra volontà di andare avanti.»
Stefano Valdegamberi, consigliere regionale e responsabile Enti Locali di Futuro Nazionale: «BASTA CON L'ODIO POLITICO: LA SINISTRA TORNI AL CONFRONTO, NON AGLI INSULTI».
Quanto accaduto a Bassano del Grappa, dove sono apparse immagini del Generale Roberto Vannacci esposte a testa in giù e accompagnate da insulti offensivi, rappresenta un fatto grave che impone una riflessione sul livello di intolleranza politica che si sta diffondendo nel nostro Paese.
La critica politica è il sale della democrazia. Ben altra cosa è la delegittimazione personale, l'insulto sistematico e il ricorso a simboli che evocano le pagine più buie della nostra storia. Esporre il volto di un avversario politico capovolto e accompagnarlo con espressioni volgari non è satira né dissenso: è odio politico. È il riflesso di una certa sinistra che, esauriti gli argomenti, sceglie la scorciatoia dell'insulto e della demonizzazione dell'avversario.
Ancora più inquietante è il clima che si respira sui social network, dove episodi di questo genere vengono applauditi, minimizzati o addirittura rivendicati. Lo stesso atteggiamento si è manifestato ieri mattina nei confronti di un comitato costituente di Futuro Nazionale a Treviso, bersaglio della medesima becera propaganda già vista a Bassano. Un'escalation che non può essere sottovalutata.
La libertà di espressione non può essere invocata a giorni alterni, solo quando fa comodo alla propria parte politica. Chi si proclama paladino del pluralismo dovrebbe essere il primo a difendere il diritto degli avversari di esprimere le proprie idee, organizzarsi e partecipare alla vita democratica senza essere sottoposti a campagne d'odio, intimidazioni o linciaggi mediatici.
L'Italia ha bisogno di una politica che torni a confrontarsi sui contenuti, sulle proposte e sulle idee, come stanno facendo il Generale Vannacci e Futuro Nazionale, non di una spirale di rancore alimentata da chi preferisce colpire le persone anziché misurarsi con le loro idee.
La libertà di espressione si difende sempre, anche quando le opinioni espresse non coincidono con le proprie. Chi pretende di dare lezioni di democrazia dovrebbe ricordarselo.
Il confronto politico si vince nelle urne e con il consenso dei cittadini, non con gli insulti o la demonizzazione dell'avversario. E il crescente sostegno a Futuro Nazionale, con oltre 110.000 iscritti in Italia e 12.000 in Veneto, dimostra che gli italiani premiano chi porta idee e proposte, non chi semina odio e intolleranza.»
Gianluca Pietrosante, referente del comitato di Bassano: «La logica degli opposti estremismi, sulla quale vuole trascinarci la sinistra estrema, non ci interessa e non ci riguarda. Futuro Nazionale è colma di amministratori che vanno dai consigli comunali, al Parlamento, alle Giunte, ai consigli regionali fino ad arrivare all'Europarlamento con il nostro Generale. Il perimetro su cui si muove il nostro partito è certamente quello istituzionale e militante, nel pieno rispetto delle regole dialettiche ed elettorali.
Sono passate più di 24 ore e dalla sinistra istituzionale di Bassano del Grappa non è giunta alcuna condanna di questi manifesti che non solo offendono un servitore dello Stato da poco in pensione che ha difeso la nostra Patria, ma un deputato italiano al Parlamento Europeo e Presidente di un partito i cui numeri sono sotto gli occhi di tutti. Evidentemente a questa sinistra distaccata dalla realtà va bene così: forse a loro interessa innescare questo clima d'odio, autoelargendosi patenti di superiorità morale e culturale e relegando tra "i brutti e i cattivi" la destra.
Ma i cittadini sono sovrani e i sondaggi e i numeri ci stanno dando ragione, proprio perché Futuro Nazionale affronta i problemi della società con coraggio e determinazione, rompendo il muro di menzogne del politicamente corretto.»
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