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Vincenzo Pittureri

Vincenzo Pittureri
Giornalista
Bassanonet.it

Hockey

Senza corona eppure vincenti

Perchè anche senza titolo per Bassano è stata una stagione da incorniciare

Pubblicato il 12 giu 2026
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Battuti e sereni. Possibile?
Possibile sì. Eccome. Bassano cede in volata al Trissino in un inedito derby scudetto e sorride ugualmente. Ma in quale mondo?
Nel nostro, proprio così. Certo, sicuramente ingastrito, ma trascorse le prime 24 ore di reazioni a caldo, fatalmente di pancia e sul filo della comprensibile emotività, poi l'istinto lascia spazio alla logica e al buon senso e a mente fredda affiora altro, tanto altro, tutto il buono che c'è e che rimane.

Foto Michele Brunello


Riavvolgiamo il nastro e ripartiamo da due anni fa, dell'avvento di coach Ale Bertolucci sul ponte di comando dell'area tecnica, la pietra angolare del primo reale ciclo varato da sponsor e proprietà visto che il precedente era stato irrimediabilmente intralciato e intaccato dagli intoppi legati al covid. Ebbene, tanto il club che Mr. Ubroker in quell'estate del 2024 accogliendo il cittì azzurro non hanno mai venduto fumo. Hanno fissato un programma pluriennale, la prima stagione centrare le semifinali playoff, la final four di Coppa Italia e tornare nel giro che conta. Ed è andata esattamente così. La seconda stagione - questa - alzare l'asticella, approdare almeno in una finale, ritrovare le atmosfere della Champions League per riabituarsi ai palcoscenici internazionali in cui fare esperienza e riportare soprattutto il grande pubblico al palazzo. Beh, tutto realizzato, le finali sono state addirittura due, scudetto e Coppa Italia, i playoff vissuti con punte di oltre tremila anime al PalaUbroker, numeri che nell'hockey in Italia assicura soltanto Bassano (e farlo dinanzi alla passerella della diretta RAI è un valore aggiunto) e inoltre l'ebbrezza del comando solitario della classifica mantenuto più di due mesi e mezzo, non un semplice dato accessorio. Finali che poi mancavano da 17 anni, lo scudetto, e da oltre 10, la Coppa Italia. Un cammino virtuoso che è valso, tra l'altro, la qualificazione alla prossima Supercoppa Italiana di novembre, di nuovo contro Trissino, la storia infinita, altro proscenio da onorare al meglio.
E nella rumba del braccio di ferro per lo scudo col magno Trissino, gli addetti ai lavori preconizzavano un comodo cappotto da parte dei campioni in carica. Che non solo non c'è stato, ma per tre puntate su quattro i grandi favoriti hanno provato lunghi brividi sulla schiena. Gli ingiocabili hanno dovuto misurarsi coi comuni mortali e han scoperto di dover sudare anzichenò per portare a casa la buccia.
Ecco, tutto questo rappresenta il tesoro Bassano, i programmi rispettati, le cose promesse e mantenute, l'affetto della propria curva e della propria gente, la prospettiva di un ciclo da provare a coronare l'anno venturo con un trofeo da sollevare, non necessariamente il titolo. Per questo è stata una stagione da incorniciare. Quella che ha sancito la definitiva rinascita giallorossa.

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