Ultimora

ADS
ADS
Laura Vicenzi

Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

Incontri

Dai colori del mondo di McCurry a ritratti di personaggi storici, con Alberto Angela

Piazza Libertà gremita, per il celebre fotografo americano. Gli appuntamenti della terza giornata di Resistere, in serata il ritorno di Alberto Angela

Pubblicato il 13 giu 2026
Visto 5.475 volte

ADS

Dopo il grande successo ieri sera, in Piazza Libertà, dell'incontro con il celebre fotografo Steve McCurry, tra gli appuntamenti più partecipati e attesi di Resistere, il festival della Libreria Palazzo Roberti si prepara a vivere un'altra serata di grande interesse collettivo e richiamo con il ritorno di Alberto Angela.

Volto tra i più amati dal pubblico dei lettori e televisivo, Angela sarà protagonista questa sera, sabato 13 giugno, alle 21.15 in Piazza Libertà, di un appuntamento dedicato alla grande storia.

Steve McCurry nel corso dell'incontro di Resistere (foto Lucrezia Pegoraro)

Cesare. La conquista dell'eternità (Mondadori Editore, 2025), è il titolo del suo nuovo saggio di cui parlerà nel corso dell'incontro bassanese. Partendo dal De Bello Gallico, Angela accompagnerà alla scoperta della figura di Giulio Cesare, condottiero e statista che segnò profondamente la storia della Roma antica. Nel racconto, scorreranno le vicende della tarda Repubblica e si affacceranno personaggi affascinanti come Pompeo, Cicerone e Cleopatra. A dialogare con l’autore sarà Maria Serena Natale, giornalista del Corriere della Sera.

La giornata odierna si aprirà alle ore 17, in Libreria Palazzo Roberti, con Alexandra Lapierre, che darà voce alla straordinaria storia di Artemisia Gentileschi, artista che seppe affermare il proprio talento e la propria indipendenza nell'Italia del Seicento, sfidando convenzioni, violenze e scandali.
Nel preserale, alle ore 18.45, Resistere si sposterà al Castello degli Ezzelini per l'incontro che vedrà ospite Antonio Polito, editorialista del “Corriere della Sera”, che presenterà il suo libro intitolato: La Costituzione non è di sinistra (Silvio Berlusconi Editore). Polito dialogherà con Marco Follini, già vicepresidente del Consiglio e autore di numerosi saggi. A moderare sarà Edoardo Lombardi Vallauri, un altro gradito ritorno per il festival.

L'attesa per la serata con protagonista Alberto Angela arriva dopo l'intenso appuntamento di ieri sera con Steve McCurry, maestro del reportage a colori e tra i fotografi più influenti degli ultimi quarant'anni. Intervistato da Mario Calabresi, il fotografo americano ha ripercorso alcune tappe del proprio lavoro che lo ha reso celebre, alle spalle proiettata sul maxischermo una carrellata dei suoi scatti più iconici, tra questi la foto diventata emblema della poetica ritrattistica dell'artista statunitense da quando fu pubblicata sulla copertina del National Geographic nel 1985.
Quella di McCurry, narratore gioviale, è stata in molti punti una riflessione sullo sguardo.
Dall'Afghanistan all'India, passando per il Medio Oriente e l'Africa, il fotografo ha raccontato la sua lunga esplorazione della condizione umana, costruita attraverso l’atto di immortalare volti e storie. Centrali, nel suo racconto, i temi della pazienza, della perseveranza, la determinazione che si concretizza in sfiancanti attese, per aspettare il momento migliore. Un’attitudine da scenografo, che si concretizza col tornare senza darsi requie negli stessi luoghi e non mollare, fino a quando la realtà non offra quell'istante irripetibile che lui stesso ha definito in più occasioni "magico".
McCurry ha illustrato come il colore sia diventato nel suo lavoro uno strumento narrativo prima ancora che estetico, contribuendo a ridefinire il linguaggio del reportage contemporaneo. Al centro delle sue immagini restano soprattutto le persone: ritratti capaci di sostenere lo sguardo dell'osservatore e di raccontare, in un solo fotogramma, percorsi di vita, sofferenze, speranze, bellezza e “resistenza”.
Nel dialogo con Calabresi sono emerse la passione, ma anche le difficoltà di una professione intrapresa come incontro con il mondo e con l’uomo: intorno guerre e distruzione; mesi di pioggia addosso nella stagione dei monsoni, con appiccicate ovunque le sanguisughe; i pericoli di luoghi impervi; la devastazione del silenzio, in scenari come quello dove un cavallo vaga sperduto in un paesaggio tragico e magnifico insieme, o nei luoghi della tragedia americana dell’11 settembre 2001.

La fotografia in molte situazioni diventa documento storico e testimonianza, come quando racconta “da dentro” territori complessi come l’Afghanistan, grazie a una lunga frequentazione di McCurry del Paese nei suoi momenti di trasformazione.
La luce è l’elemento creatore della fotografia: la più efficace resta quella dell'aurora, ha spiegato, ricordando al tempo stesso l'intensità e l'unicità di certi momenti speciali del giorno e di singoli luoghi.
Profondo è il legame con l'Italia per l’artista, uno dei Paesi nei quali lavora con maggiore frequenza, Paese, che, ha ricordato, accolse la ragazzina afghana profuga diventata adulta al centro del suo scatto giudicato “perfetto” diventato simbolo di una carriera, e collocato tra i protagonisti della Storia del Novecento.
A chiusura della serata, è apparsa l'immagine che McCurry ha indicato come una delle più rappresentative del proprio percorso: raffigurati, alcuni bambini che giocano felici con un cerchio ai piedi di alcuni baobab. Uno scatto semplice e potente, che attraverso un uso sapiente di contrasti riesce a “fermare” un momento di gioia e divertimento semplici, giovani, universali.

New

Notizie flash sul tuo smartphone

Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.

ADS
ADS

Più visti