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Elvio Rotondo
Contributor
Bassanonet.it
La Cambogia tra influenze straniere, mine e ripresa economica
La Cambogia si classifica al 95° posto, a livello mondiale, in termini di competitività, secondo il World Economic Forum, ma l’economia è sostenuta da un boom edilizio, in particolare nella capitale, Phnom Penh
Pubblicato il 26-07-2024
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La Cambogia, uno degli stati più turbolenti nel recente passato, sta beneficiando di due decenni di relativa stabilità, dopo una guerra civile, un periodo sotto il giogo criminale dei Khmer Rossi, negli anni 70, e dopo l’invasione vietnamita (1978-1989).
I ricordi dolorosi del periodo dei Khmer Rossi, comunisti radicali al potere sotto la guida di Pol Pot tra il 1975 e il 1978, ancora persistono nella popolazione, due milioni di persone morirono per mano del regime.
Dal punto di vista economico, il basso costo della manodopera e la posizione geografica fanno della Cambogia un posto attraente. L'economia è caratterizzata da investimenti occidentali nell’industria tessile e nell’export dell’abbigliamento, ma il turismo è in espansione, e la Cambogia spera di attingere a riserve di petrolio e di gas offshore e attirare così investimenti dall'estero per affrancarsi dagli aiuti esterni.
Angkor Thom, Cambogia ©Artie Photography (Artie Ng)/Getty Images
Secondo la Banca Mondiale, nel 2024 la crescita economica dovrebbe migliorare marginalmente arrivando al 5,8%, rispetto al 5,6% dell’anno precedente, e dovrebbe rafforzarsi ulteriormente del 6,1% nel 2025 e del 6,4% nel 2026, grazie alla ripresa delle esportazioni di abbigliamento, articoli da viaggio e calzature e del turismo.
Dopo un periodo di relativa stabilità, la Cambogia è ormai entrata in una fase prolungata di sviluppo. I progressi sono stati significativi, ma la povertà e l'insicurezza alimentare sono ancora molto diffuse.
La Cambogia si classifica al 95° posto, a livello mondiale, in termini di competitività, secondo il World Economic Forum, ma l’economia è sostenuta da un boom edilizio, in particolare nella capitale, Phnom Penh, che attira i cambogiani con reddito medio ad investire in beni immobili. Persiste il problema della corruzione nel paese, considerato una zavorra per uno dei paesi i più poveri del mondo, con la maggior parte della forza lavoro ancora impiegata in agricoltura di sussistenza.
Le relazioni strategiche della Cambogia si sono spostate dagli anni '80, portando a un miglioramento dei legami con la Cina, mentre le relazioni con gli Stati Uniti si sono deteriorate, principalmente a causa di questioni economiche, politiche e di sicurezza.
La Cina, unico paese che ha continuato a fornire aiuti alla Cambogia anche durante il regime dei Khmer Rossi, oggi è ancora un importante alleato, ma soprattutto un partner economico fondamentale. Pechino stanzia fondi economici, sostegno politico e ampia assistenza, in particolare per quanto riguarda la sicurezza tradizionale - armi e relativi materiali. Il sostegno globale della Cina è in linea con gli obiettivi di Phnom Penh.
La presenza senza precedenti di navi della marina cinese nella base navale di Ream, che occupa una posizione strategica vicino alla punta meridionale della Cambogia, in prossimità del Mar Cinese Meridionale, potrebbe essere fonte di preoccupazioni per gli americani, che vedono la possibilità di un avamposto militare cinese nel Golfo di Thailandia.
Secondo quanto riportato da un articolo della CNN, tali preoccupazioni erano già sorte nel giugno del 2022, quando funzionari cinesi e cambogiani avevano presieduto insieme alla cerimonia di posa della prima pietra di un progetto di ristrutturazione del porto con sovvenzioni cinesi.
I funzionari cambogiani avevano ripetutamente negato l’utilizzo della struttura da parte della Cina come base navale, insistendo sul fatto che il progetto è in linea con la Costituzione cambogiana, che vieta la presenza di basi militari straniere sul proprio territorio.
La presenza militare cinese vicino a una delle rotte marittime più vitali del mondo solleva interrogativi fondamentali sulle ambizioni di Pechino.
Tra i suoi obiettivi militari spicca la creazione di una marina militare d'altura in grado di proiettare la potenza di Pechino lontano dalle coste cinesi. Nel 2017, dopo anni di ambiguità su ciò che si stava costruendo, la Cina ha completato la sua prima base in territorio straniero, a Gibuti, nel Corno d'Africa.
Nello stesso anno, la Cina ha portato a termine un progetto ben più sorprendente nelle acque contese del Mar Cinese Meridionale, creando installazioni militari su quelli che un tempo erano tranquilli atolli delle isole Spratlys.
Pechino avrebbe creato un molo e un bacino di carenaggio a Ream, su un terreno bonificato, ognuno dei quali supera di gran lunga le esigenze della flotta cambogiana. Tuttavia, a differenza delle installazioni nelle Spratlys, Ream non sembra avere aree di costruzione riservate a lanciamissili o ad hangar per jet da combattimento.
Il porto cambogiano potrebbe fungere principalmente da stazione di rifornimento per la Marina cinese.
Poco distante, secondo quanto affermato in un articolo del NYT, una società cinese avrebbe ricavato nella giungla, un tempo protetta, una pista abbastanza lunga da ospitare i bombardieri, che la Cambogia non possiede. L'azienda afferma che il campo d'aviazione è in gran parte destinato ai turisti cinesi.
L’incllnazione verso Pechino si evince anche dalle dichiarazioni cambogiane nella settima riunione del Comitato di coordinamento intergovernativo Cina-Cambogia a Phnom Pen, svoltasi nel mese di aprile scorso. La Cambogia ha ribadito la sua adesione al principio di una sola Cina, riconoscendo Taiwan come parte inalienabile del territorio cinese, chiarendo al contempo la sua opposizione a qualsiasi tentativo di usare la questione di Taiwan per interferire negli affari interni della Cina e a qualsiasi forma di “indipendenza di Taiwan”, ed esprimendo il suo sostegno a tutti gli sforzi della Cina per raggiungere la riunificazione nazionale.
Malgrado il rischio terroristico, per gli stranieri in Cambogia, sia quasi nullo, uno dei problemi nel paese ancora irrisolto è rappresentato dalle mine, grosso ostacolo al ritorno alla piena normalità della vita del paese.
Il problema delle mine in Cambogia è il risultato di una guerra civile durata quasi tre decenni, iniziata nel 1970. Le fazioni interne si sono contese il potere e hanno lasciato il Paese contaminato dalle mine e dai residuati bellici esplosivi.
Le mine antiuomo sono uno degli ostacoli più significativi alla pacificazione e allo sviluppo del post-conflitto. Molto tempo dopo la fine della guerra e la firma degli accordi di pace, le mine restano, e continuano ad esplodere uccidendo e mutilando le persone. Le mine ritardano il ritorno e il reinsediamento dei rifugiati e degli sfollati e bloccano l'accesso a risorse vitali e servizi sociali, compresi terreni agricoli, acqua, strade, scuole e ospedali.
La Cambogia, è uno dei paesi con più mine al mondo, con 6 milioni di mine o congegni esplosivi ancora disseminati nel terreno da decenni di guerra. Alcuni campi minati sono stati creati nel 1980 dai guerriglieri Khmer Rossi che combattevano l'esercito vietnamita.
In tutto il paese, dal 1979, circa 67.000 persone sono state uccise o ferite, e più di 25.000 hanno subito amputazioni. Secondo le organizzazioni di sminamento la Cambogia ha il più alto rapporto di amputati da mine pro capite al mondo. Gli Incidenti causati dalle mine avvengono in media ogni due giorni e mezzo.
Le mine antiuomo lasciate dalla guerra civile cambogiana di mezzo secolo fa feriscono o uccidono ancora circa 50 persone all'anno, una cifra significativamente inferiore rispetto a qualche anno fa, ma che continua a preoccupare gli agricoltori e i residenti rurali delle province occidentali del Paese.
La minaccia delle mine è ora in gran parte concentrata in soli 21 distretti di confine, nei distretti rurali a nord-ovest, vanificando lo sviluppo agricolo e il reinsediamento, ostacolando la costruzione di infrastrutture e servizi sociali di base, dall’irrigazione all’acqua potabile, alle strade secondarie e terziarie,
Nelle attività di sminamento, oltre alle usuali e tradizionali procedure, vengono utilizzati anche i ratti giganti, definiti anche i ratti eroi: Il nome scientifico del topo è “cricetomys gambianus”, è il ratto gigante del Gambia, che con i suoi 35 cm di lunghezza (e altrettanti di coda) è il più grosso roditore che, grazie al suo sensibilissimo olfatto, è anche il più prezioso.
Sono creature sorprendenti, intelligenti, con dei nasi tra i più sensibili nel regno animale. Inviati dall’Africa, dove hanno eliminato con successo i campi minati in Mozambico e Angola, hanno cominciato la stessa operazione nel nord-ovest della Cambogia, all'inizio di questo mese, e hanno già ottenuto risultati tangibili.
Grazie al loro peso (1 kg), possono avvicinarsi alle mine senza farle esplodere come invece può succedere ai cani. Per questa ragione sono stati efficacissimi nello sminamento. Inoltre hanno il vantaggio di essere facilmente addestrabili, sono facili da trasportare e sono degli instancabili lavoratori che pretendono solo banane e noccioline.
Ogni ratto può coprire una superficie di 200 metri quadrati in 20 minuti, mentre un tecnico con un rivelatore di mine impiegherebbe da uno a quattro giorni. Il loro senso dell'olfatto è così acuto che in Africa sono anche utilizzati per rilevare la tubercolosi in campioni di saliva umana ad un ritmo molto più veloce rispetto ai metodi standard di laboratorio.
I topi appena fiutano un esplosivo, si fermano sopra di esso e raschiano il terreno – questo è il segnale appreso dal roditore quando rileva del TNT. Successivamente, uno sminatore controlla con un rilevatore, rimuove la mina e la fa esplodere.
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