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Elvio Rotondo
Contributor
Bassanonet.it
Uno sguardo al Montenegro, il dirimpettaio dell’Italia
Il percorso verso l'Ue tra l'influenza russa e della chiesa ortodossa
Pubblicato il 26 ago 2023
Visto 7.141 volte
Il Montenegro è il più piccolo Paese degli stati balcanici per popolazione, prevalentemente montuoso, poco più grande del Trentino-Alto Adige, si affaccia sull’Adriatico.
Ha una popolazione di appena 600 mila abitanti, indipendente dal 2006 dopo la separazione pacifica, attraverso un referendum, dalla Federazione di Serbia e Montenegro.
È entrato nell’Alleanza Atlantica nel mese di giugno del 2017 e ha in corso il negoziato di adesione all’Unione Europea.
ll Montenegro è considerato un paradiso per gli oligarchi russi, considerato il fatto che non c'è bisogno di un visto per entrare e per l’esistenza di leggi fiscali blande.
Ha presentato domanda di adesione all'UE nel 2008 ottenendo lo status di candidato nel 2010 mentre i negoziati di adesione sono iniziati nell'estate del 2012.
È stato uno dei primi paesi europei ad aderire alla Belt and Road Initiative (BRI) della Cina, il progetto globale di infrastrutture e investimenti che si estende in Africa, Asia, Europa e America Latina.
La Cina ha una forte influenza sul Montenegro soprattutto dal punto di vista economico, rappresentato principalmente dall'enorme debito per il progetto di costruzione dell'autostrada che graverà il Montenegro per anni.
Il paese è fortemente impegnato con Pechino per l’ammodernamento delle strutture del paese.
Nel luglio 2022, il Montenegro ha aperto il primo tratto dell'autostrada Bar - Boljare, sette anni dopo l'inizio del progetto finanziato dalla Cina e che ha portato il debito pubblico del paese al 90,85% del PIL. La Chinese Road and Bridge Corporation ha completato i primi 41 chilometri dell’autostrada dei 163 chilometri pianificati, con un costo di 20 milioni di euro a chilometro, e oggi appare incerto il suo completamento. Il progetto è stato finanziato all'85% da un prestito di 810 milioni di dollari della Chinese Exim Bank.
Nonostante queste grandi battute d'arresto, la leadership del Montenegro non sembra aver appreso nulla dagli errori passati e continua, tuttora, a cercare investimenti cinesi.
Fonti stampa montenegrine riportano che nella primavera scorsa, il governo ha firmato un contratto di costruzione con Shandong International Economic & Technical Cooperation Group, una società cinese precedentemente collegata ad alcuni progetti controversi nella regione, per costruire una nuova autostrada tra le città costiere di Budva e Tivat. Il progetto da 53 milioni di euro dovrebbe essere completato in due anni.
Il Montenegro si è rivolto alla Cina anche per l'acquisto di due navi cargo per 41,9 milioni di euro nel gennaio 2010.
Il paese ne ha acquistate altre due nel 2012.
Le aziende cinesi sono state anche coinvolte nel potenziamento delle ferrovie in Montenegro, nella ristrutturazione dell'unica centrale elettrica a carbone a Pljevlja e nell'approvvigionamento di vaccini contro il COVID-19.
La Cina detiene gran parte del debito pubblico montenegrino che il governo non riesce a rimborsare.
Podgorica si trova ormai nella trappola del debito che in caso di insolvenza subirà una sorta di sudditanza nei confronti di Pechino.
Nel paese, però, si è vista anche un’altra potenza economica/militare come la Russia che ha sempre avuto forti legami storici con i Balcani occidentali e possiede, in un certo senso, un'attrattiva di soft power. Anche la Chiesa ortodossa russa è stata identificata come un potente veicolo di influenza russa nella regione. La fratellanza slava e i valori condivisi del cristianesimo ortodosso sono spesso usati per rafforzare i legami del Cremlino con leader politici e gruppi indipendenti nella regione (il 70% della popolazione montenegrina è ortodossa).
Un’influenza, quella russa, che sembra si sia trasformata in ingerenza al momento della scelta del Montenegro di aderire alla NATO. Ci sarebbero stati tentativi di influenzare la decisione con manovre poco apprezzate dalla magistratura montenegrina. Mosca avrebbe orchestrato un tentativo di colpo di stato durante le elezioni del 16 ottobre 2016 in Montenegro nel tentativo di impedire al paese di aderire alla NATO.
Mosca considera l’adesione all’Alleanza Atlantica un'ingerenza bella e buona nella sua sfera di influenza storica.
Nel paese, comunque, il turismo russo rimane ancora molto forte, malgrado le sanzioni che il Montenegro applica alla Russia per l’invasione dell’Ucraina.
Sembra che i cittadini russi non abbiano bisogno di un visto turistico quando si recano in Montenegro per un breve periodo.
Il Montenegro, dal punto di vista militare è pressoché carente, ma il paese gode di una posizione strategica eccellente.
L’adesione alla NATO di Podgorica esclude la possibilità che la Russia possa ottenere l’accesso alle acque territoriali del paese come aveva già chiesto nel 2013. In quell’occasione i russi avrebbero puntato all’istallazione di una base militare nel porto di Bar per fornire supporto logistico alla flotta navale russa nel Mediterraneo.
Le Forze Armate montenegrine attualmente contano una forza di circa 2.350 membri in servizio attivo. Non c'è la coscrizione in Montenegro, le forze armate sono composte da soli professionisti. Il servizio di leva è stato abolito nel 2006. La maggior parte del suo equipaggiamento e delle sue forze è stata ereditata dalle forze armate di Serbia e Montenegro. Il Montenegro ha partecipato alla missione ISAF in Afghanistan, alle missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite in Liberia, UNMIL, Cipro, UNFICYP in qualità di osservatore militare e Somalia, EU-NAVFOR, KFOR.
Attualmente, il Montenegro come Slovenia, Albania, Islanda, Repubbliche Baltiche e Macedonia del Nord non dispone di velivoli da combattimento in grado di garantire la sicurezza e il pattugliamento dello spazio aereo nazionale (i suoi Soko G-4 Super Galeb furono trasferiti all'Air Force serba nel 2006), che viene assicurato solitamente dall'aeronautica italiana e greca con missioni di air policing.
La NATO Air Policing è una missione di routine di lunga data per salvaguardare l'integrità dello spazio aereo dell'Alleanza, un compito fondamentale per la difesa collettiva della NATO. La Air Policing non è una risposta a una minaccia specifica, ma una componente essenziale di come la NATO fornisce sicurezza ai suoi paesi membri. Secondo i regolamenti della NATO, le forze aeree alleate devono avere almeno due aerei da combattimento pronti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e in ogni momento dozzine di aerei da combattimento sono pronti in tutta Europa.
In alternativa, i paesi alleati senza forza aerea possono cercare soluzioni multinazionali per proteggere il loro spazio aereo.
I jet della Air Policing della NATO si alzano in volo in risposta ad aerei militari o civili in difficoltà, o che non seguono le regole di volo internazionali e si avvicinano allo spazio aereo degli alleati della NATO. Spesso questi velivoli non riescono a identificarsi correttamente, a comunicare con il controllo del traffico aereo o a presentare i piani di volo.
Dopo l'entrata nella NATO, l’adesione all’Unione Europea per il Montenegro è una tappa fondamentale per il suo futuro, ma resta ancora molto lavoro da fare per far si che questo accada.
Nell'ultima sessione del Consiglio di stabilizzazione e di associazione UE-Montenegro, tenutasi a Podgorica il 14 luglio 2022, il Consiglio ha accolto con favore i progressi generali compiuti in merito all'adesione, e tra le altre cose, ha affermato che il Montenegro deve intraprendere riforme importanti e urgenti per ripristinare il funzionamento e la credibilità dei principali organi giudiziari e uscire dalla situazione di stallo in cui versa l'attuazione delle riforme giudiziarie fondamentali. Ha incoraggiato inoltre il paese a intensificare gli sforzi in settori critici quali la libertà di espressione e dei media e la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata.
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