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Dalla A alla Zetafilm
Intervista ad Antonio Guglielmini, architetto e consigliere di maggioranza, consulente della proprietà dell'Astra dal 2015 al 2016. “L'interrogazione delle minoranze è un gesto grave che nuoce alla mia immagine professionale e amministrativa”
Pubblicato il 23 giu 2021
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Dalla A alla Zetafilm. Ovvero: “tutto quello che riguarda ciò che è stato il mio rapporto di lavoro con la società proprietaria dell'immobile del Teatro Astra”.
L'architetto Antonio Guglielmini, noto e stimato professionista bassanese e consigliere comunale di maggioranza nelle file della civica #PavanSindaco, è al suo secondo mandato da amministratore pubblico dopo la prima esperienza, sempre in maggioranza, con l'amministrazione Cimatti. E - guardacaso - il suo attuale incarico amministrativo in via Matteotti coincide con il momento più critico della lunga vicenda riguardante un edificio storico che lui conosce benissimo: vale a dire, per l'appunto, il Teatro Astra. Lo conosce a menadito perché è stato lui, come ben sanno i nostri lettori pluriennali, a redigere per conto della proprietà Zetafilm Srl il progetto di restauro e riuso polifunzionale del Teatro, consegnato all'amministrazione Poletto. Correva l'anno 2016 e tutto è raccontato in questo nostro articolo dell'epoca: www.bassanonet.it/news/22226-l_astra_nascente.html.
Ora, dopo il crollo parziale del tetto del Teatro nei giorni scorsi, il nome di Guglielmini è rispuntato nelle cronache politiche cittadine. L'architetto-amministratore è finito infatti nel mirino delle minoranze che dedicano a lui un capitolo dell'interrogazione sul “Crollo del tetto del Teatro Astra” protocollata d'urgenza per il prossimo consiglio comunale.
L'architetto Antonio Guglielmini (foto Alessandro Tich)
Le opposizioni, in particolare, chiedono “se, visto il ruolo che per sua stessa ammissione ricopriva come consulente della Zetafilm Srl, l’architetto Guglielmini abbia partecipato o sià intervenuto in qualsiasi modo, a qualsiasi titolo, nella trattativa con i rappresentanti della Zetafilm srl dopo la sua elezione a consigliere comunale” e “chi ha partecipato in rappresentanza dell’amministrazione comunale alle trattative con la Zetafilm Srl”.
L'interrogazione chiede inoltre “se risultano pratiche evase o giacenti presso gli uffici comunali dal 2014 in poi seguite come tecnico dall’architetto Guglielmini e riferite alla Zetafilm srl o ad uno qualsiasi dei suoi soci”.
Anche se l'interrogazione è rivolta al sindaco, Guglielmini avrà tempo e modo, se lo vorrà, di rispondere alle domande che lo riguardano in sede di dibattito consiliare. Ma si dice fortemente amareggiato per una presa di posizione politica che mette in dubbio la sua onestà e onorabilità, sia professionale che amministrativa.
Architetto Guglielmini, che tipo di rapporti professionali ha avuto con Zetafilm Srl?
Molto semplicemente quello riguardante il Teatro Astra nel periodo in cui ho avuto l'incarico dalla società, nel settembre 2015, formalizzato tramite regolare convenzione di incarico che si è conclusa nel febbraio 2016, quando abbiamo consegnato il progetto che credo sia noto.
Dopo febbraio 2016 non ha più lavorato per Zetafilm?
Assolutamente non ho avuto più alcun tipo di rapporto. E non ho neanche partecipato, né con la società né per conto della società Zetafilm, ad incontri né prima con l'amministrazione Poletto né con quella attuale di Elena Pavan.
Ecco: questa cosa degli “incontri” è uno degli oggetti dell'interrogazione protocollata per il prossimo consiglio comunale dalle minoranze che chiedono quale sarebbe o sia stato il suo ruolo, come ex consulente di Zetafilm, nelle trattative. Il fatto di essere inserito in questa interrogazione, essendo lei un consigliere di maggioranza, politicamente come lo valuta?
Secondo me è un gesto grave quello di esprimere dei dubbi sulla serietà e onestà professionale e sulla dedizione di un soggetto all'attività pubblica a cui è stato chiamato. Lo ritengo grave perché questo nuoce alla mia immagine dal punto di vista amministrativo e anche, se mi permette, dal punto di vista professionale. Io non ho mai partecipato ad alcuna riunione sul Teatro Astra tra la proprietà e l'amministrazione. E lo ripeto con decisione, senza timore di essere smentito.
Quindi come commenta questa presa di posizione delle minoranze?
È quella cultura del sospetto che purtroppo pervade il nostro Paese da molto tempo e che è pronta a discriminare delle persone piuttosto che attenersi ai fatti. È una cultura che non ha motivo di avere un riscontro oggettivo nel momento in cui questa accusa viene lanciata, anche se il rimediare dopo è sempre minore rispetto a quello che viene lanciato all'inizio. Cioè l'importanza dell'accusa è sempre diversa rispetto all'importanza della difesa. Io oggi devo difendermi da queste accuse, ma il sasso è stato lanciato, l'insinuazione è stata lanciata, ed è molto più grossa rispetto al riflesso che io sono costretto a fare per difendere la mia onorabilità.
È stato lei, come dice qualcuno, a fare la perizia di stima di 3 milioni e mezzo come costo per l'intervento di cessione dell'immobile dell'Astra?
Ma assolutamente no! Il mio rapporto di lavoro con Zetafilm si è concluso con la consegna del progetto all'amministrazione comunale in data 5 febbraio 2016. La cifra di 3 milioni e mezzo esce da una proposta per la cessione all'amministrazione comunale fatta dalla società Zetafilm in data 16 marzo 2016. Questa è la richiesta fatta dalla proprietà e non una valutazione di stima dell'architetto Antonio Guglielmini. Questo che sia chiaro.
Una domanda al Guglielmini “tecnico” e cioè architetto: su questo crollo parziale del tetto dell'Astra che idea si è fatto?
La mia idea è questa, tanto per capire come la penso io. E ora che ho un ruolo pubblico, sa cosa le dico? Che il collasso di quella parte di copertura dimostra, se non si è ancora capito, che questa è una di quelle condizioni per cui si vuole far prevalere l'interesse privato rispetto all'interesse collettivo. Di fronte a un bene monumentale come questo, bisogna avere intanto rispetto per il bene, poi rispetto per i cittadini che hanno usato quel bene per decine e decine di anni. Ha interessato una moltitudine di generazioni, la mia compresa, ed è nella memoria collettiva di migliaia e migliaia di persone. Quindi rispetto per le persone e rispetto per il bene. È legittimo l'interesse privato, ma secondo me deve stare a un gradino inferiore rispetto all'interesse pubblico.
L'ultima domanda, al Guglielmini “politico”. Lei pensa che questo episodio possa in qualche modo dare l'occasione all'amministrazione per stringere i tempi sull'acquisizione del Teatro o comunque sulla trattativa?
Direi assolutamente di sì. Le cose sono profondamente cambiate rispetto al momento in cui era la proprietà a dettare le condizioni. Ora per questa proprietà, non solo dal punto di vista del fatto accaduto e delle sue cause, che saranno altri a dover accertare, le stesse condizioni non ci sono più. Se prima chiedeva una determinata cifra per quell'immobile, ora quell'immobile vale tutti i costi in meno che sono necessari per la sua messa in sicurezza. Non dico un restauro, ci mancherebbe: ma la messa in sicurezza del tetto che ha una superficie importante, perché tutto il tetto è in precarie condizioni di stabilità. Secondo me è crollata una capriata. La capriata è fatta da due puntoni ed un tirante, quindi è collassato o uno dei due puntoni, o entrambi, oppure è collassato il tirante. Ed è andato giù, assieme alla capriata, tutto il controsoffitto perchè era legato con dei supporti a queste strutture portanti. È difficile immaginare che si possa pensare a una messa in sicurezza di quella struttura senza avere idea di cosa se ne voglia fare. Perchè altrimenti sono soldi buttati via, soldi buttati al vento.
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