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Massimiliano Cavallo

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Bassano, inaugurato il monumento ai paracadutisti: nel basamento la terra del Grappa e la sabbia di El Alamein

In piazzale Trento l’opera voluta dai paracadutisti bassanesi: nel basamento acqua, terra e sabbia diventano memoria

Pubblicato il 28 mag 2026
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C’è un pezzo di Brenta, di Piave, del Monte Grappa e perfino del deserto di El Alamein racchiuso nel nuovo monumento dedicato ai paracadutisti d’Italia inaugurato a Bassano del Grappa.
L’opera trova posto in piazzale Trento, davanti all’ex scuola Mazzini, ed è nata dalla volontà della sezione paracadutisti di Bassano del Grappa di lasciare un segno concreto alla città.
Il monumento, realizzato in marmo e metallo da artigiani del territorio, custodisce nel basamento quattro ampolle simboliche: l’acqua del Brenta e del Piave, la terra del Monte Grappa e la sabbia di El Alamein, luogo della Seconda guerra mondiale dove, tra il 1942 e il 1943, la Divisione paracadutisti italiana Folgore combatté in condizioni estreme durante la campagna del Nord Africa, diventando simbolo di resistenza e sacrificio.

Il monumento inaugurato in Piazzale Trento. ( Foto Bassanonet.it )

Più che celebrare il passato militare, l’opera vuole raccontare valori legati alla tradizione dei paracadutisti: appartenenza, disciplina, sacrificio e spirito di comunità.
La parte frontale, rivolta verso la strada, raffigura la sagoma di un paracadutista in atterraggio.
Accanto compaiono il tricolore italiano e un aereo, elementi che richiamano immediatamente il mondo dei parà e il significato stesso del lancio.
Sul retro il tono diventa più personale. Qui trovano spazio il logo della sezione paracadutisti di Bassano del Grappa e le dediche ai parà bassanesi.
Una scelta che trasforma il monumento anche in un luogo di memoria e riconoscimento per chi in quei simboli ritrova una parte della propria storia.
Bassano aggiunge così un nuovo luogo dedicato alla memoria cittadina.
Un monumento che parla ai paracadutisti, ma anche alla città: perché dentro quelle ampolle, in quei simboli e in quel marmo, non c’è soltanto il ricordo militare, ma il racconto di uomini, sacrifici e valori consegnati alle generazioni future.

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