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Massimiliano Cavallo
Contributor
Bassanonet.it
Sanità, ecco come funziona la nuova Casa di Comunità
Dalle urgenze minori all'infermiere di famiglia, orari e modalità di accesso al nuovo polo di via Ca' Dolfin. Al via la prima fase, sul tavolo i nodi personale e sosta
Pubblicato il 04 giu 2026
Visto 312 volte
La più grande Casa di Comunità del Veneto è entrata in funzione a Bassano del Grappa il 25 maggio.
Un investimento da 15 milioni di euro, 2.900 metri quadrati di superficie e l'obiettivo di concentrare in un unico presidio una parte crescente dei servizi territoriali.
Ma al di là dei numeri, la domanda che interessa i cittadini è soprattutto una: come funziona la nuova struttura di via Ca' Dolfin e quali prestazioni offre già oggi?
Con i suoi 2.900 metri quadrati, la Casa di Comunità più grande del Veneto punta a ridefinire l’assistenza territoriale e le cure primarie.
La risposta si trova al piano terra, dove l'accesso è guidato dal Punto Unico di Accesso (PUA). Qui gli operatori valutano il bisogno sanitario o socio-sanitario e indirizzano il cittadino verso il percorso più appropriato, evitando passaggi tra uffici e servizi diversi. Negli stessi spazi è attivo anche il Centro Unico Prenotazioni (CUP).
Nella fase iniziale le attività sono concentrate interamente a questo livello.
È attivo l'Ambulatorio di Assistenza Primaria, dedicato alle urgenze minori e alla gestione delle cronicità, operativo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20. A questo si affianca la Continuità Assistenziale (ex guardia medica), attiva nelle ore notturne e nei giorni festivi. Entrambi i servizi fanno riferimento al numero unico 116.117.
Accanto ai servizi clinici entra nel modello organizzativo anche la figura dell'infermiere di famiglia e comunità, chiamato a seguire i pazienti sia in ambulatorio sia a domicilio, rafforzando la continuità assistenziale sul territorio. Il servizio si integra con l'ambulatorio infermieristico, attivo sette giorni su sette, e con la centrale dell'Assistenza Domiciliare Integrata.
Tra i servizi previsti figura anche il futuro trasferimento del punto prelievi, che per il momento continua a operare in ospedale; sono già previsti invece la diagnostica di base – tra cui elettrocardiogrammi, ecografie, spirometrie e saturimetrie su prescrizione – la Centrale Operativa Territoriale per la gestione dei pazienti complessi e i servizi socio-sanitari. Le attività amministrative di PUA e CUP sono concentrate nella fascia mattutina dei giorni feriali.
Oltre all'assistenza primaria, la Casa di Comunità ospita un polo specialistico dedicato ai percorsi di cronicità. Tramite impegnativa medica e prenotazione al CUP è possibile accedere agli ambulatori di pneumologia, anemia, angiologia, scompenso cardiaco e ipertensione. Da luglio è prevista anche l'attivazione della neurologia. È presente inoltre uno sportello amministrativo per le pratiche burocratiche.
Nella nuova sede operano attualmente circa 50 professionisti. Il trasferimento delle attività proseguirà gradualmente fino a coinvolgere i circa 180 operatori oggi presenti nella sede di via Monsignor Negrin, destinata alla progressiva dismissione.
Parallelamente all'apertura delle nuove Case di Comunità, alcune forze politiche regionali hanno richiamato l'attenzione sul tema degli organici, sottolineando la necessità che lo sviluppo dei nuovi servizi sia accompagnato da personale e risorse adeguate. Un confronto che riguarda l'intero sistema della sanità territoriale veneta.
Nei prossimi mesi entreranno in funzione anche il primo e il secondo piano dell'edificio, con l'attivazione di ulteriori servizi sanitari e socio-sanitari. Sul fronte logistico resta inoltre aperto il confronto tra Ulss 7 e amministrazione comunale per la realizzazione di nuove aree di sosta a servizio della struttura. Il tema riguarda l'accessibilità del presidio e la gestione dei flussi in una zona che ospita anche numerosi impianti sportivi. L'obiettivo è individuare una soluzione in grado di rispondere sia alle esigenze dell'utenza sanitaria diurna, sia a quelle del quartiere in orario serale, decongestionando la sosta durante gli eventi sportivi.
La Casa di Comunità rappresenta uno dei tasselli principali della riorganizzazione dell’assistenza territoriale nel Bassanese. Nei primi mesi la sfida sarà quella di trasformare l’investimento infrastrutturale in un’effettiva capacità di risposta ai bisogni del territorio, misurandosi con le sfide ancora aperte sul fronte della logistica e del personale. Questioni diverse, ma accomunate da un unico obiettivo: rendere pienamente funzionale un presidio destinato a diventare uno dei cardini dell’assistenza locale. Più che dalle dimensioni dell'edificio o dall'entità dell'investimento, il giudizio sulla nuova struttura arriverà dalla sua capacità di garantire ai cittadini percorsi semplici, tempi adeguati e una presa in carico continuativa.
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