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BPVi, l’“anatema” del vescovo
Duro intervento del vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol contro i responsabili del dissesto della Banca Popolare di Vicenza. “Trovino le modalità per restituire il denaro illecitamente sottratto. Come Chiesa vicentina non possiamo tacere oltre”
Pubblicato il 08 apr 2016
Visto 3.411 volte
“Coloro che sono responsabili di tale situazione devono sentire l’obbligo morale di porre rimedio a tale dissesto, trovando le modalità concrete per restituire il denaro illecitamente sottratto e con esso ridare dignità e sicurezza di vita a tante persone che hanno lavorato duramente e onestamente per assicurare un futuro sereno a sé stessi e ai propri cari.”
I “coloro” a cui fanno riferimento le parole appena riportate sono i vecchi vertici della Banca Popolare di Vicenza. E a pronunciarle non è un’associazione dei consumatori o un comitato di risparmiatori, ma nientemeno che il vescovo di Vicenza monsignor Beniamino Pizziol.
Che in una nota trasmessa alle redazioni lancia un vero e proprio “anatema” contro i responsabili del grave dissesto finanziario che ha colpito l’istituto di credito vicentino, a danno di migliaia di piccoli risparmiatori.
Il vescovo Beniamino Pizziol (fonte immagine: youtube.com)
Riportiamo di seguito, integralmente, l’intervento del vescovo:
Nota del Vescovo di Vicenza mons. Beniamino Pizziol
sul grave dissesto finanziario che ha colpito la Banca Popolare di Vicenza
La Chiesa vicentina, nei suoi fedeli, con il suo Vescovo e i suoi preti, soffre per le conseguenze di una grave crisi di fiducia e di valori, in seguito alle vicende finanziarie che hanno travolto la Banca Popolare di Vicenza, tradizionale punto di riferimento (insieme ad altri istituti di credito cooperativo) per il risparmio e il mutuo sostegno di moltissime persone, famiglie e piccole, medie e grandi imprese del nostro territorio.
Alla già pesantissima crisi economico-finanziaria che da lungo tempo ha colpito le imprese del nostro tessuto produttivo con gravi e spesso drammatiche ricadute su tanti uomini e donne, si aggiunge oggi questo ulteriore dissesto che, oltre le perdite materiali, sta generando sconforto, delusione e sfiducia nelle persone, sfociando in taluni casi in veri sentimenti di disperazione. Preoccupa in particolare il danno subito da tanti piccoli risparmiatori: famiglie, lavoratori e pensionati che hanno visto sfumare all’improvviso i risparmi di una vita intera. Ancora una volta i più deboli hanno pagato il prezzo più caro.
Come Chiesa vicentina non possiamo tacere oltre. Coloro che sono responsabili di tale situazione devono sentire l’obbligo morale di porre rimedio a tale dissesto, trovando le modalità concrete per restituire il denaro illecitamente sottratto e con esso ridare dignità e sicurezza di vita a tante persone che hanno lavorato duramente e onestamente per assicurare un futuro sereno a sé stessi e ai propri cari. Ciò che più è risultato eticamente ingiusto nell’intera faccenda, è che proprio mentre i risparmiatori e lavoratori della Banca venivano maggiormente danneggiati, dirigenti e manager ricevevano compensi spropositati, ignorando i crescenti bisogni della solidarietà e della sussidiarietà sociale.
Mi rivolgo anche alle autorità politiche ed economiche del Paese, perché intervengano con apposite leggi per impedire il verificarsi di altri fatti così sconvolgenti e perché siano in grado di assicurare la tutela dei risparmiatori e il giusto risarcimento a chi ha perduto praticamente tutto. Non intervenire significherebbe rendersi corresponsabili del disfacimento e del degrado di un territorio che storicamente ha contribuito in modo più che significativo allo sviluppo economico dell’intero Paese. Sperare che tutto venga assorbito dal tempo e fingere di non accorgersi della grave situazione creatasi, è da irresponsabili e risulta moralmente inaccettabile.
Per questo la Chiesa vicentina desidera porre un forte richiamo agli uomini e alle donne impegnati nella società perché uniscano le loro energie e competenze e si impegnino a compiere azioni concrete di restituzione e di riequilibrio degli scompensi creatisi. Chiedo a tutti un sussulto di dignità e di onestà e assicuro che anche la Diocesi di Vicenza cercherà di offrire tutta la propria solidarietà e vicinanza per sostenere e accompagnare le persone più colpite da questo disastro finanziario. Allo stesso tempo chiedo agli organismi diocesani di intraprendere un serio discernimento rispetto al rapporto tra etica e finanza e di verificare i criteri con cui le nostre comunità cristiane e la Diocesi stessa investono i propri risparmi negli istituti bancari.
Beniamino Pizziol
Vescovo di Vicenza
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