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Imprese

Export, il manifatturiero frena sotto il peso di dazi Usa e crisi in Medio Oriente

Nel primo trimestre l’arretramento è del 2,1%, ma tengono le piccole imprese (-1,5%). Crollano i macchinari negli Stati Uniti (-29,5%) e l'oreficeria nei mercati arabi (-40,7%). Segnali di ripresa dalla Germania (+8,1%)

Pubblicato il 11 giu 2026
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L'instabilità geopolitica internazionale frena l'andamento del commercio estero, ma l'impatto complessivo sul tessuto produttivo locale rimane per il momento circoscritto. Nel primo trimestre del 2026, l’export manifatturiero della provincia di Vicenza registra una flessione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, accentuando il trend negativo già emerso lo scorso anno (-0,6%). Il dato berico si inserisce in un contesto nazionale asimmetrico: l'Istat rileva per l'Italia una crescita media del valore delle esportazioni pari all'1,3%, trainata esclusivamente dalle performance del Centro (+14,5% spinto dalla farmaceutica) e del Nord-Ovest (+1,2%), a fronte di contrazioni nel Mezzogiorno (-1,5%) e nel Nord-Est (-3,0%).

A livello regionale il Veneto mostra un incremento apparente del 5,1%, una dinamica interamente determinata da una maxicommessa cantieristica di navi e imbarcazioni partita da Venezia verso gli Stati Uniti; al netto di questa operazione straordinaria, l'export regionale risulterebbe in calo dell'1,1%. All'interno del quadro vicentino, si rileva una maggiore capacità di resistenza per i comparti a più alta concentrazione di micro e piccole imprese (Mpi), che limitano la flessione all'1,5%. Tra questi, tengono i prodotti in metallo (+2,0%) e il sistema Moda (-0,8%, in netto recupero rispetto al -4,7% del 2025), mentre cedono vistosamente il legno-arredo (-6,9%) e l'alimentare (-12,5%).

I dazi americani e le guerre in Medio Oriente bloccano le esportazioni di macchinari e oreficeria vicentina, determinando la flessione del manifatturiero provinciale nonostante la ripresa dei consumi in Germania e la resistenza delle piccole imprese.


Il fattore dazi e il crollo della meccanica negli USA
Il canale di scambio con gli Stati Uniti risente in modo marcato della barriera tariffaria introdotta da Washington e della svalutazione del dollaro. Nei primi tre mesi dell'anno, l'export vicentino verso gli Usa crolla del 16,3%, una contrazione che fa perdere al mercato americano la seconda posizione nella classifica delle principali destinazioni commerciali del Made in Vicenza, facendolo scivolare al terzo posto. L'inversione di tendenza era già visibile nella seconda metà del 2025, quando il fatturato estero aveva virato al -5,5% dopo il lieve calo del primo semestre (-1,3%).
La flessione oltreoceano colpisce in modo selettivo i settori industriali. La Meccanica vicentina arretra del 29,5% nel primo trimestre, dopo aver chiuso il 2025 a -5,6%. Al contrario, le piccole e micro imprese riescono a muoversi in controtendenza sul mercato statunitense, mettendo a segno un progresso del 9,3%, spinto dall'oreficeria e altre manifatture (+14,7%) e dal comparto Moda (+10,7%).

Tensioni geopolitiche e stop in Medio Oriente
I canali commerciali verso l'area mediorientale subiscono una brusca interruzione a causa del persistere dei conflitti d'area. Il mercato, che nel 2025 aveva rappresentato una delle principali aree di espansione per la provincia con una crescita del 10,8%, inverte la rotta nel primo trimestre 2026 con un calo complessivo del 25,9%. La contrazione si amplia al 33,7% per le aziende di minori dimensioni, penalizzate dal crollo della domanda di oreficeria, che perde il 40,7% del proprio valore. Si difende invece la meccanica locale (-5,1%), sostenuta dal forte incremento delle forniture metallurgiche, che crescono del 327,1%.
La contrazione sui mercati extra-Ue trova una parziale compensazione nella ripresa della domanda interna al continente europeo, dove le esportazioni vicentine crescono mediamente del 2,2%. Si registra in particolare il rimbalzo dei flussi verso la Germania (+8,1%), mercato di riferimento territoriale che proveniva da un triennio di flessione legato alla recessione tedesca, seguito dalla Spagna (+6,1%).

La strategia di Confartigianato: diversificare i mercati
I dati sui flussi commerciali indicano una tenuta complessiva del sistema economico locale pur in presenza di shock esterni. Il presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion, evidenzia l'efficacia delle contromisure adottate dal sistema imprenditoriale: "L'arretramento di alcuni comparti era atteso, ma la manifattura artigiana e la moda stanno dimostrando resilienza. Il dato della Germania è significativo perché interrompe una fase critica triennale. Le azioni di diversificazione geografica intraprese negli ultimi mesi stanno offrendo nuove opzioni di sbocco alle imprese esportatrici".
Per accelerare il riposizionamento internazionale delle aziende vicentine di fronte ai mutamenti geopolitici, l'associazione di categoria ha programmato per mercoledì 17 giugno a Vicenza una Convention Desk dedicata all'incontro diretto tra gli imprenditori locali e i delegati commerciali dei nuovi mercati emergenti.

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