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Laura Vicenzi

Laura Vicenzi
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Quelle Notti, quel Bandito

A ricordo di Gianfranco Gandolfi e della sua creazione artistica: una rassegna molto apprezzata di concerti, spettacoli e momenti culturali viva per oltre tre anni sul territorio

Pubblicato il 28 apr 2026
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Quelle Notti, e soprattutto quel Bandito che non è più qui dal 21 aprile, hanno lasciato un segno indelebile e saranno ricordati a lungo nel Bassanese e non solo, ben oltre i suoi confini.

Il tempo e le modalità del lutto sono espressioni personali. Corali sono invece gli attestati di nostalgia, apprezzamento e stima, unanimemente riconosciuti, che scorrono ininterrotti da giorni nei luoghi di ritrovo del territorio e sui social, a sancire il dolore causato da un’assenza inattesa, il rimpianto, e insieme un apprezzamento sincero per l’operato di Gianfranco Gandolfi e la sua agenzia di promozione di eventi.

Gianfranco Gandolfi (foto Giulia Gasparini)

Oltre l’uomo, sempre appassionato e generoso, la sua era una figura pubblica del tutto coincidente, aperta al dialogo e alle collaborazioni, impegnata ad arricchire il panorama di concerti, spettacoli, rassegne da offrire alle persone e al territorio.

Poco Bassano e più dintorni, perché "forse Bassano è troppo bella, e le persone restano incantate da tanta bellezza". Tanta musica e occasioni di approfondimento culturale di cui lui per primo apprezzava di volta in volta i connotati.
L’ottica sottesa era sempre quella di creare momenti di incontro, per il divertimento ma anche per la crescita personale, allestiti in momenti da vivere insieme.
Sempre accesi lo spirito critico, l'attenzione ad analizzare i mutamenti in atto nel nostro tempo, in particolare nel mondo giovanile, ma anche un fare scherzoso, per niente irriverente, piuttosto somigliante a quel non prendersi sul serio che è attitudine delle persone invece serissime.

Nel corso del tempo, anche in forma itinerante, Il Bandito ha dato forma a una costellazione di incontri in cui musica, letteratura e visione artistica si sono intrecciate senza gerarchie, tenute insieme da una precisa idea di cultura e soprattutto di bellezza — “crudele bellezza”, l’ha sempre definita con un pudore poco banditesco. Le sue iniziative sono piaciute da subito, tanto che in breve tempo si è formata una comunità affezionata agli incontri sempre presente.
Sui palcoscenici di vari spazi e diversi paesi limitrofi, la "casa" a Cassola, si sono alternati omaggi intensi, come quello duplice, nell’esordio del 2022 e poi nel 2025 a Pier Paolo Pasolini.
Le Notti hanno proposto oltre ai concerti dialoghi con autori, spettacoli, progetti musicali e teatrali, appuntamenti internazionali e momenti dedicati alla scena e ai musicisti locali, incontri con cantautori “storici” e nuovi talenti: una miscellanea eterogenea a suo modo coerente, che ha saputo tenere insieme nomi affermati e percorsi più laterali, sempre con la stessa attenzione alla parola, alla musica e in particolar modo alla relazione.
Fare nomi equivarrebbe a fare delle scelte, in un elenco così ampio. A testimonianza, vi sono molti articoli e interviste da ripercorrere all'insegna della memoria.
Gandolfi era inoltre, cosa davvero poco comune in certi ambienti, un frequentatore assiduo di eventi altrui, segno di un interesse sincero e di un'ottica non concorrenziale, piuttosto costruttiva nei fatti, non solo nelle parole.

Le Notti sono piaciute subito anche a chi vi scrive, fin dall'esordio, quel festival inedito che ha dato inizio alla rassegna “Le Notti de Il Bandito” organizzato nel 2022 all’Auditorium-Teatro Vivaldi di Cassola.
Quella sera, al di là degli ospiti e del programma, di cui vi è un resoconto puntuale nell'archivio del canale Cultura, così come per tanti altri eventi a firma "Il Bandito", ha fatto la sua comparsa un gesto inatteso, da vero Gentiluomo, uno di quelli che non è possibile fraintendere: un omaggio silenzioso, garbato e insieme deciso, rivolto allo scrittore Vitaliano Trevisan, a pochi mesi di distanza dal suo suicidio.
Gentili e nobili, certi gesti.
Un ampio spazio, laddove possibile, è stato dedicato con attenzione e cura a tante “notti” di queste, per il loro essere cariche di originalità e di qualità, e perché sono state davvero “belle”.

In poco più di tre anni di attività, il bilancio delle Notti annovera circa cinquanta serate realizzate, con l’aiuto di un affezionato staff.
Questo fermento instancabile, e buono, ha connotato l'operato di Gianfranco Gandolfi.
A oggi, sono rimasti diversi progetti originali e importanti in cantiere, uno su tutti avrebbe avuto al centro il tema della salute mentale.

“A ricordo”. Come aveva voluto scrivere lui sui manifesti dell’ultimo grande evento, patrocinato dal Centro Studi di Casarsa della Delizia, ospitato a Cassola lo scorso ottobre.

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