Ultimora
9 Mar 2026 18:50
Olimpiadi in carcere, presentato il progetto a Casa Veneto
9 Mar 2026 17:33
Vela:'Cosa mi ha insegnato il vento', presentato a Venezia il libro di Francesco Bruni
9 Mar 2026 16:55
Milano Cortina: Simico, la pista di bob non è fuori uso
9 Mar 2026 13:26
In A4 autoarticolato tampona cisterna e prende fuoco
9 Mar 2026 19:01
'Magistratura plotone d'esecuzione, con il sì ce la togliamo di mezzo', bufera su Bartolozzi
9 Mar 2026 17:34
Operaio muore schiacciato da un macchinario a Genova
9 Mar 2026 17:41
Mattarella convoca il consiglio supremo di difesa venerdì
Redazione
Bassanonet.it
La voce della Francini, "Forte e Chiara"
Nella settima edizione della rassegna culturale “Resistere” venerdì 16 giugno l’attrice Chiara Francini ha presentato la sua ultima opera letteraria “Forte e Chiara” al teatro Sala da Ponte
Pubblicato il 17 giu 2023
Visto 5.675 volte
Promossa dalla libreria Palazzo Roberti la rassegna culturale “Resistere” ha avuto come protagonista la fragorosa e coinvolgente attrice Chiara Francini.
Il suo libro “Forte e Chiara” edito da Rizzoli è un’autobiografia divertita e divertente che delizia gli occhi e accende l’immaginazione del lettore che apre con lei gli scatoloni dove ha nascosto i ricordi delle tappe della sua vita.
Inebriante il racconto di molti amici e famigliari che invitati nel suo “giardino privato” si intersecano confessando a turno aneddoti di Chiara, partendo dall’ecografia e arrivando fino a oggi.
Chiara Francini. Attrice, conduttrice televisiva e scrittrice italiana. (Foto di Maria La Torre)
Ed è lei a suggellare il senso di tanta magnificenza mettendo al primo posto, in ogni racconto, l’essere umano con le sue contraddizioni nel sistema complesso della felicità.
Emozioni ad alto volume in teatro con un pubblico capace di restituire al talento narrativo della Francini, la prima fragorosa risata al suo infinito impero di battute dopo pochi minuti dal suo ingresso in sala.
Con lei ho giocato per un po’ all’amicizia e lo si capirà in questa nostra intima chiacchierata.
Una ragazza di provincia cui deve tutto alla schiacciata. Una ragazza "come io", come tu aggiungo, piena di tutte le cose che la vita ti dà e toglie. Nel libro si legge che sei il desiderio, eppure per una donna desiderare il tutto è ancora troppo.
Penso che sia vero. Per noi donne il “tutto” è sempre straordinariamente e proficuamente manchevole. Ci sono dei parametri e dei termini di paragone diversi. Noi donne siamo complesse. Viviamo dentro un senso di inadeguatezza alla quale siamo destinate. Qualsiasi cosa tocchiamo lo facciamo con una profonda carnalità, ma è sempre un correre verso una felicità mutilata. L’essere donna è stare in un’altalena, comunque sempre in oscillazione. Ma se dovessi rinascere, vorrei nascere donna.
Molte donne ancora oggi rappresentano lo stereotipo di matrimonio, figli e famiglia. Ci sono ancora queste aspettative, tu come le vivi?
Le vivo da combattente, le osservo e sono consapevole che ci sono e quindi anche il fatto di scriverne, di averne contezza è un grande passo avanti. La conoscenza di sé è una grande, forse l’unica, possibilità di libertà che abbiamo.
Hai usato spesso la parola fuori definendo te stessa: fuori luogo, fuori dai denti e fuori misura. Che cosa significa essere fuori ed è più facile farsi passare per una fuori oggi rispetto agli anni ‘90?
Io sono sempre stata inadeguata per qualsiasi cosa. Un punto d’arrivo per tutti gli esseri umani, ma in particolare per le donne, credo sia quello di avere piena contezza dei propri talenti e parimenti dei propri limiti. Perché nel mezzo c’è la tua possibilità di successo e felicità. Ho lavorato su me stessa, ho imparato ad ascoltarmi. Per me essere fuori significa essere consapevoli. Mi riferisco alle mie caratteristiche, ai miei colori e alle forme che, pur non essendo canoniche, mi fanno sempre andare avanti. Poi credo che il periodo storico poco influenzi l’essere “fuori”. È ontologico per una donna. Abbiamo capito che era una favola la donna che per forza deve rientrare in certi canoni. Per esempio, parliamo del miracolo della vita, quello che abbiamo in pancia. Certe volte non ci riusciamo, altre non lo vogliono, è una sempiterna per noi.
Mi sono affezionata subito a quel comodino, quel cubo caleidoscopico che hai creato in un momento di esplosione artistica. Ho visto in lui la personificazione di Chiara. In fondo il libro è una riflessione multipla di te stessa.
Certo assolutamente, è come un puzzle, tante briciole di pane che compongono la schiacciata. Io vengo da un paese, sono una provinciale. Tutto quello che sono lo devo alla provincia. Penso che tutti noi siamo quello che abbiamo mangiato da piccine. La Loren diceva che tutto quello che era lo doveva agli spaghetti, io lo devo alla schiacciata.
Affermi che l’odio è un sentimento sottovalutato, puoi spiegarmi meglio quello che pensi?
Perché l’odio per il male, per l’ingiustizia, è il bene supremo, ma nessuno lo dice mai. Tutti gli esseri umani sono stati caratterizzati dal senso di rivalsa, di vendetta rispetto alle vessazioni. Nell’odio c’è una spinta propulsiva, quella sete di giustizia che ti dà la forza per agguantare quello che vuoi quando ti è stato tolto ingiustamente.
Mentre leggevo “Forte e Chiara” mi sembrava fossi tu a leggerlo. Ti sentivo ridere, ironizzare sulle sventure e sgommare con la tua Clio rossa. Giocare all’amicizia con te deve essere stato pazzesco. Credo tu sia l’elogio alla semplicità raffinata, ti ritrovi?
Grazie, sì mi ritrovo. Eh, non sei la prima a dirmi che leggendo Forte e Chiara sembra sia io a leggerlo. Mi fa tanto piacere. Dai, io sono una schiacciata con la mortadella, la “bologna” come la chiamiamo noi.
Ho imparato da te che tanto in corpo c’è buio, giocare all’amicizia, ma la nonna t’è già morta? Tre volte, che palle! Che in Toscana tutto è un diminutivo. Mi verrebbe da dire: benvenuti dentro un sogno forte e chiaro. Da dove hai attinto tanto talento?
Credo dalla curiosità, da questa grande voglia-passione per l’osservazione. Lo spirito critico è caratteristico dei toscani, io l’ho ereditato da mia mamma e da mia nonna. Le mie radici, la mia famiglia.
Ognuno di noi ha una parte del giorno che preferisce, tu chi sei? Giorno, pomeriggio o notte?
Io sono il tramonto, mi piace il colore arancione, mi piace molto quella luce là.
Quale tra le tante arti cui sei impegnata ti riconosci di più?
Mi approccio più che altro ai progetti, tutti hanno una caratteristica per farmi esprimere. Dico spesso che il cinema e la televisione sono telefonate d’amore, mentre il teatro e la scrittura sono degli abbracci. Quindi la scrittura più di tutti mi dà la possibilità di imbrattare un foglio bianco con tutti i miei colori come a teatro dove mi sento libera di esprimermi, anche se le parole possono essere quelle degli altri. La televisione o le trasmissioni televisive anche se hanno un’impalcatura mi danno la possibilità di esprimere la mia voce, il cinema se fai solo quello ti squadra.
Bassano la conosci?
Certo la conosco bene e ci torno sempre volentieri.
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Il 09 marzo
- 09 mar 2025Turisti per causa
- 09 mar 2025Distruzione per gli adulti
- 09 mar 2025E io pago?
- 09 mar 2024Il Fratello maggiore
- 09 mar 2024Epicentro
- 09 mar 2023Nel regno delle scarpanse
- 09 mar 2023Palp Fiction
- 09 mar 2022Larga la foglia, stretta la via
- 09 mar 2022Canova e la Pace
- 09 mar 2021Caso Clinico
- 09 mar 2020The Police
- 09 mar 2020Se ci sei batti un colpo
- 09 mar 2020“Comunicazione ai bassanesi”
- 09 mar 2019Brolo Star
- 09 mar 2018Altro che mezzo e mezzo
- 09 mar 2018Viva l'Italia
- 09 mar 2017Il Culturista
- 09 mar 2016Santa Sede Spa
- 09 mar 2016E un Alpino veglierà sul Ponte
- 09 mar 2015Carte false alla Motorizzazione
- 09 mar 2014Multisala 5 Stelle
- 09 mar 2012Ros@' svela il suo candidato sindaco: è Alfio Piotto
- 09 mar 2012Tesoreria Unica: azione legale del Comune di Rosà
- 09 mar 2012Etra: incontri a macchia d'olio
- 09 mar 2012Il “front office” della salute
- 09 mar 2011“Profughi libici a Bassano”. E la Lega insorge
- 09 mar 2011Lettere di solidarietà alla scuola
- 09 mar 2011Il governo “inciampa” sugli alpini
- 09 mar 2011“Il tricolore ai consiglieri di Bassano”
- 09 mar 2011Via porci lunghi
- 09 mar 2009Parte il Centenario della Scuola "Mazzini"
Più visti
Geopolitica
03 mar 2026
Possibile vertice tra Corea del Nord e Stati Uniti in Cina
Visto 13.979 volte
Attualità
06 mar 2026
Tempio Ossario, il cantiere riapre: Bassano prova a voltare facciata
Visto 8.178 volte
Attualità
05 mar 2026
La Fiamma Paralimpica attraversa Bassano: città mobilitata per il passaggio dei tedofori
Visto 8.147 volte
Attualità
03 mar 2026
Bassano rafforza la divisa: cinque nuove forze per ridisegnare la sicurezza urbana
Visto 7.850 volte
Attualità
01 mar 2026
Asparago-gate: “Serve più dialogo tra produttori e ristoratori”
Visto 18.240 volte
Politica
17 feb 2026
Fine vita, tra diritto e coscienza: la necessità di un confronto maturo
Visto 15.770 volte
Attualità
11 feb 2026
Giorno del Ricordo: Bassano del Grappa commemora le vittime delle foibe in via Vittorelli
Visto 15.378 volte
Attualità
16 feb 2026
Referendum 2026, non solo un "Sì" o un "No": la sfida della consapevolezza
Visto 14.761 volte
Geopolitica
03 mar 2026
Possibile vertice tra Corea del Nord e Stati Uniti in Cina
Visto 13.979 volte
Politica
22 feb 2026
Assistenza agli anziani, i Comuni al limite: dal Pd appello alla Regione
Visto 13.570 volte



