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Massimiliano Cavallo

Massimiliano Cavallo
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Bassanonet.it

Attualità

Crisi idrica: il Brenta resta a secco, il Veneto dichiara l'emergenza

Le piogge della scorsa settimana hanno prodotto solo un aumento «risibile» delle portate del Brenta. Falde e pozzi restano in sofferenza, mentre il Consorzio valuta l'estensione delle turnazioni irrigue

Pubblicato il 13 lug 2026
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Anche il territorio del Bassanese continua a fare i conti con una crisi idrica che interessa l'intero Veneto. «La situazione idrica rimane molto grave»: è il messaggio contenuto nella nota diffusa dal presidente del Consorzio di Bonifica Brenta, Martino Cerantola. Secondo il Consorzio, i fenomeni localizzati di precipitazione hanno determinato soltanto un temporaneo calo delle temperature e un aumento «risibile» delle portate del Brenta, principale fonte irrigua del comprensorio.

I dati automatici della stazione ARPAV di Barzizza, alle porte di Bassano, mostrano un livello idrometrico sostanzialmente stabile attorno a 0,81 metri, con una portata fluente che si mantiene racchiusa in una forbice ristretta tra i 34 e i 37 metri cubi al secondo. Le rilevazioni, aggiornate in tempo reale e non ancora validate da ARPAV, non evidenziano variazioni significative nelle ultime ore. Un quadro coerente con quanto riportato dal Consorzio di Bonifica Brenta, secondo cui le precipitazioni della scorsa settimana hanno prodotto soltanto un aumento «risibile» delle portate del fiume.

Il Brenta non basta, risorgive a secco.


Se il Brenta continua a rappresentare la principale fonte irrigua del comprensorio, è nel sottosuolo che il Consorzio individua le criticità maggiori. Nella nota vengono infatti definite «gravissime» le condizioni delle risorgive e delle falde acquifere, mentre la gittata dei pozzi continua a diminuire. Ancora più critica la situazione del fiume Tesina, dove le portate minime non consentono l'irrigazione della zona delle Vamporazze, nel territorio comunale di Sandrigo.

In questo contesto, il presidente della Regione Veneto ha firmato l'ordinanza n. 72 sulla «Carenza di disponibilità idrica nel territorio della Regione Veneto», con la contestuale dichiarazione dello stato di emergenza regionale. L'ordinanza chiede ai Consorzi di bonifica di promuovere campagne di sensibilizzazione per un utilizzo responsabile della risorsa idrica e di predisporre i piani di siccità, con l'obiettivo di affrontare un possibile aggravamento della situazione nei mesi di luglio e agosto, periodo di maggiore richiesta irrigua e di progressivo esaurimento delle risorse accumulate nei serbatoi montani.
Tra le misure indicate dall'ordinanza figura anche la possibilità che, qualora la situazione dovesse peggiorare, si debba ricorrere al razionamento dell'acqua o ad altre misure straordinarie per la gestione della carenza idrica.

Il Consorzio Brenta ha già introdotto la turnazione irrigua in alcune aree del comprensorio e sta valutando l'estensione della misura ad altre zone.
Nella nota viene inoltre rivolto un appello agli utenti affinché rispettino rigorosamente i turni irrigui e provvedano alla pulizia dei rami irrigui minori privati di distribuzione, così da favorire una corretta circolazione dell'acqua. «Dobbiamo avere tutti la consapevolezza dello stato di criticità attuale e che ogni piccolo contributo e attenzione nell'uso della propria acqua ha un effetto importante sulla tenuta del sistema, che è a forte rischio», conclude il presidente del Consorzio di Bonifica Brenta, Martino Cerantola.

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