Ultimora

ADS
ADS
Massimiliano Cavallo

Massimiliano Cavallo
Contributor
Bassanonet.it

Politica

I comuni fanno squadra sul digitale: investimenti per non lasciare indietro nessuno

Otto amministrazioni scelgono di investire per blindare il servizio della Facilitazione digitale. E nel dibattito torna a imporsi il valore strategico del fare rete e di unire le forze nel Bassanese

Pubblicato il 22 lug 2026
Visto 861 volte

ADS

La tecnologia corre. Ma non tutti riescono a starle dietro. Per questo otto Comuni del Bassanese — Bassano del Grappa, Romano d'Ezzelino, Marostica, Colceresa, Cassola, Valbrenta, Nove e Asiago — hanno deciso di non interrompere il servizio di facilitazione digitale nato con i fondi del PNRR e di finanziarlo direttamente con risorse dei propri bilanci. Un investimento compreso tra i 3 e i 4 mila euro per ciascun ente che consentirà di mantenere aperti gli sportelli dedicati ad accompagnare i cittadini nell'utilizzo dei servizi online della pubblica amministrazione.
In un periodo in cui la cooperazione istituzionale viene spesso messa alla prova, l'accordo raggiunto dimostra che fare rete e fare squadra rappresenta l'unica vera chiave di volta per lavorare bene e offrire risposte concrete. Una scelta che suona anche come un messaggio chiaro sulla centralità di unire le forze, superando i confini amministrativi per il bene del territorio.
Il messaggio emerso dalla conferenza di presentazione è stato del resto inequivocabile: fare rete conviene. Non solo ai Comuni, che condividono competenze e organizzazione, ma soprattutto ai cittadini, che possono contare su un servizio diffuso e accessibile in tutto il territorio.

Intesa tra gli otto Comuni del Bassanese: risorse proprie per mantenere attivi i punti di facilitazione digitale. ( Foto Bassanonet.it )


Aprendo gli interventi, il sindaco di Bassano Nicola Finco ha evidenziato come i dati confermassero l'impossibilità di fermarsi, ricordando lo straordinario successo registrato dal servizio nella sua prima fase. La necessità di proseguire nasce soprattutto dalle difficoltà quotidiane di anziani e fasce vulnerabili nel districarsi tra Spid, prenotazioni sanitarie e referti online, un'opportunità che va fatta conoscere sempre di più alla cittadinanza. Sulla stessa linea il vicesindaco Mariano Scotton, che ha ricordato come il traguardo di oltre 16 mila persone raggiunte in due anni abbia spinto le amministrazioni a metterci la faccia e risorse fresche.

Il valore della continuità è stato rimarcato anche da Giannantonio Stangherlin, sindaco di Cassola, che ha inquadrato il progetto come il tassello di un percorso avviato nel post-pandemia per trasformare il digitale da barriera a strumento di cittadinanza attiva e consapevole. Un concetto condiviso dal sindaco di Valbrenta, Luca Ferazzoli, che ha sottolineato come la facilitazione rappresenti un modo per portare letteralmente il Comune "a casa" delle persone, azzerando le distanze nei territori più estesi e complessi.

Non sono mancate le riflessioni critiche sulla necessità di una partecipazione ancora più estesa. Il vicesindaco di Nove, Remo Zaminato, ha osservato che un'operazione corale avrebbe meritato l'adesione di tutti i Comuni della zona, rimarcando come l'aiuto concreto ai cittadini si realizzi solo unendo davvero le forze.
Un elogio convinto al servizio è arrivato invece dalla vicesindaco di Romano d'Ezzelino, Elisabetta Casagrande, che ne ha rimarcato la grande importanza strategica per la comunità; la vicesindaco ha inoltre raccontato come, la popolazione si sia rivolta continuamente agli uffici chiedendo informazioni sui tempi e sulle modalità della prosecuzione del servizio, confermando come lo sportello si sia confermato un aiuto costante e un punto di riferimento fondamentale

Dal canto suo il sindaco di Marostica, Matteo Mozzo, ha inquadrato la scelta di stanziare fondi ordinari come un atto di preciso coraggio politico: preferire l'investimento sui servizi alla cittadinanza piuttosto che applicare tagli lineari, garantendo al contempo un modello flessibile in cui gli utenti possono liberamente rivolgersi agli sportelli di qualsiasi Comune della rete.

A chiudere il quadro è intervenuto Luca Seganfreddo, consigliere delegato di Colceresa, focalizzandosi sulla valenza educativa del servizio: gli operatori non si limitano a sbrigare la pratica al posto dell'utente, ma la compongono insieme a lui, insegnandogli a camminare con le proprie gambe e alleggerendo al contempo il lavoro ordinario degli uffici municipali.
La sfida, in fondo, è tutta qui. Ridurre il divario digitale non significa soltanto insegnare a usare un computer o uno smartphone. Significa dare alle persone gli strumenti per essere più autonome, più consapevoli e più libere nel rapporto con la pubblica amministrazione.

ADS
ADS

Più visti