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Elvio Rotondo

Elvio Rotondo
Contributor
Bassanonet.it

Geopolitica

Il Vietnam nella strategia giapponese per l'Indo-Pacifico

Il partenariato tra Giappone e Vietnam si consolida tra interessi economici, equilibrio regionale e cooperazione nella difesa

Pubblicato il 21 lug 2026
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Il Vietnam occupa un posto centrale nelle relazioni estere del Giappone, fungendo da porta d'accesso al Sud-est asiatico e da destinazione privilegiata per gli investimenti delle aziende giapponesi che perseguono una strategia "China Plus One", (strategia aziendale per evitare di investire solo in Cina e di diversificare le attività in altri paesi). Tokyo attribuisce da tempo grande importanza a questa relazione, anche attraverso i programmi di Assistenza Pubblica allo Sviluppo, (Official Development Assistance, ODA) avviati dopo la guerra del Vietnam.
Vietnam e Giappone hanno stabilito relazioni diplomatiche il 21 settembre 1973 con una cerimonia di firma a Parigi. Sebbene nel 2023 sia ricorso il 50° anniversario delle relazioni diplomatiche, i rapporti tra Vietnam e Giappone risalgono a ben prima di quella data.
Le relazioni con Tokyo rivestono un'importanza strategica per Hanoi, che persegue una politica estera multidirezionale. Il Giappone è solo un tassello di un quadro più ampio, poiché il Vietnam ha elevato le proprie relazioni al livello di Partenariato Strategico Globale (CSP), il più alto previsto dalla sua diplomazia, con 15 Paesi. Cinque anni fa, erano solo tre.

La premier giapponese Sanae Takaichi stringe la mano al primo ministro vietnamita Le Minh Hung durante una cerimonia di benvenuto ad Hanoi, in Vietnam, il 2 maggio 2026. REUTERS/Thinh Nguyen

Negli ultimi anni, l'importanza del Vietnam per il Giappone è cresciuta, sia sul piano economico, sia su quello politico e di sicurezza. Con il crescente ruolo del Vietnam all'interno dell'ASEAN, il rafforzamento dei legami è diventato fondamentale per la strategia giapponese nel Sud-est asiatico. Entrambi i paesi si trovano ad affrontare la pressione marittima cinese – il Giappone nel Mar Cinese Orientale, il Vietnam nel Mar Cinese Meridionale – e questa visione strategica contribuisce a rafforzare la partnership.
Hanoi continua, tuttavia, a gestire con prudenza le sue relazioni di sicurezza con Pechino, evitando di dare eccessiva importanza alle tensioni tra i due Paesi. A differenza delle Filippine, il Vietnam non ha subito scontri di rilievo con la Cina nel Mar Cinese Meridionale negli ultimi anni. La sua politica di difesa si fonda sui "Quattro No": nessuna alleanza militare, nessuna base militare all'estero, nessun schieramento a fianco di un Paese contro un altro e nessun uso della forza nelle relazioni internazionali.
Tuttavia, il 13 luglio scorso, a Tokyo, i ministri della Difesa di Giappone e Vietnam si sono incontrati e hanno riaffermato il loro impegno a rafforzare la cooperazione bilaterale in materia di sicurezza, a sostegno della "Strategia per un Indo-Pacifico libero e aperto". Il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi ha incontrato il suo omologo vietnamita, Phan Van Giang, per discutere di questioni regionali e di come promuovere la cooperazione nei settori degli equipaggiamenti e delle tecnologie per la difesa.
In linea con il Partenariato Strategico Globale e in un contesto di sicurezza globale e sempre più complesso, la cooperazione tra le autorità della difesa dei due Paesi si avvia a diventare sempre più fondamentale. Rispetto alla cooperazione che Tokyo ha sviluppato con le Filippine nel settore degli equipaggiamenti militari, quella con il Vietnam procede con maggiore gradualità, riflettendo la tradizionale prudenza vietnamita.
Come riportato in precedenza su questo giornale, Vietnam e Cina condividono un confine terrestre di circa 1.300 chilometri. Dopo la normalizzazione delle relazioni bilaterali nel 1991 il commercio è cresciuto a tal punto che dal 2004 Pechino è diventato il principale partner commerciale del Vietnam e principale fonte di importazioni. Pechino, oltre a difendere i propri interessi nel Mar Cinese, è sempre più determinata a spingere il Vietnam al mantenimento della neutralità, scoraggiando un eccesivo avvicinamento agli Stati Uniti e al Giappone.
Il 1° maggio scorso il premier giapponese, Takaichi, durante la sua ultima visita ad Hanoi, aveva delineato la visione aggiornata dell'Indo-Pacifico Libero e Aperto (FOIP). In particolare, aveva sottolineato la necessità di rafforzare l'autonomia e la solidità delle nazioni indo-pacifiche individuando tre aree di intervento: la costruzione di infrastrutture economiche nell’era dell’intelligenza artificiale e dei dati, compreso il rafforzamento della sicurezza delle catene di approvvigionamento di energia e materiali critici; la creazione di opportunità di crescita economica attraverso la collaborazione pubblico-privato e la condivisione delle regole comuni; l'approfondimento della cooperazione in materia di sicurezza per garantire la pace e la stabilità regionale.

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