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Politica

Caso Parolini e aree agricole, l'opposizione di Bassano porta in Consiglio due atti sulla gestione del territorio

Presentate un'interrogazione per sollecitare le fideiussioni da 4 milioni di euro dopo la sentenza del Tar e una mozione per inserire la zona di via Rambolina tra le aree non edificabili

Pubblicato il 20 lug 2026
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Il primo atto è un’interrogazione dedicata alla vicenda del Piano Parolini. Dopo la sentenza del T.A.R. Veneto n. 785 del 24.04.2024, che ha accertato l’obbligo per la società Numeria (ora Namira) di prestare fideiussioni per oltre 4 milioni di euro, il Comune ha trasmesso una diffida formale (prot. n. 0028441/2025 del 12/05/2025).
La società ha infatti presentato appello al Consiglio di Stato, nel quale – secondo quanto riferito dai consiglieri – contesta integralmente la decisione del T.A.R. e sostiene che la convenzione non sia stipulabile, che il Comune sia inadempiente e che l’obbligo fideiussorio non sia esigibile.
L’interrogazione richiama anche le recenti dichiarazioni dell’assessore Andrea Zonta, secondo cui il deposito delle fideiussioni avverrebbe tra l’adozione e l’approvazione del nuovo progetto della strada prevista dal Piano, dopo interlocuzioni con RFI.

La minoranza presenta interrogazione e mozione a Bassano. ( Foto Bassanonet.it )

I consiglieri chiedono quindi al Sindaco quante ulteriori diffide siano state inviate e quali iniziative legali, amministrative o cautelari siano state adottate dal luglio 2024 a oggi per ottenere il deposito delle fideiussioni, ricordando che la vicenda continua a lasciare immobilizzati oltre 1,3 milioni di euro di risorse comunali destinate agli espropri.

Il secondo atto è una mozione dedicata all’area agricola compresa tra via Rambolina, strada Cartigliana e la Superstrada Pedemontana Veneta (SPV). Dopo il voto del Consiglio comunale del 27 luglio 2023, che respinse la proposta di trasformare l’area in zona produttiva, la mozione chiede alla Giunta di predisporre un atto deliberativo finalizzato all’inserimento dell’area tra le Invarianti del Piano di Assetto del Territorio (PAT), nell’ambito dell’Area del Brenta e del Parco delle Rogge, oppure di adottare uno strumento con effetti analoghi che ne riconosca il valore ambientale e paesaggistico, introducendo, secondo la proposta dei consiglieri, un divieto di nuove edificazioni, fatte salve quelle consentite dalla normativa per le zone agricole.
A sostegno della proposta viene richiamato il patrimonio di aree produttive già disponibili, citando le stime di Confindustria Vicenza del 2021 che indicavano oltre 2.100 capannoni vuoti in provincia, da privilegiare rispetto al consumo di nuovo suolo.
Due iniziative che riportano in Consiglio il confronto sulla gestione del territorio: da un lato la richiesta di ottenere il deposito delle fideiussioni previste dalla sentenza, dall’altro la proposta di garantire una tutela urbanistica permanente di quella che i consiglieri definiscono l’ultima consistente area agricola del territorio comunale.

Entrambi gli atti sono sottoscritti dai consiglieri Riccardo Poletto (Bassano Passione Comune), Roberto Campagnolo e Paola Tessarolo (Partito Democratico), Paolo Retinò (Bassano per Tutti – Europa Verde) e Giulia Moro, Manuel Remonato e Sonia Zonta (È il Momento).

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