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Massimiliano Cavallo
Contributor
Bassanonet.it
L'universo Olivetti in mostra a Palazzo Sturm
Grafica, design e urbanistica al centro della rassegna che apre il dialogo tra impresa e cultura del territorio
Pubblicato il 23 apr 2026
Visto 470 volte
A Palazzo Sturm la storia della comunicazione italiana torna a farsi racconto vivo, intrecciando due mondi lontani nel tempo ma sorprendentemente affini per visione.
La mostra dedicata all’universo Olivetti diventa l’occasione per rileggere l’identità bassanese attraverso un dialogo ideale con la secolare tradizione dei Remondini.
Ospitata nelle magnifiche sale affrescate di Palazzo Sturm, la mostra rimarrà aperta fino al 27 aprile 2026.
Il sindaco Nicola Finco interpreta l’esposizione come un trait d'union tra due stagioni fondamentali della storia produttiva del territorio:
«Inauguriamo un evento che pone al centro un fenomeno che ha segnato il secolo scorso e un uomo, Adriano Olivetti, la cui eredità continua a ispirarci. Non è un caso che Bassano ospiti questa rassegna: grafica e stampa sono parte integrante del nostro DNA. Dedicare uno spazio così prestigioso a questa storia significa celebrare la diffusione della conoscenza attraverso la bellezza, unendo idealmente il genio di Ivrea a quello dei nostri maestri stampatori».
Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Giada Pontarollo, che insiste sul carattere partecipativo del progetto: «Questa non è solo una mostra da visitare, ma un percorso da vivere. Il legame con le collezioni del Museo Remondini offre il racconto di due realtà che hanno condiviso una missione fondata su responsabilità sociale e amore per il bello. Vogliamo che i visitatori entrino nello "spirito olivettiano" attraverso un momento di confronto per tutte le età, arricchito da laboratori dedicati a giovani e famiglie».
Per la direttrice dei Musei Civici, Barbara Guidi, l'iniziativa consolida una strategia culturale ambiziosa: «Dopo il successo e i record della mostra dedicata a Segantini, proseguiamo lungo una direzione che mette in dialogo etica ed estetica. Con Olivetti affrontiamo una delle esperienze più alte del Novecento, capace di dimostrare che l’impresa può farsi progetto di comunità. È questo intreccio tra bellezza e lavoro che rende la rassegna così significativa per Bassano: ci ricorda che l’arte non è mai separata dalla vita, ma la attraversa e la migliora».
A restituire la dimensione più profonda del progetto è Enrico Bandiera, responsabile dell’Archivio Storico Olivetti di Ivrea, per il quale grafica, architettura e design non sono mai stati elementi decorativi, ma strumenti al servizio della crescita umana. «La comunicazione per Olivetti non è mai stata marketing, ma un atto di responsabilità sociale» afferma Bandiera. «Ogni segno grafico elaborato dai grandi artisti serviva a raccontare un mondo in cui la tecnologia era al servizio dell’uomo, e mai il contrario. In questo contesto, la bellezza non era un accessorio, ma un dovere morale».
Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni che accompagnano il visitatore dalla nascita dello stile Olivetti negli anni Trenta fino alla maturità del suo progetto sociale. Dalla costruzione dell’identità visiva alle iconiche campagne pubblicitarie, dai calendari d’autore alle agende, ogni elemento testimonia una coerenza progettuale rara. Il culmine della visita è rappresentato dalla sezione “Costruire la comunità”: qui urbanistica, servizi sociali e impresa si fondono definitivamente, trasformando la comunicazione da strumento commerciale a forma altissima di responsabilità pubblica. Palazzo Sturm, così, non ospita soltanto una mostra: diventa il luogo in cui due storie – quella dei Remondini e quella di Olivetti – si riconoscono e si rispecchiano, restituendo al visitatore una domanda semplice e insieme essenziale: che cosa significa, oggi, comunicare con intelligenza, responsabilità e bellezza.
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