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Capitan Futuro

Intervista a Giovanni Manildo, candidato governatore per la coalizione di centrosinistra. “Dal Veneto di uno al Veneto di tutti, un metodo partecipativo per parlare di temi e lavorare per la creazione di futuro, non di successione di potere”

Pubblicato il 17-09-2025
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Giovanni Manildo interviene a Vicenza alla presentazione della lista Le Civiche Venete, sorta dall’unione delle civiche di tutta la Regione a sostegno della sua candidatura a governatore del Veneto per la coalizione di centrosinistra, e veste idealmente i panni di Capitan Futuro.
“Creare futuro” è del resto il suo slogan elettorale: il suo intervento non può che essere proiettato al domani.
Trevigiano, già sindaco di Treviso dal 2013 al 2018, Manildo parla per ultimo alla conferenza stampa di presentazione della lista al Centro Civico di Villa Lattes.

Il candidato governatore della coalizione di centrosinistra Giovanni Manildo (foto Alessandro Tich)

Prima di lui, come già riportato nel nostro precedente articolo “Onda Civic”, hanno parlato diversi rappresentanti de Le Civiche Venete, in gran parte giovani, affrontando gli argomenti più sensibili della proposta politica appena nata: cultura, tema generazionale, sanità, parità di genere e coesione sociale, istruzione e impresa, sostenibilità ambientale e transizione ecologica.
“Penso che il motore di questa esperienza sia proprio la passione civica, la voglia e la convinzione di ognuno di poter incidere nel proprio territorio - afferma Manildo nel suo intervento -. Le Civiche Venete partono da molto tempo indietro, hanno dei percorsi radicati nei vari Comuni e continuano con un salto di qualità, parlando al Veneto in un modo vero, aperto e coinvolgente.”
“Dal punto di vista del metodo, ho trovato molto bello che questa esperienza parta assolutamente dal basso - aggiunge -. Si è parlato di “creare fiducia”. I civici, con le persone che si mettono in gioco con la voglia di incidere sulle proprie comunità, hanno l’ambizione di meritare la fiducia dei cittadini. Nei loro territori l’hanno meritata, adesso il percorso continua e insieme faremo un bel percorso in Regione.”
L’aspirante governatore ribadisce le prime parole che ha detto da candidato e che, rimarca, “rispondono a una necessità fortissima”: “Dal Veneto di uno al Veneto di tutti”.
“Dopo trent’anni di amministrazione di centrodestra, un modello fortemente radicato su una persona soltanto, noi dobbiamo dare valore alla partecipazione - dichiara -. E la partecipazione si deve vedere in due sensi: quella attiva, cercando che ci siano sempre più persone che vengano a proporsi e a candidarsi per il futuro del Veneto e la partecipazione che dobbiamo stimolare per mettere fine al fenomeno che ci siano sempre meno persone che vanno a votare. Penso che i civici, in questo, possono generare un entusiasmo forte.”
“E aggiungo - prosegue - la partecipazione sul fatto che nell’esercizio del governo di una Regione o di un Comune è fondamentale avere l’attenzione alle associazioni, ai portatori di interesse, a tutti coloro che possono guidarti a fare una decisione migliore rispetto a chi non ha un meccanismo partecipativo.”

Quindi Manildo ricorda “i temi”:
“Sono fondamentali per creare futuro, che è l’unico modo che vedo io per impegnarsi in politica”.
In primis la scuola pubblica e la sanità pubblica che “sono i pilastri della nostra società”:
“La scuola deve essere formativa e educativa. Se abbiamo cittadini educati abbiamo anche una risposta preventiva su fenomeni di sicurezza, sul rispetto del bello, sulla capacità di tollerare le persone che pensano diversamente da noi. La scuola ha anche un ruolo fondamentale di creare innovazione e sviluppo economico e ci sarà un impegno molto forte su questi temi.”
“Vogliamo una sanità pubblica, no a derive privatistiche e non a ulteriori accelerazioni come dice Tosi. L’ambiente come urgenza, la transizione ecologica non riguarda le future generazioni ma riguarda già noi in questo momento e penso che potremo arricchire le idealità con delle proposte assolutamente concrete.”
E a proposito di “concretezza”: “Nelle liste civiche ci sono molti amministratori e c’è la necessità di dare risposte ai cittadini.”
E infine i giovani: “Non riserva indiana, non categoria protetta, ma i giovani che fanno la politica insieme. È finito il tempo in cui altre generazioni mangiano la mela e raccontano il gusto ai giovani. Ritengo che concretamente, senza grandissimi proclami, nelle Liste Civiche per il Veneto i giovani siano veramente protagonisti, non come quota ma come motore trainante.”
E restando in tema, in Veneto i cavalli motore del centrosinistra stanno rombando già da tempo, in attesa che sul fronte opposto del centrodestra qualcuno giri la chiavetta di avviamento, si definisca l’assetto della coalizione ed esca finalmente il nome del candidato governatore, dando così inizio al vero confronto elettorale per la successione di Sua Maestà Serenissima Luca Zaia.

Giovanni Manildo: il fatto che il centrodestra non abbia ancora deciso il nome del suo “competitor”, la tranquillizza o la preoccupa?
Diciamo che è una sensazione strana. Né mi preoccupa né mi tranquillizza. Da cittadino mi piacerebbe che ci si confrontasse sui temi e in questo mi unisco anche alle categorie economiche che dicono basta ai balletti per la successione a Zaia e basta pensare alla scelta del candidato come successione di potere. Ritengo che la politica sia dialettica e quindi mi piacerebbe avere il candidato avversario. Da parte nostra, stiamo utilizzando questo tempo per continuare a parlare di temi, continuare un confronto con i cittadini veneti e lavorare per la creazione di futuro più che di successione di potere.

Non teme che la campagna elettorale, invece che concentrarsi sui contenuti, rischi una deriva proprio sul post-Zaia, dalla vostra e anche dall’altra parte?
Noi abbiamo visto che questo tema lo abbiamo superato, nel senso che noi stiamo parlando di proposta, non soltanto di critica. La proposta della coalizione è cosa vogliamo, i temi che vogliamo, le misure concrete che vogliamo per un Veneto migliore. Chi la sta vivendo come successione di Zaia è esattamente il centrodestra. È assolutamente centrale nei loro dibattiti ma è centrale come figura da superare e non mi pare come figura da coinvolgere. Ritengo che questa sia una campagna fondativa, cioè si svolge una nuova pagina. Penso che sia più importante guardare al futuro e non a caso lo slogan della mia campagna elettorale e della nostra coalizione è “Creare futuro”.

È ormai da una “eternità”, considerando anche il decennio di Galan, che il centrodestra governa il Veneto. Lei spera nella voglia di cambiamento dei cittadini o potrebbe esserci anche una “pigrizia” tale per cui il centrodestra va bene lo stesso?
Ritengo che dopo trent’anni di amministrazione di centrodestra l’alternanza sia un valore invocabile anche a chi magari non la pensa come noi. Penso che l’alternanza sia qualcosa di positivo e possibile per ogni organismo. Noi vogliamo vestire questa alternanza passando dal “Veneto di uno” al “Veneto di tutti”. Non è uno slogan ma è un metodo partecipativo che vuole coinvolgere sempre più persone alla creazione di questo futuro. Quindi ritengo che la partita possa essere contendibile e giocabile proprio se noi riusciamo, tutti insieme, anche con l’entusiasmo di questi ragazzi delle liste civiche, a essere contagiosi.

Quindi le civiche, che rappresentano una realtà importante a livello comunale, secondo lei hanno allora i requisiti per fare questo salto di qualità?
È un’onda che cresce. Ed è molto positivo. Penso che il passaggio di scala sia naturale e proprio la vicinanza, la prossimità che le liste civiche hanno nei loro Comuni è un valore aggiunto per convincere sempre più cittadini all’alternanza.

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