Ultimora
Geopolitica
25 lug 2026
Il Canada si aggiunge al Regno Unito, Giappone e Italia per il programma di sviluppo di un caccia di sesta generazione
25 Jul 2026 17:46
Cerca di violentare due donne mentre passeggiano, arrestato 45enne dai carabinieri
25 Jul 2026 17:35
Fontana, un'emozione premiare Mario e Giancarlo, deportati per no a Germania nazista
25 Jul 2026 16:51
Un migliaio di visitatori alla centrale idroelettrica Enel di Nove
25 Jul 2026 15:41
Primo sabato da bollino nero su Autostrade Alto Adriatico
25 Jul 2026 13:57
Aggredito con un bastone in un parco a Vicenza, grave 45enne
26 Jul 2026 08:27
Nostalgia di Indro l'apota
26 Jul 2026 07:12
Furgone contro la folla al Pride di Berlino, un morto e 16 feriti
26 Jul 2026 00:32
Furgone contro la folla al Pride di Berlino, un morto e 15 feriti
26 Jul 2026 00:01
Furgone contro la folla a Berlino, 'un morto e 15 feriti'
Cortina fumogena
Il turismo, Bassano, Asiago e la grande illusione delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Anche dopo la figuraccia mondiale della pista da bob. Quando la montagna partorisce il topolino
Pubblicato il 24 ott 2023
Visto 11.687 volte
Questa volta la mia memoria ha una lacuna.
Nel senso che non mi ricordo esattamente l’incontro pubblico in cui si parlava di turismo e di promozione del territorio che si era svolto nella sala Chilesotti del Museo Civico, in modo tale da poter recuperare le relative informazioni nell’inestimabile archivio storico di Bassanonet.
Ma mi ricordo benissimo quello che aveva affermato uno dei relatori, del quale pure mi sfugge ora il nome. E cioè che anche per la città di Bassano e per il suo territorio, dal punto di vista del richiamo turistico, le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 saranno “un treno da prendere al volo”.
Fonte immagine: oasport.it
Ci trovavamo ancora nella remota era a.C. (avanti Covid) ed eravamo freschi dalla nomina conferita alla candidatura di Milano-Cortina dal Comitato Olimpico Internazionale a Losanna nel giugno nel 2019.
“Abbiamo portato a casa il risultato. Stupiremo tutti con effetti speciali”, aveva affermato un raggiante governatore Luca Zaia nella prima delle sue continue dichiarazioni alla stampa di questi ultimi quattro anni sul grande richiamo dell’appuntamento olimpico, sull’eccellenza organizzativa del Veneto, sulle Olimpiadi nel cuore delle Dolomiti Unesco, eccetera eccetera.
Tutti annunci che - col senno di poi e cioè con la situazione reale che si prospetta oggi - si sono rivelati delle nuvole di fumo. Cortina fumogena.
Peccato, infatti, che rispetto alle roboanti aspettative di attrazione fatale per il turismo internazionale conseguenti alla nomina olimpica, quel “treno da prendere al volo” si sia imbucato, se non in un binario morto, perlomeno in una linea a scartamento ridotto.
Anzi, ridottissimo. Perché la montagna, mai come in questo caso, ha partorito il topolino.
La malinconica pochezza della parte veneta delle Olimpiadi di Milano-Cortina è sotto gli occhi di tutti. E la recentissima decisione del governo di bloccare la costruzione della nuova pista da bob a Cortina, comunicata lo scorso 16 ottobre a Mumbai dal presidente del CONI Giovanni Malagò e condivisa dal Comitato Olimpico Internazionale, è stata la mazzata definitiva all’orgoglio olimpico del Leon de San Marco.
Pax Tibi Marce, fattene una ragione.
Cortina d’Ampezzo, già sede unica di una mitologica edizione dei Giochi Olimpici Invernali nel 1956, si dovrà accontentare delle briciole. Vale a dire di due sole discipline agonistiche a cinque cerchi.
La prima è lo sci alpino femminile (discesa libera, slalom, slalom gigante, Super-G).
Non però lo sci alpino maschile, le cui gare si svolgeranno invece sulla pista Stelvio a Bormio in Lombardia, preferita alla pista Olympia delle Tofane.
La seconda è il curling. Fine.
Lo sci di fondo sarà ospitato sulle piste di Tesero in Val di Fiemme, in Trentino, e il salto con gli sci (ormai desueto lo storico trampolino olimpico di Cortina, in disuso da trent’anni) a Predazzo, sempre in Val di Fiemme.
Livigno, in Valtellina, in Lombardia, sarà la sede delle competizioni olimpiche di Freestyle Skiing e Snowboard.
E il biathlon? Quello avrà il campo di gara nella Südtirol Arena di Anterselva, in Alto Adige.
Per il bob e dintorni (bob a due e bob a quattro, slittino, skeleton), dopo la clamorosa bocciatura della pista da costruire a Cortina in quello che avrebbe dovuto essere il nuovissimo “Sliding Center Eugenio Monti”, è aperta in questi giorni la caccia a chi si accaparrerà le prove olimpiche strappate via al Veneto.
Il presidente CONI Malagò ha dichiarato che si dovrà trovare una soluzione all’estero, probabilmente a St. Moritz in Svizzera oppure a Innsbruck in Austria.
Ma nel frattempo si è già fatto avanti il Piemonte che sta spingendo forte per portare le gare di bob, slittino e skeleton sulla pista di Cesana Torinese.
È notizia di questi giorni l’invio al governo del dossier predisposto a tempo di record da Regione Piemonte e Città Metropolitana di Torino per il progetto di riqualificazione della pista di Cesana, già utilizzata alle Olimpiadi invernali di Torino 2006.
Il tutto per 15 mesi di lavori e un costo stimato di quasi 34 milioni di euro: meno della metà - e cioè 47 milioni in meno - dei circa 81 milioni di euro che erano stati invece originariamente stimati per la costruzione della nuova pista di Cortina.
Difficile però che l’istanza piemontese venga presa in considerazione: si rischia il bis del 2006, quando la pista di Cesana venne costruita per la bellezza di 110 milioni di euro e subito ridotta ad uno scheletro ad Olimpiadi finite.
Tutto il resto delle Olimpiadi Invernali 2026 si svolgerà a Milano e dintorni: hockey su ghiaccio (Palaitalia Santa Giulia, Milano), short track e pattinaggio di figura (Forum di Assago), pattinaggio di velocità e ancora hockey su ghiaccio (Rho Fiera Milano).
Certo che, dopo quello che è accaduto, al Veneto spetterebbe di diritto una nuova specialità agonistica: il pattinaggio di figuraccia.
A Luca Zaia, al di là dell’epocale smacco subito, rode probabilmente anche il fatto che la decisione di bloccare la nuova pista da bob a Cortina sia stata presa dal governo “amico” di centrodestra.
Ma il governo è stato chiaro: nel bocciare il progetto ha indicato al CONI di “considerare l’opzione migliore e più sostenibile”.
In primis per motivi di costi. Al summit dei Comitati europei olimpici dello scorso 11 ottobre a Istanbul, era emerso che per il nuovo impianto di Cortina il governo italiano avrebbe dovuto mettere altri 50-60 milioni oltre all’ottantina di milioni già previsti e rifare conseguentemente il bando. Ne sarebbero venuti fuori oltre 140 milioni di euro per una pista da bob dal futuro a dir poco incerto.
Poi la questione dell’impatto ambientale e insieme economico della struttura.
Domenica 24 settembre centinaia di persone si sono date appuntamento a Cortina d’Ampezzo - nel polo sportivo dell’area Sopiazes, dove è stata da poco smantellata la vecchia pista olimpica Eugenio Monti e dove a breve avrebbe dovuto partire il cantiere di costruzione di quella nuova - per la manifestazione contro l’impianto “Pista da bob. Ultima chiamata” organizzata dal gruppo consiliare Cortina Bene Comune.
Ne è emerso un “no” corale al progetto, per la spesa esorbitante della sua realizzazione e per gli elevati costi gestionali che andrebbero sostenuti per mantenere attivo l’impianto. E anche questo ha fatto aprire bene gli occhi alle competenti stanze dei bottoni.
Adesso il Veneto deve abituarsi alla prospettiva di quelli che sul territorio regionale saranno solamente dei Giochini Olimpici.
Zaia ha richiesto quasi disperatamente nuove gare da ospitare in Veneto, in primis quelle di sci nordico, ma ha già incassato il secco “no” del Trentino dove quelle gare olimpiche, già appaltate dalla Val di Fiemme, si svolgeranno. Al quale si aggiunge anche il netto rifiuto della Lombardia circa l’eventuale cessione di altre gare - già a lei assegnate - al Veneto, Regione in deficit di prove olimpiche e di immagine.
E pensare che Milano-Cortina 2026 poteva disporre di un comprensorio veneto di prim’ordine proprio per lo sci nordico, praticamente chiavi in mano, con reali e concrete ricadute turistiche a cinque cerchi anche per la pianura bassanese.
È il comprensorio di Asiago e del suo Altopiano dei Sette Comuni.
Un’eccellenza dello sci da fondo a livello internazionale, con oltre 400 chilometri di piste, un carosello di percorsi strepitosi tra Enego 2000 Valmaron, Campomulo di Gallio, Piana di Marcesina sono per citarne alcuni.
In sede di preparazione del dossier per la candidatura per le Olimpiadi Invernali 2026, quando Cortina d’Ampezzo correva ancora da sola e Milano era una candidata concorrente, si pensava inizialmente - sempre a seguito di diverse dichiarazioni pubbliche del governatore Zaia - che le gare dello sci di fondo potessero essere ospitate dall’Altopiano.
E invece l’Altopiano è rimasto con un pugno di sciolina in mano. Cortina e Milano alla fine si sono alleate, Asiago è stata esclusa dal dossier e “bruciata” dalla Val di Fiemme, che dispone anche di un trampolino per la combinata nordica. Fine della storia.
E allora…ciao ciao treno da prendere al volo per il turismo di Bassano e dintorni, in funzione di chissà quali benefici che le Olimpiadi di Milano-Cortina, anche nella loro precedente versione “integrale” pre-bocciatura della pista da bob, avrebbero dovuto portare nel resto del territorio regionale.
Inutile quindi prevedere chissà quali offerte mirate per i turisti a cinque cerchi in Veneto nel 2026. Di fronte a un pacco del genere, non c’è pacchetto che tenga.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Politica
20 lug 2026
Mail dei Quartieri: Pietrosante presenta un'interrogazione in vista del Consiglio
Visto 20.354 volte
Politica
20 lug 2026
Caso Parolini e aree agricole, l'opposizione di Bassano porta in Consiglio due atti sulla gestione del territorio
Visto 19.752 volte
Geopolitica
21 lug 2026
Il Vietnam nella strategia giapponese per l'Indo-Pacifico
Visto 18.035 volte
Politica
21 lug 2026
Provincia di Vicenza, FdI frena sulla “Casa dei Comuni”: al centro l’asse Possamai-Finco
Visto 17.244 volte
Politica
21 lug 2026
La sfida del suolo verde per la corsa a Capitale della Cultura 2029
Visto 16.572 volte
Politica
22 lug 2026
Tribunale della Pedemontana: «Alcuni sindaci non possono riscrivere la storia»
Visto 15.198 volte
Politica
22 lug 2026
I comuni fanno squadra sul digitale: investimenti per non lasciare indietro nessuno
Visto 15.038 volte
Attualità
23 lug 2026
#Volotea4Veneto: Bassano ci prova, Vicenza ringrazia e incassa
Visto 10.751 volte
Politica
23 lug 2026
Tribunale della Pedemontana, Poncato replica al fronte del "sì": «Non si riscriva la storia, ma non ci si fermi al 2012»
Visto 10.187 volte
Attualità
29 giu 2026
Vandalismi nella notte: il centro di Bassano chiede una strategia anticrimine
Visto 22.548 volte
Politica
17 lug 2026
Bassano dice sì al ddl Sicurezza: arrivano le multe ai genitori e il fermo per i minori
Visto 22.151 volte
Attualità
13 lug 2026
Crisi idrica: il Brenta resta a secco, il Veneto dichiara l'emergenza
Visto 21.864 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 21.794 volte
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 21.540 volte
Politica
29 giu 2026
Blitz contro Vannacci: volantini shock al gazebo del movimento
Visto 21.231 volte
Cronaca
17 lug 2026
PFAS, uova dieci volte oltre i limiti: il Pd chiede alla Giunta i dati dei monitoraggi
Visto 21.219 volte
Attualità
09 lug 2026
Pfas nei pozzi privati, il Pd chiede alla Regione verifiche e tempi certi
Visto 21.092 volte