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La Tares spiegata da Etra
Focus esclusivo sul contestato tributo. Negli ultimi tre anni il costo del servizio rifiuti di Etra è rimasto invariato. Con una differenziata attestata a Bassano al 71%. Perché dunque gli aumenti? Intervista al presidente Stefano Svegliado
Pubblicato il 02 ott 2013
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“E io pago”. Il video di youtube con Totò che pronuncia la celebre frase, postato più volte come link nei commenti ai nostri articoli da “Mister Tares” Roberto Astuni, l'albergatore bassanese che per primo ha lanciato l'allarme sulle accertate iniquità del nuovo Tributo comunale sui Rifiuti e Servizi, la dice lunga sul senso di rabbia ma in molti casi anche di rassegnazione generato dal neonato balzello soprattutto nelle categorie più colpite dagli aumenti.
E' da giorni che ne scriviamo, incalzati dall'attualità e confortati dal grande interesse per l'argomento, consapevoli di trattare un tema ostico e complicato che tuttavia riguarda le nostre tasche e in quanto tale va sviscerato il più possibile.
E' per questo che abbiamo richiesto e gentilmente ottenuto un'intervista con Stefano Svegliado, presidente del Consiglio di gestione di Etra Spa.
Stefano Svegliado, presidente del Consiglio di gestione di Etra Spa (foto Alessandro Tich)
La società multiutility di Cittadella è infatti la beneficiaria di quella parte del gettito della Tares che l'Ufficio Tributi del Comune di Bassano del Grappa ha imposto a copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti.
Ma Etra a sua volta, come sentiremo, in altri Comuni è anche l'ente che eroga direttamente le bollette.
Un focus esclusivo sul contestato tributo che ci permette di affrontare e di chiarire alcuni aspetti nodali della questione, riferiti in particolar modo al caso emblematico di una città virtuosa come Bassano dove la raccolta differenziata dei rifiuti è molto spinta, ma non confortata - aumenti “di settore” della Tares a parte - da un risparmio nella quota rifiuti che il cittadino è chiamato a pagare.
Dunque presidente, cosa cambia innanzitutto con la Tares in generale rispetto agli anni scorsi?
“La differenza rispetto agli anni precedenti è che la Tares prevede una quota a copertura del costo del servizio rifiuti, che può essere lo stesso oppure in aumento rispetto all'anno scorso, più una componente addizionale dello Stato che col servizio rifiuti non ha niente a che fare.
Per cui i Comuni mandano a casa una bolletta per il costo effettivo del servizio rifiuti, che a Bassano quest'anno ha lo stesso quantitativo ed è quindi invariato, più un'imposta di 0,30 euro al metro quadro chiesta ai cittadini per compensare il mancato trasferimento di oneri dallo Stato ai Comuni, quantificato inizialmente in 1 miliardo di euro.
Il costo complessivo è quindi la somma di due componenti: il costo normale per i rifiuti - ovvero, nel caso del Comune di Bassano, il costo contrattualizzato con Etra per i servizi di raccolta, smaltimento e spazzamento rifiuti - e l'addizionale di costo per i servizi indivisibili e cioè i servizi che il Comune eroga a tutti.
In alcuni Comuni del nostro territorio la Tares viene erogata dall'ente comunale, in altri da Etra. Il problema è che il Comune o Etra vengono identificati come ente tassatore, ma non è così. Oggi questo tributo non è incassato dai Comuni o dai gestori, ma va direttamente a Roma con l'F24. E noi ci troveremo con una spesa di centinaia di migliaia di euro per la sola fatturazione del bollettino.”
La maggiorazione statale di 0,30 euro al metro quadro per i servizi indivisibili rappresenta però una minima parte degli aumenti...
“Non è vero. Per una famiglia, una maggiorazione statale di 60-70 euro non è un aumento da poco.”
La Tares è imposta dallo Stato e applicata, nel caso di Bassano, dal Comune. Ma siccome la voce principale del tributo riguarda il servizio rifiuti, i cittadini pensano subito a Etra. E chi è colpito dagli aumenti non riesce a capire perché - nonostante il comportamento virtuoso dei bassanesi che garantiscono il 71% di raccolta differenziata - invece di risparmiare nella bolletta, paga di più. Ci può spiegare questa anomalia che sta disorientando tutti?
“Al cittadino faccio il ragionamento della serva. Chiedo di guardare le bollette dei rifiuti dal 2010 ad oggi e di verificare su una base comparativa omogenea, e cioè su una superficie di calcolo dell'abitazione che è sempre la stessa e su un numero di componenti della famiglia che è sempre uguale, quanto paga per il servizio rifiuti. Nel confronto dei tre anni di pagamento, vedrà che la somma è sempre la stessa. Il costo per il mio servizio, come Etra, non ha cioè subito aumenti...”
La interrompo e riformulo la questione. Se è vero che il costo del servizio rifiuti non è aumentato, perché a fronte di una differenziata così spinta a Bassano addirittura non diminuisce?
“Come ha già detto lei, a Bassano la raccolta differenziata raggiunge il 71%. Questo vuol dire che su 100 kg di rifiuti, 71 vengono recuperati e valorizzati, e quindi Etra li commercializza nelle filiere di riciclo. La carta la vendiamo alle cartiere; la plastica, una volta pulita, va al Corepla eccetera. Come restituisco, quindi, al cittadino il contributo per la differenziazione? Per spiegarlo, devo fare alcuni esempi. Lei ha una macchina, e negli ultimi tre anni si sarà reso conto di quanto è aumentata la benzina. Accende le luci a casa, e si sarà accorto quanto in tre anni è aumentata la bolletta dell'Enel. Va a fare la spesa, e avrà visto gli aumenti del paniere secondo gli indici Istat. E' la stessa cosa anche per noi. Abbiamo aumenti nei costi dei trasporti, dell'energia, dei materiali, del lavoro eccetera che ammontano a circa un milione di euro all'anno. Questi maggiori costi andrebbero caricati in bolletta, invece li assorbiamo utilizzando i soldi della vendita del prodotto della differenziata. Per cui nel costo del servizio rifiuti di Etra non c'è nessun aumento.”
Come possiamo dunque spiegare questa cosa a chi con la Tares si trova a dover pagare una quota rifiuti, sia per le utenze domestiche che non domestiche, aumentata se non anche raddoppiata? A Bassano alcune categorie di utenze non domestiche sono arrivate a pagare fino al 170% in più...
“Su Bassano non ho dati precisi, non è facile avere le carte dal Comune di Bassano. Comunque va detto che fino all'anno scorso il servizio rifiuti veniva pagato per circa il 90% dal gettito della Tarsu, e il resto coperto dal Comune con fondi a bilancio. Ora per legge il costo del servizio rifiuti deve essere coperto al 100% col gettito della Tares. Gli aumenti derivano quindi alla base dalla maggiorazione statale di 0,30 euro per metro quadro e dalla quota aggiuntiva per arrivare al 100% della copertura del servizio. A ciò si aggiungono i nuovi coefficienti e criteri di calcolo previsti dalla legge nazionale, per le diverse categorie di utenze, che hanno sconvolto il sistema.”
Qual è l'esatta cifra che il Comune di Bassano deve corrispondere ad Etra per il servizio rifiuti, e da coprire totalmente da quest'anno col gettito della Tares?
“Il contratto di Etra con il Comune di Bassano per la gestione del servizio rifiuti è di 5.730.000 euro, Iva compresa. Tale cifra, come detto prima, è contrattualizzata a copertura dei servizi di raccolta dei rifiuti, di smaltimento dei rifiuti e di pulizia e spazzamento delle strade. La raccolta rifiuti presenta diverse tipologie, che cambiano anche da quartiere a quartiere. Bassano è una città molto difficile, con diversi sistemi di raccolta presenti contemporaneamente.
Lo smaltimento rappresenta il costo maggiore. L'organico viene trattato nell'impianto di Quartiere Prè, le altre frazioni della differenziata vengono sottoposte a separazione e quindi commercializzate, mentre il secco non riciclabile va agli inceneritori.
La cifra a contratto per il servizio rifiuti nel Comune di Bassano è bloccata da tre anni, senza applicazione dell'adeguamento Istat.”
Dunque il costo del servizio per la gestione dei rifiuti urbani di Etra negli ultimi tre anni è rimasto invariato. Come ci si sente ad essere comunque nell'occhio del ciclone per le polemiche sugli aumenti di questo tributo che da molti è considerato iniquo?
“Come cittadino, prima ancora che come presidente di Etra, mi sento preso in giro. Non c'è il coraggio di dire le cose come stanno. Di solito chi rompe paga, mentre lo Stato, che ha un disavanzo, ha bisogno dei nostri soldi e gioca a scaricabarile chiedendo a noi e agli enti locali di fare gli esattori.
L'Etra o i sindaci non possono non applicare la Tares. Alcuni sindaci sono venuti da me per dirmi che si rifiutavano di approvare il regolamento per l'imposizione del tributo. Ma la cosa è impossibile: un pubblico amministratore, se lo facesse, si troverebbe una prescrizione dalla Corte dei Conti per danno erariale, per il quale dovrebbe pagare di tasca propria.
Sulla Tares non c'è chiara comunicazione. La struttura dice al contribuente “prendi e paga” e non è chiara sul principio. Sarebbe giusto che sulla lettera che arriva ai cittadini, al posto del simbolo del Comune, ci fosse il simbolo del governo italiano. Per i rifiuti Etra si impegna a garantire un servizio di qualità adeguata e pagato al giusto costo. Il fatto che il servizio rifiuti sia accorpato in un tributo che confonde i cittadini mi dà molto fastidio.”
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