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Teatro

Operaestate Festival, Anagoor porta in scena "Polittico dell'infamia"

Venerdì 24 luglio al Teatro Remondini la creazione di Simone Derai sul rapporto tra violenza, memoria e testimonianza, ispirata al romanzo di Pablo Montoya

Pubblicato il 23 lug 2026
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Nell’ambito del cartellone multidisciplinare di Operaestate Festival, promosso dal Comune di Bassano del Grappa, e realizzato grazie al contributo del Ministero della Cultura, della Regione del Veneto e delle aziende del Club Amici del Festival, l’appuntamento con il grande teatro di ricerca contemporaneo si rinnova venerdì 24 Luglio con la presentazione, al Teatro Remondini, di Polittico dell'infamia, l'articolata e potente creazione
firmata da Anagoor.
Con Polittico dell'infamia, Anagoor prosegue la propria radicale indagine sui nodi cruciali del pensiero e della civiltà occidentale. Dopo aver esplorato i legami profondi tra linguaggio e potere (L.I. Lingua Imperii), tra arte e potere (Virgilio Brucia) e tra educazione e potere (Socrate il Sopravvissuto), la compagnia rivolge ora l'attenzione al "problema dell'Altro" e all’impatto etico del nostro sguardo sulle vittime.

Lo spettacolo - una delle ultime produzioni della compagnia - è un dipinto teatrale a più ante, multimediale e multilingue, che indaga il rapporto tra arte, violenza e testimonianza, esplorando il mistero della possibilità di raccontare l’orrore con onestà, interrogandosi sul sottile, forse impossibile, equilibrio tra silenzio, rappresentazione e responsabilità.

Ispirato al romanzo Trittico dell’infamia dello scrittore colombiano Pablo Montoya, lo spettacolo tende il proprio arco tra due opere d’arte del Cinquecento: le incisioni di Theodore de Bry, che illustrano il genocidio degli indigeni nelle Americhe, e Il Massacro della notte di San Bartolomeo di François Dubois, la più celebre rappresentazione dello sterminio degli ugonotti da parte dei cattolici francesi. Se de Bry fu un testimone solo indiretto della Conquista spagnola, non avendo egli mai attraversato l’oceano, Dubois fu più che un testimone: sopravvisse alla strage di Parigi, della cui violenza non avrebbe voluto lasciare memoria.
Il palco si trasforma così in un complesso atlante visivo fatto di schermi, accostamenti pittorici e cori greci.

Attraverso una narrazione teatrale a più livelli, lo spettacolo pone l’arte sul banco degli imputati: non più solo spettatrice, ma potenziale complice della violenza.
Al centro della riflessione c’è un dilemma morale: può l’arte contribuire alla sospensione della violenza?
Si può rappresentare il male senza diffonderlo, come per contagio? Si può testimoniare il dolore delle vittime senza averlo condiviso?
Il Polittico dell’infamia è insieme: il dipinto di un massacro; il racconto di un dipinto; la lettura di un racconto; l’allestimento teatrale di una lettura; la ripresa cinematografica di un allestimento teatrale; la messa in scena in una proiezione cinematografica.
La complessa macchina scenica di Polittico dell'infamia è interamente concepita da Simone Derai, che ne firma la regia insieme alle scene, al disegno luci e ai costumi. La drammaturgia, elaborata a quattro mani dallo stesso Derai insieme a Piero Ramella, prende vita sul palco grazie alle interpretazioni di un cast polifonico composto da Marco Menegoni, Piero Ramella, Monica Tonietto, Gayané Movsisyan e Aurora Rò.

L'impatto sensoriale del progetto si deve inoltre alle musiche e al sound design di Mauro Martinuz, che dialogano con il ricco apparato visivo curato nei video da Simone Derai e Giulio Favotto. Lo spettacolo è una prestigiosa co-produzione internazionale che vede la firma di Anagoor insieme a importanti istituzioni teatrali e di ricerca come Centrale FIES, Theater an der Ruhr e TPE - Teatro Piemonte Europa.

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