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Laura Vicenzi

Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

Arte

A San Zenone, in mostra L'Opera, Prima

Visitabile a Villa Albrizzi Marini fino al 16 agosto, l'esposizione curata da Officina Arte Alchemica propone anche una residenza artistica dedicata con Manuel Pablo Pace

Pubblicato il 28 lug 2026
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È stata inaugurata sabato 25 luglio L'Opera, Prima – Rigenerazioni Viventi, mostra che fino al 16 agosto espone negli spazi di Villa Albrizzi Marini, a San Zenone degli Ezzelini, il lavoro di una quindicina di appassionati d'arte in relazione con Officina Arte Alchemica, il progetto di ricerca, formazione e incontro fondato e curato dall'artista Manuel Pablo Pace.

La mostra è allestita nelle stanze del piano nobile della Villa cinquecentesca e nello Spazio Scuderia. Il percorso comincia con un video e alcune immagini che ripercorrono la storia di Officina Arte Alchemica, le esperienze sviluppate nel tempo e la filosofia che ne sostiene l’attività e l’evoluzione. Pittura, fotografia, disegno, scrittura, immagini in movimento e pratiche differenti vi convivono, senza essere ricondotte a un unico linguaggio.

l'inaugurazione della mostra a Villa Albrizzi Marini

Il titolo contiene già l'idea centrale del progetto: L'Opera, Prima, dove la virgola identifica quella fase che precede l'opera riconosciuta come compiuta. Messo in luce è dunque il tempo della ricerca, dell'esitazione, dell'intuizione, dell'errore, della scoperta, come è stato sottolineato dai protagonisti dell’esposizione nel corso della conversazione abbinata alla visita. All'interno dei dialoghi, il momento in cui un'immagine, o un pensiero, comincia a prendere forma e ancora non si sa dove condurrà il lavoro intrapreso.

In mostra si incontrano opere figurative, quaderni, fotografie e soggetti materici, tutte tracce di percorsi personali. Vi si trovano riunite esperienze e sensibilità molto diverse: inquadrati sono figure umane, dettagli di oggetti e elementi astratti, paesaggi familiari e luoghi modificati dall'immaginazione, scorci di esterni osservati attraverso una veneziana, come nelle opere di Silvia Basso, immagini realizzate con l'acquerello, la pittura, la tecnica dell’acquaforte o la penna biro. Un fumetto, un nudo femminile sul tetto di casa, un dinamico abbraccio fluò, ingrandimenti di particolari che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni improvvisamente riconosciuti come trasformati da uno sguardo altro.
Le opere presenti non cercano necessariamente un rapporto diretto con gli ambienti storici della villa, il dialogo che emerge nell’allestimento nasce piuttosto fra di loro, laddove si colgono alcuni richiami come il ricorrere di una forma, un soggetto. Ad accogliere nel salone c’è anche la statuina di un cane, che si rincontrerà raffigurato più tardi.
Fra le stanze, ferma lo sguardo una figura femminile inserita in uno spazio naturale vicino a un'abitazione: vestita di un rosa carico inconfondibile, la donna viene rappresentata in tre momenti differenti e coesistenti, ad accompagnarla la presenza di una Barbie. Questo come altri dipinti sembrano aprire piccole narrazioni, lasciando allo sguardo di chi osserva il compito di interpretare. Un altro elemento che colpisce è quello del movimento: diverse opere lo rappresentano e vi è un filmato, realizzato da Luca Andreatta, dove si osserva il moto di cose, persone e animali, creature, il fluire stesso trasformato in materia visiva.

Il lavoro di Officina Arte Alchemica nasce dalla convinzione che il rapporto con l'arte possa modificare il modo in cui si guarda il mondo. Fondata nel 2015 da Manuel Pablo Pace, questa realtà artistica si è sviluppata attraverso corsi, percorsi di formazione, workshop, pubblicazioni, mostre e momenti di incontro. Il progetto propone un lavoro fondato sulla costruzione di un linguaggio personale, con una particolare attenzione al rapporto tra intuizione, immaginario e processo creativo.
Durante il dialogo pubblico che ha accompagnato l'inaugurazione, condotto da Thea Durin, direttrice artistica dello Spazio Scuderia con Manuel Pablo Pace, insieme ad alcuni dei partecipanti, sono emerse le storie che hanno portato alla realizzazione dei lavori. Le parole, accompagnate dalla musica dal vivo di Isaac De Martin, hanno raccontato un rapporto con l'arte capace di modificare la percezione del tempo, di insegnare a guardare con maggiore attenzione la realtà e di esprimere ciò che spesso dentro di noi rimane in ombra, invisibile. La ricerca diventa così un ambito nel quale dare forma a ciò che ancora non possiede un'immagine precisa, attraverso un processo che comprende anche l'incertezza e l'assenza di giudizio. Il sottotitolo, “Rigenerazioni Viventi”, evoca un'idea di trasformazione continua: le opere cambiano mentre vengono realizzate, le persone cambiano col lavorio espressivo e anche lo sguardo del visitatore può modificarsi nell'incontro.

In Villa è in programmazione anche un workshop condotto da Pace che si realizzerà durante una residenza artistica dedicata, l’iniziativa avrà luogo l’8 e il 9 agosto prossimi.
La mostra sarà visitabile fino a domenica 16 agosto nei seguenti orari: mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 17 alle 22; sabato dalle ore 15 alle 22; domenica dalle ore 11 alle 22.
Per prenotazioni e visite guidate è possibile scrivere a: spazioscuderia@villaworks.org.

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