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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
L’avvio è sempre una beffa!
Un discreto Bassano tiene in pugno la gara ma non segna. Lanciano, un contropiede e tre punti. Bonetto migliore in campo
Pubblicato il 04 set 2011
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BASSANO – LANCIANO 0-1
Bassano Virtus (4-2-3-1) : Grillo 6; Lorenzini 6,5, Scaglia 6,5, Porchia 6, Ghosheh 6 (st 15’ Ferretti 5,5); Caciagli 6,5 (st 24’ Drudi 6), Proietti 6; Bonetto 7, Mateos 6, Guariniello 6 (st 36’ Gasparello sv); Longobardi 5.
Lorenzini, 22, e Bonetto, 32. La corsia di destra giallorossa ha funzionato a meraviglia (foto Roberto Bosca)
A disp.: Poli, Lucca, Maniero, Morosini . All.: Jaconi
SS Virtus Lanciano 1924 (4-3-3): Aridità 6; Vastola 6, Massoni 6,5, Amenta 6, Mammarella 5,5; Volpe 6,5, D’Aversa 5,5, Capece 6 (st 45’ Novicic sv); Turchi 6 (st 29’ Zeytulaev 6); Pavoletti 6, Improta 7 (st 35’ Chiricò sv).
A disp.: Casadei, Giusti, Marfisi, Tarquini. All.: Gautieri.
Arbitro: Barbeno di Brescia
RETI: st 21’ Improta (VL)
NOTE: 900 spettatori.
Ammoniti: Caciagli, Mammarella, D’Aversa
Espulsi:
Angoli: 9-2
Recupero: pt 1’; st. 6’.
Evidentemente è destino così. È destino che il debutto casalingo del Bassano Calcio si concluda con un sconfitta immeritata. Andò così 12 mesi fa con una Spal che era comunque una squadra che possedeva dei valori nettamente superiori, anche rispetto a questo Lanciano. Va così anche quest’anno contro un avversario non solo alla portata ma schiacciato sulla difensiva per gran parte del match. Fa bene il cielo a piangere goccioloni d’acqua e rabbia. Iniziare col piede sbagliato fa male, anche se l’episodio che ha deciso l’incontro, contropiede al 21’ della ripresa, non racconta la verità di una gara giocata con il cuore e tenuto quasi sempre in pugno dai ragazzi di Jaconi. Il Lanciano si è difeso, spesso senza grossi grattacapi, ha tenuto a bada gli spioventi provenienti dalle fasce, tanto da annullare Longobardi, e ha fatto bingo. Jaconi rimane con un pugno di mosche in mano solo per quanto riguarda la classifica, non per una prestazione tutto sommato positiva. Il Bassano è stato propositivo, inizialmente anche tambureggiante e avvolgente. Se la sconfitta è dura da digerire perché ai punti avrebbero senz’altro vinto gli jaconiani, la prima necessità sarà quella di trovare gli argomenti giusti per andare in gol: senza l’uomo di classe, il La Grotteria di turno che risolve tanti problemi per capirci, dev’essere l’intera squadra con grinta, velocità, convinzione e applicazione a percorrere le vie adeguate per creare i presupposti per segnare. Non basta crossare mille volte in area se questi cross vengono effettuati dalla trequarti e a difesa schierata. Bisogna trovare il modo di cambiare gioco più velocemente, di saltare più spesso l’uomo ed essere molto più cinici e concreti sottorete.
le scelte. La sorpresona è notevole. Vedere Sandro Porchia in campo dopo un così lungo periodo a mezzo servizio e una sola settimana di allenamento vero nelle gambe è qualcosa di veramente straordinario. L’altra sorpresona ha il nome di Edoardo Lorenzini: non tanto e non solo per essere riuscito a scendere in campo, quella era un opzione concreta, quanto nella prestazione. Una performance tutta corsa e sovrapposizioni, ma anche qualche responsabilità sul gol preso, non comune ad un atleta fermo da un paio di settimane per infortunio. Con il recupero dei due difensori il Bassano può debuttare in formazione tipo anche se non certamente al top delle sue potenzialità.
Partenza all’arma bianca. Se il ritmo di questo campionato è quello di Bassano - Lanciano, allora ci sarà sicuramente da divertirsi. È questo il primo pensiero, l’impatto al campionato di giallorossi e rossoneri è straordinario per intensità, velocità d’esecuzione, cattiveria nel concludere qualsivoglia gesto tecnico (tiro, passaggio, contrasto). Un confronto apertissimo che collezione scintille di guerra, come un continuo sfregarsi di pietre focaie, in ogni angolo di campo. Il Lanciano calcia in porta (Turchi) dopo neanche un minuto ed in generale sembra impossessarsi da subito delle redini del match. Sbagliato. Sono solo i cinque minuti necessari agli uomini di Jaconi per scaldare e sciogliere i muscoli. Poi è tutt’altra musica, una musica giallorossa suonata al ritmo di convinzione inaudita e ricerca spasmodica di adempiere al gioco chiesto dal Comandante Jaconi. Così Caciagli detta inserimenti, aperture e triangolazioni, Bonetto sulla fascia stantuffa che è piacere. Come al 35’ quando l’uomo venuto dalla Lazio salta in tunnel Volpe tra l’ovazione del pubblico, s’invola palla al piede fino a far partire un cross calibrato per Mateos, già proiettato a tutta forza nel cuore dell’area. La palla è tagliata ma forse un pelino alta il che non consente all’incursore di inquadrare la porta, seppur di un nonnulla. In precedenza e successivamente sarà Guariniello ad impensierire Aridità con delle conclusioni dalla lunga distanza, in virtù anche del terreno di gioco reso particolarmente viscido dall’acquazzone estivo abbattutosi poco prima dell’inizio del match. Bene Bonetto dicevamo, il ragazzo sfonda spesso dalla sua parte e non è appunto un caso se le più nitide occasioni da gol siano arrivate dal lato destro, anche grazie alle tempestive sovrapposizioni di Lorenzini. Manca però qualcosa in mezzo all’area o meglio manca sempre l’ultimo passaggio per un giallorosso posizionato in mezzo all’area. L’impressione è che Longobardi sia l’ombra di sé stesso tanto da non risultare mai pericoloso e meno reattivo anche nel battagliare con i centrali avversari. Dall’altra parte la chiara intenzione è quella di sfruttare i ribaltamenti di fronte grazie alle sponde di Pavoletti. Centrocampo e attacco faticano a trovare le giuste distanze tanto che il metronomo D’Aversa palesa qualche difficoltà nel far girare palla ed impostare la manovra. In realtà i rossoneri riescono a subire molto poco perché, tolto il primo quarto d’ora di gara, badano più alla fase difensiva e ad organizzarsi con delle ripartenze.
Bassano avanti tutta poi la beffa . Il Soccer Team che torna in campo dopo l’intervallo è ancor più deciso a far sua l’intera posta in palio. L’energia dei giallorossi è notevole anche se la velocità d’esecuzione non all’altezza. Il risultato è che il Bassano attacca in modo arruffone, confusionario e con tanti uomini. Come all’8’ quando Guariniello appena dentro l’area sul fronte sinistro decide di calciare invece di servire un meglio piazzato compagno. Ma un giro d’orologio più tardi si fa perdonare andando a puntare, sulla destra stavolta, Mammarella e conquistando una buona punizione. Sul pallone va Bonetto che finge di partire per il cross mentre in realtà sta puntando la porta. La sua conclusione è velenosa e solo un miracolo di Aridità impedisce la marcatura giallorossa (anche se c’è chi giura che la palla avesse oltrepassato la linea bianca). La pressione, seppur dettata più dalla voglia di risultato che da reali azioni da gol, continua ad aumentare tanto che la rete sembra matura. Si pensi solo che alla fine saranno ben 9 gli angoli battuti dai portacolori della città di Bassano del Grappa contro solo 2 degli abruzzesi. Invece capita che, in maniera del tutto estemporanea, Improta calci in maniera così potente da piegare le mani a Grillo e buon per lui che la sfera finisce sopra la traversa. Ma una rondine, si sa, non fa primavera. Jaconi infatti ci crede sempre di più e sostituisce Ghosheh, non a postissimo fisicamente, con Ferretti per dare maggiore peso offensivo ai suoi. In questo modo l’inesauribile Bonetto si piazza sull’out difensivo sinistro per dare un ulteriore sbocco alla manovra visto che fino a quel momento mentre la corsia di destra (Bonetto appunto e Lorenzini) spinge come una locomotiva mentre quella sinistra (Ghosheh-Guarinello) è obiettivamente più timida. È proprio questo il momento in cui i giallorossi profondono il maggiore sforzo per andare in vantaggio. Ma fatto sta che su questo Bassano insistente, volenteroso e che porta in avanti tanti giocatori si abbatte la mannaia brandita dal giovane Riccardo Improta. Corre il 21’ quando un’improvvisa verticalizzazione di Turchi coglie in contropiede il Soccer Team. Il corridoio è invitante Improta cavalca palla al piede resistendo al ritorno di fisico di Scaglia e Lorenzini. Uno dei due giovani e inesperti difensori avrebbe potuto commettere un fallo ma tant’è che l’attaccante rossonero si presenta davanti a Grillo e lo secca con una conclusione mortifera.
Tentativi vani. Con ancora 25 minuti più recupero da giocare il tempo per riprendere la gara c’è tutto. Il guaio è che la condizione atletica è ancora da migliorare e il campo pesante di certo non aiuta. Lo smacco morale è duro da digerire, Jaconi prova a dare più fosforo inserendo Drudi per Caciagli e successivamente Gasparello per Guariniello. Proprio quest’ultimo al 44’ ci prova di prima intenzione ma l’estremo difensore di mister Carmine Gautieri non si fa cogliere impreparato. A questo punto il Bassano non ne ha più, né dal punto di vista fisico né da quello mentale e non saranno sufficienti nemmeno i sei minuti di recupero concessi dall’arbitro.
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