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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Bassano, inchiodata la capolista
Al 70’ Bazzoffia trova il vantaggio, immediata la risposta giallorossa con il famigerato destro di Mateos. Sono 5 i punti di vantaggio a 5 gare dal termine
Pubblicato il 10 apr 2011
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GUBBIO - BASSANO 1-1
Gubbio (4-3-3): Lamanna 6; Caracciolo 7, Borghese 6,5, Briganti 6,5, Farina 7; Raggio Garibaldi 6,5, Boisfer 6,5, Sandreani 6 (st 28’ Suciu 6); Galano 6,5 (st 38’ Gaggiotti sv); Gomez 6, Daud 5 (st 17’ Bazzoffia 6,5).
C'è voluta tutta la grinta di Mateos per riacciuffare il Gubbio. Il centrocampista ha sfoderato il suo colpo migliore per metterla nel sacco (foto Bosca)
A disp.: Farubbi, Montefusco, Alcibiade, Nazzani. All.: Torrente.
Bassano Virtus (4-4-2): Grillo 6,5; Basso 6,5, Pellizzer 7, Porchia 6,5, Ghosheh 6,5; Lorenzini 6; Mateos 7, Caciagli 7, Beccia 6,5 (st 9’ Niada 6,5); Guariniello 6,5 (st 16’ La Grotteria 6,5), Longobardi 6.
A disp.: Grosso, Zamuner, Madiotto, Veronese, Venitucci. All.: Jaconi.
ARBITRO: Gavillucci di Latina.
RETI: st 24’ Bazzoffia (G), st 26’ Mateos (BV)
NOTE: spettatori oltre 3000.
Ammoniti: Gomez, Caciagli, Borghese, Pellizzer, Basso
Espulsi: -.
Angoli: 6-5
Recupero: pt 1’; st. 3’.
Una temperatura più estiva che primaverile, la capolista del torneo che vuole allungare davanti al proprio pubblico, l’avversario peggiore per provare a farlo: il Bassano di Osvaldo Jaconi. Sono questi gli ingredienti fondamentali che hanno tratteggiato la sfida tra Gubbio e Bassano. Una gara maschia, a volte nervosa, dove i convenevoli stanno a zero. Il Soccer Team mette un altro mattoncino necessario al raggiungimento di quella che sarebbe una straordinaria salvezza portando a casa un preziosissimo punto che li mantiene, quando mancano cinque giornate dal termine, a +5 dalla zona rossa con due squadre a pari punti (Lumezzane e il prossimo avversario Como) e quattro formazioni interposte a fare da cuscinetto (Spal, Spezia, Ravenna e Cremonese). “Gli ultimi punti sono sempre i più difficili da fare – sentenzia Braghin – ma noi possiamo ritenerci più che soddisfatti per questo pareggio contro la squadra che sta uccidendo il campionato. Nelle prossime cinque giornate dobbiamo incamerare almeno tre punti. Quota 42 è il nostro traguardo perché, nonostante alcuni risultati clamorosi come le vittorie di Pavia, Monza e Paganese, troppe squadre dovrebbero fare tanti punti per riuscire ad alzare la quota-salvezza”.
Le scelte. La prima sorpresa arriva già dalla lettura delle formazioni: La Grotteria non appare tra gli undici che scenderanno in campo ad affrontare il Gubbio. Jaconi aveva preannunciato che la punta argentina soffriva di qualche problemino ma la scelta appare più dettata dalla voglia di sfruttare la fresca fisicità di Longobardi e puntare sulle doti tecniche del crak argentino a gara in corso con gli avversari più stanchi. L’altro ballottaggio, quello tra Beccia e Venitucci, vede vincitore il fluidificante di Cornuda. Beccia sulla fascia assicura più copertura trasformando di fatto il 4-3-3 in 4-4-2, probabilmente l’ideale per intasare le corsie laterali al Gubbio. Ma senza La Grotteria, e con la rinuncia al rifinitore, il compito di innescare le punte spetta proprio a Beccia, ed ai suoi traversoni in particolare.
Intensità allo stato puro. Parte subito fortissimo il Gubbio nel tentativo di sbloccare immediatamente la partita e far saltare il piano tattico di mister Jaconi. L’arrembaggio viene portato soprattutto dalle fasce dove avanzano, alternandosi, i terzini Caracciolo a destra e Farina a sinistra. Il numeroso pubblico del “Pietro Barbetti” spinge a gran voce i propri beniamini perché vuole tornare ad assaporare i tre punti dopo gli ultimi due pareggi interni consecutivi. Ma il Soccer Team, caricato dall’importante prestazione con il Verona, sa perfettamente cosa fare per insabbiare i pur straordinari ingranaggi d’attacco costruiti in questi anni da Vincenzo Torrente. Gomez e Galano, coadiuvati per l’occasione dal somalo Daud, al posto del titolare Bazzoffia, mettono in mostra le preziose qualità, fatte di tecnica e velocità d’esecuzione, che hanno contribuito a portare il Gubbio lassù a guardare tutti dall’alto in basso. Il problema per loro è che i giallorossi hanno abbassato gli scudi, puntato le lance e serrato le fila. Il risultato è che i padroni di casa conducono un possesso palla continuo ma lento, sterile, infruttuoso. I movimenti difensivi dei giallorossi sono perfetti, la cattiveria e la concentrazione dell’eseguirli totale. Il problema semmai risulta sull’alto fronte: l’assenza di La Grotteria priva gli uomini di Jaconi di quel faro che si staglia all’orizzonte nell’oscurità in grado di indicare la via per giungere in sicurezza all’interno del porto. Longobardi e Guariniello si sbattono, si incrociano, si fanno vedere ma non è facile tenere palla e organizzare attacchi ficcanti. Sarebbero necessari i cross ma Lorenzini si preoccupa di tenere bene la posizione mentre Beccia ha il suo bel da fare per superare il raddoppio degli avversari per arrivare sul fondo e mettere in mezzo palloni potenti e tagliati. La partita è intensa e concede poche pause, i due davanti non si risparmiano: soprattutto Longobardi sgomita e combatte contro i difensori centrali eugubini. Ma non è una passeggiata visto che Briganti e, soprattutto, Borghese, sono due marcantoni d’altri tempi tant’è che molto spesso è l’attaccante del Soccer Team ad avere la peggio.
Maggiori spazi. Jaconi sa perfettamente come i suoi uomini non si siano risparmiati nei primi 45 minuti e quanto può incidere sulle gambe il primo vero caldo stagionale. Così nel giro di sette minuti (dal 9’ al 16’) ridisegna la squadra. Il primo a lasciare il terreno di gioco è Beccia, al suo posto Niada. Mateos slitta sulla fascia sinistra e il metronomo torinese si piazza in mezzo al campo in coppia con Caciagli. Così il 4-4-2 che fino a poco prima era mascherato, diventa un 4-4-2 a tutti gli effetti. La seconda mossa del santone di Civitanova è quella di far alzare dalla panchina il suo asso nella manica: dentro La Grotteria e fuori Guariniello, ancora alla ricerca della forma migliore e condizionato dalla caviglia tutt’ora dolorante. Il 4-4-2 ora ha il suo punto di riferimento davanti al centrocampo, il Gaucho deve sfruttare la sua freschezza e la sua tecnica per tener su palla e creare il varco giusto per Longobardi. Ma anche il Gubbio pensa bene di accelerare le operazioni: al 15’ Galano da ottima posizione calcia male e consentendo a Grillo di salvare la propria porta. Subito dopo è Daud a sprecare un’ottima occasione per portare in vantaggio i padroni di casa. Torrente vede i suoi aumentare i giri e toglie proprio la punta somala per inserire Bazzoffia e dare una scossa ad una gara che, qualche puntata offensiva a parte, resta abbastanza piatta sul piano delle occasioni da gol.
La chiave. E il nuovo entrato risulta subito decisivo. Ad accendere la miccia ci pensa, al 24’, Raggio Garibaldi che vede lo scatto sul filo (?) del fuorigioco della punta Gomez. Il sudamericano carica il tiro, la palla viene smorzata da Pellizzer, e mentre sta per giungere sui piedi di Grillo, arriva Bazzoffia che scaraventa in rete sia palla che portiere. Potrebbe essere carica sul portire, l’arbitro non fischia e il Bassano rischia di subire il contraccolpo. Non sarà così. Passano appena due minuti e si materializza il tiro che tutti i tifosi bassanesi stavano aspettando. Il destro alla dinamite, la fucilata che ha contribuito in maniera determinante alla cavalcata in serie D terminata con la tanto agognata promozione in C2, stagione 2004/05. Non ci sono più dubbi, stiamo parlando del destro di Marcelo Mateos. Il centrocampista parte da sinistra, si crea lo spazio scaricando sul terreno tutta la potenza di cui dispone prima di esplodere un destro terrificante. Lamanna è battuto, pareggio d’oro agguantato, come a nuova, e ormai superflua, dimostrazione della caratura umana di questo gruppo. Da lì in avanti da segnalare solo alcuni corner per i padroni di casa e una bella azione di La Grotteria che difende palla in area, si gira e calcia ma la sua conclusione viene neutralizzata dall’estremo difensore rossoblù Lamanna.
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