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Giallorossi in giornata no, il derby va al Padova
A Padova il Bassano gioca solo un set. Domenica prossima trasferta difficile in casa della Zinella Bologna
Pubblicato il 23 nov 2009
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PALLAVOLO PADOVA - BASSANO VOLLEY 3-0 (25-22; 25-14; 25-14)
PALLAVOLO PADOVA: Zingaro (L), Tiberti 8, Koshikawa 0, Polidori 5, Maniero ne, De Marchi 15, Cricca 10, Gottardo 0, Tovo 0, Garghella 4, Busi 0, Barcala 12. Allenatore: Lorenzo Bernardi.
Un attacco di Zoltan David. Foto Chiara Vaccari
BASSANO VOLLEY: Paterniani (L), Bonetti 0, Ditlevsen 4, Guarise 6, Tamburo 6, David 10, Parusso 6, Volpato 0, Calderan 0, Pink ne, Pianese 0, Lollato (L). Allenatore: Gheorghe Cretu.
NOTE. Durata: 30’, 23’, 21’. Tot. 1h 14’. Battute errate/vincenti: 11/6 , 13/2. Muri: 10/2
Dopo la convincente vittoria casalinga di domenica scorsa con Mantova, il Bassano Volley crolla a Padova nel primo storico derby tra le due formazioni venete, che sin qui si erano affrontate solo in incontri di carattere amichevole. I giallorossi di Cretu sono incappati nella più classica delle giornate storte e del resto i punteggi degli ultimi due parziali, in cui Bassano non ha mai superato i 14 punti, parlano da sé. Guarise e compagni sono riusciti a giocare solo in un primo combattutissimo parziale, rischiando peraltro di vincerlo, per poi scomparire dal campo nei restanti due vinti con sin troppa facilità dai padroni di casa. La Pallavolo Padova, che pure in classifica era dietro 4 lunghezze rispetto ai bassanesi, partiva con tutti i favori del pronostico perché il potenziale tecnico a disposizione di mister Bernardi è senza dubbio uno dei migliori di tutta la serie cadetta. Se per Padova la sfida di stasera era una sorta di esame di maturità da non sbagliare, per il Bassano Volley, invece, c’era la possibilità di giocarsela senza il peso di dover fare risultato a tutti i costi: anche stavolta però, esattamente come era successo in occasione della sfida casalinga con un’altra big come Castellana, gli uomini di Cretu anziché giocare a viso aperto hanno finito per intimorirsi e per concedere all’avversario di esibirsi in una vera e propria passerella davanti al numeroso pubblico accorso al PalaAlì di Padova. Una serata storta può capitare, ci mancherebbe, quello che preoccupa semmai è proprio questo atteggiamento, sin troppo arrendevole, tanto più se si pensa che le prossime cinque giornate, eccetto la trasferta di Cavriago, propongono solo sfide con le prime della classe.
Tra i 1000 del PalaAlì si fanno notare e sentire anche una cinquantina di tifosi giallorossi, accorsi a Padova per spingere i ragazzi di Cretu verso l’impresa. Purtroppo per loro, però, l’illusione di poter tornare a Bassano con qualche punto in saccoccia svanisce dopo la sconfitta nel 1° set, l’unico in cui i bassanesi sono riusciti a tenere testa ai padovani. Troppe cose non hanno funzionato tra i giallorossi, in tutti i fondamentali, a partire dal più importante di tutti non fosse altro perché è quello su cui si costruisce il cambio palla, ovvero la ricezione: anche se le percentuali dicono 56% di positive e 39% di perfette, sono soprattutto gli ace subiti (6) e gli errori a pesare notevolmente nell’economia del match. Per il resto, anche con ricezione buona, ha comunque funzionato male un reparto d’attacco (37% di attacchi positivi) in cui Tamburo è chiamato troppo poco in causa e dove fanno eccezione Parusso (67%) e il solito David (45% e 10 punti totali) che alla fine sarà uno dei pochi a salvarsi dalla debacle. E stavolta non hanno girato al meglio nemmeno i due fondamentali che spesso sono l’arma in più dei giallorossi, ovvero il muro (appena 2 muri in tutto il match) e la battuta, che raramente ha messo in difficoltà l’ottima seconda linea patavina, capace di chiudere col 68% di positive e il 50% di perfette. Tra le fila di Padova da sottolineare la straordinaria prova di De Marchi, che praticamente ha vinto da solo il 1° set, e quella di Barcala, ottimamente innescato da Tiberti quando è venuto il momento di far riposare lo stesso De Marchi alle prese con i soliti problemi al polpaccio.
Gli starting six sorprendono solo per le scelte di Bernardi che, con Kubiak fuori causa per infortunio, decide di spostare il libero Garghella in banda, così come Barcala che di professione fa l’opposto, ma che per l’occasione si sacrifica nell’inedito ruolo di schiacciatore non ricevitore, mentre De Marchi viene confermato nel ruolo di opposto-ricevitore. Mister Cretu invece ha un unico dubbio, quello del regista: dopo la vittoria casalinga con Mantova il tecnico rumeno conferma la fiducia a Bonetti, che però giocherà solo metà del 1° set lasciando poi il posto a Luca Calderan.
La cronaca del match si può tranquillamente ridurre alla cronaca del 1° set, l’unico giocato quasi alla pari. Dopo un brutto inizio (8-5) Guarise e compagni si rimboccano le maniche recuperando e portandosi avanti 10-12 con un muro su Barcala. La palla successiva è un attacco di De Marchi che cade fuori, l’arbitro però vede un tocco inesistente e dal possibile 10-13 si passa all’11-12. I giallorossi si mantengono in vantaggio fino al 18-19, mentre dall’altra parte della rete uno straordinario De Marchi tiene a galla i suoi con alcuni attacchi da applausi. Sul 22 pari Bassano difende, sul contrattacco Tamburo usa bene le mani del muro patavino, ma sulla traiettoria della palla si trova Bonetti che sfortunatamente non riesce a spostarsi (23-22). L’occasione sprecata sarà determinante perchè nell’azione successiva Padova recupera in difesa e De Marchi non sbaglia il contrattacco del 24-22. Il 25-22, che chiude un set in cui Bassano non ha saputo approfittare della falsa partenza di Padova, è invece una doppia fischiata a Paterniani. La delusione per la sconfitta nel 1° set blocca il Bassano che scompare dal match: nel 2° e nel 3° set non c’è più partita perché in campo ci sono solo gli uomini di Bernardi che passeggiano fino alla meritata vittoria finale. Prossimo turno a Bologna contro la Zinella terza in classifica: per fare punti contro squadre di questo rango servono però grinta e deterimazione, ovvero le armi indispensabili di una squadra che deve salvarsi.
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