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Politica

Roberto Campagnolo sul Tribunale: «Quattordici anni di attese e zero risposte»

Dopo la manifestazione il consigliere Pd sollecita chiarezza sui tempi di riapertura e richiama l’iter ancora in corso. Dubbi anche sull’utilizzo del Palazzo di Giustizia dopo anni di inattività

Pubblicato il 14 lug 2026
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Roberto Campagnolo interviene sul futuro del Tribunale della Pedemontana e, all'indomani della manifestazione per la riapertura del presidio giudiziario, torna a chiedere una data certa per la riapertura del tribunale a Bassano.
«Il Tribunale della Pedemontana non ha bisogno di nuove promesse. Ha bisogno di una data certa di riapertura». È il messaggio che il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale a Bassano e consigliere provinciale di Vicenza affida a un lungo intervento diffuso dopo l'iniziativa organizzata per chiedere il ritorno del presidio giudiziario cittadino. La riapertura del Tribunale della Pedemontana è prevista nel disegno di legge sulle circoscrizioni giudiziarie, attualmente all'esame del Parlamento.

Al centro i tempi incerti della legge e l’utilizzo del Palazzo di Giustizia dopo anni di inattività.

Campagnolo ribadisce di condividere l'obiettivo della mobilitazione e afferma che, se fosse stato presente in città, vi avrebbe partecipato come già fatto in occasione di una precedente iniziativa sul tema. «Il territorio crede ancora nel Tribunale della Pedemontana», osserva. Allo stesso tempo, però, sostiene che una questione di questa portata non possa continuare a essere riproposta «come una bandiera da sventolare periodicamente» senza risultati concreti.

Il consigliere dem ricorda come siano trascorsi quattordici anni dalla soppressione del Tribunale di Bassano, una scelta che continua a giudicare sbagliata, e sottolinea che nel frattempo il quadro politico è cambiato. «Negli ultimi sei anni Bassano è stata amministrata dal centrodestra, la Regione Veneto è governata dal centrodestra e da quasi quattro anni anche il Governo nazionale è nelle mani del centrodestra. Eppure il Tribunale è ancora chiuso», afferma.
Uno dei punti centrali dell'intervento riguarda il Palazzo di Giustizia di via Marinali. Campagnolo ricorda che per la ristrutturazione dell'edificio sono stati investiti oltre 12 milioni di euro di risorse pubbliche per il recupero e la realizzazione del nuovo Palazzo di Giustizia e sostiene che, a distanza di anni, quell'investimento non stia producendo alcun beneficio per la collettività. Il palazzo continua infatti a rimanere sostanzialmente inutilizzato, con conseguenti costi di manutenzione, mentre la città avrebbe bisogno di nuovi spazi per servizi e uffici pubblici.
L'esponente dell'opposizione invita poi a distinguere tra le aspettative e lo stato effettivo dell'iter legislativo, con riferimento al disegno di legge depositato nell'ottobre 2025.
«Un disegno di legge non è una legge e, soprattutto, non riapre il Tribunale», osserva Campagnolo, ricordando che il provvedimento deve ancora completare l'iter parlamentare. Dopo l'esame in Commissione Giustizia della Camera, dovrà infatti essere approvato da entrambe le Camere nello stesso testo, per poi essere promulgato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. A ciò si aggiungeranno i successivi decreti del Ministero della Giustizia necessari per fissare la data di apertura, definire gli organici e organizzare il funzionamento degli uffici.
Secondo Campagnolo, anche nell'ipotesi di un iter parlamentare senza particolari rallentamenti, è difficile immaginare una riapertura in tempi brevi. Richiama inoltre un ulteriore elemento: qualora il Parlamento non approvasse definitivamente il disegno di legge entro la conclusione della legislatura, il provvedimento decadrebbe e l'intero percorso legislativo dovrebbe ripartire da capo.
Da qui la richiesta di maggiore chiarezza nei confronti del territorio: «Ai cittadini interessa sapere quando riaprirà davvero il Tribunale della Pedemontana», sostiene il consigliere, aggiungendo che allo stato attuale una data certa non esiste.

Pur ribadendo il proprio sostegno alla riapertura del presidio giudiziario, Campagnolo chiede che il confronto sia accompagnato da maggiore trasparenza sui tempi effettivi dell'operazione. E aggiunge che, se una data certa continuerà a mancare, Bassano ha il diritto di pretendere che quel patrimonio pubblico venga restituito alla città, valutandone anche un eventuale diverso utilizzo, invece di restare inutilizzato.

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