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Elvio Rotondo

Elvio Rotondo
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Bassanonet.it

Geopolitica

La Serbia a un bivio: proteste, possibili dimissioni e nuove elezioni

Le numerose proteste nel Paese avrebbero avuto un ruolo determinante nell’indurre il presidente serbo ad annunciare le dimissioni

Pubblicato il 09 lug 2026
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Dopo 18 mesi di proteste antigovernative in Serbia, il presidente serbo Aleksandar Vučić ha annunciato che rassegnerà le sue dimissioni entro alcune settimane e che saranno indette nuove elezioni presidenziali e parlamentari anticipate.

L'annuncio di Vučić, al potere da 12 anni - primo ministro dal 2014 al 2017 e come presidente dal 2017 - è giunto nel mezzo di persistenti manifestazioni anticorruzione guidate dagli studenti, scatenate dal crollo della tettoia della stazione ferroviaria di Novi Sad, nel novembre 2024, tragedia in cui persero la vita 16 persone. Secondo i manifestanti e l’opposizione, il disastro rappresenterebbe il simbolo di una più ampia cattiva gestione dei progetti infrastrutturali da parte del governo e di una diffusa corruzione.

Una foto scattata da un drone mostra una protesta del movimento antigovernativo nazionale a Kraljevo, in Serbia, il 28 giugno 2026, dopo l'annuncio delle dimissioni del presidente serbo Aleksandar Vučić. (photo credit: REUTERS/DJORDJE KOJADINOVIC)


Vučić, che ricopre la carica di presidente dal 2017, è al suo secondo e ultimo mandato, in scadenza nel marzo 2027. Secondo la Costituzione serba, le dimissioni anticipate comporterebbero nuove elezioni presidenziali entro tre mesi. Sebbene la carica di presidente in Serbia sia in gran parte cerimoniale, durante il suo mandato, Vučić ha esercitato una notevole influenza sul suo partito e sul governo.

In caso di nuove elezioni, Vučić punterebbe a guidare il suo Partito Progressista Serbo (SNS) alla vittoria nelle elezioni presidenziali e parlamentari anticipate. "La mia proposta è che la nostra lista vincente alle prossime elezioni, si chiami 'Serbia Unita'", ha dichiarato il presidente, senza specificare quando si dimetterà né quando scioglierà il parlamento, condizione preliminare per le elezioni parlamentari anticipate.

Secondo alcuni analisti, è improbabile che Vučić si ritiri dalla scena politica. Le sue dimissioni potrebbero spianargli la strada per assumere l’incarico di primo ministro qualora il suo partito dovesse vincere le elezioni parlamentari. In tal caso, potrebbe favorire l’elezione di un suo alleato come suo successore alla presidenza, continuando così a mantenere una forte influenza sul potere.

Probabilmente, le numerose proteste hanno giocato un ruolo determinante nell’indurre il presidente serbo ad annunciare le dimissioni. Si tratta delle più grandi manifestazioni dalla caduta di Slobodan Milošević nel 2000. Nel mese di marzo scorso, circa 325.000 persone sono scese in piazza per protestare contro il governo, mentre alcuni giorni fa, nella città di Novi Sad, gli studenti hanno commemorato le vittime del disastro della stazione ferroviaria e chiesto elezioni generali anticipate. Un'altra manifestazione studentesca si è svolta nella città di Kraljevo, nella Serbia centro-meridionale, dove i manifestanti hanno ribadito di non voler allentare la pressione sul presidente Aleksandar Vucic, nonostante la promessa di dimettersi e di aprire la strada a elezioni anticipate.

La Serbia, in passato, ha dovuto affrontato molte sfide impegnative, tra cui le guerre e la dissoluzione dell’ex Jugoslavia, la guerra in Kosovo e i bombardamenti da parte della NATO. Oggi il Paese rappresenta la principale economia dei Balcani occidentali, è un partner strategicamente importante ed è candidato all'adesione all'UE. Allo stesso tempo, deve fare i conti con la dipendenza energetica dalla Russia e i crescenti investimenti cinesi, cercando di mantenere un delicato equilibrio geopolitico in una fase di profondi riallineamenti internazionali. Oggi il Paese si trova in una situazione di stallo, ma molti cittadini continuano a vedere nel movimento studentesco il principale motore di cambiamento politico.

Prima di entrare nell'UE, tuttavia, la Serbia deve rafforzare lo stato di diritto, garantire elezioni libere ed eque e contrastare la corruzione e la criminalità organizzata. Recentemente Vučić ha promesso che il suo partito intensificherà la lotta alla corruzione. Ha promesso, inoltre, un aumento delle pensioni e degli stanziamenti finanziari per i poveri, nonché miglioramenti nei servizi sanitari statali.

Tuttavia, le figure dell'opposizione hanno accusato Vučić e i suoi alleati di aver favorito episodi di violenza contro gli oppositori politici, alimentato la corruzione, di aver mantenuto legami con la criminalità organizzata e limitato la libertà di stampa. Accuse che Vučić e i suoi alleati respingono con decisione.

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