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Elvio Rotondo

Elvio Rotondo
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Bassanonet.it

Geopolitica

Il riarmo della Germania e la sfida dell'autonomia strategica europea

La Germania prevede di contrarre oltre 800 miliardi di euro di nuovo debito entro il 2030

Pubblicato il 13 lug 2026
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Il cancelliere Friedrich Merz ha informato il Bundestag (il parlamento tedesco) dell'accordo per l'acquisto di missili da crociera statunitensi Tomahawk e del loro dispiegamento in Germania per colmare "un'importante lacuna strategica nella difesa,".
Fonti stampa riportano che la Germania prevede di contrarre oltre 800 miliardi di euro di nuovo debito entro il 2030, segnando una netta inversione di rotta rispetto agli ultimi decenni, per finanziare un aumento della spesa militare a livelli mai visti dalla Guerra Fredda.
Funzionari del Ministero delle Finanze fanno sapere che, il prossimo anno, il governo tedesco intende raccogliere oltre 200 miliardi di euro dai mercati.

Il cancelliere Friedrich Merz (Associated Press)

Dopo l'affermazione elettorale dell'Unione Cristiano-Democratica (CDU) guidata da Merz, il governo tedesco ha modificato il cosiddetto freno al debito previsto dalla Costituzione, escludendo le spese per la difesa dai limiti di bilancio. La riforma apre così la strada a un ricorso pressoché illimitato all'indebitamento per finanziare programmi militari.
Nell'ambito di queste riforme, Merz e i suoi partner di coalizione, i socialdemocratici, hanno anche istituito un fondo dedicato alle infrastrutture da 500 miliardi di euro per modernizzare ponti, strade, ferrovie, ospedali, scuole e reti energetiche tedesche, ormai obsolete.

L’accelerazione del riarmo tedesco sembra essere alimentata dalla crescente percezione della minaccia russa, e dalla volontà del presidente statunitense Donald Trump di ridimensionare la presenza militare degli Stati Uniti in Europa.
Merz è appena rientrato dal vertice NATO di Ankara, in Turchia, al quale hanno partecipato anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e altri alti funzionari del governo americano.
Nel suo intervento al Bundestag, il cancelliere ha rivendicato i risultati raggiunti dal suo governo. Oltre a richiamare una serie di priorità interne ed economiche, tra cui le riforme previste del sistema fiscale e delle pensioni, attualmente all’esame del Parlamento, ha indicato come obiettivo strategico quello di costruire "un futuro in cui il Paese non sia vulnerabile ai ricatti, ma possa affrontare con sicurezza ogni minaccia al nostro stile di vita libero, facendo leva sulle proprie forze".
Riferendosi al vertice NATO di Ankara, Merz ha affermato che i "risultati" hanno superato tutte le sue aspettative, dimostrando che l'Alleanza è "unita, forte e sicura di sé".
Mentre l'Europa sembra intenzionata a rafforzare le proprie capacità militari e a ridurre la dipendenza strategica dagli Stati Uniti, alcuni studi evidenziano come il continente continui a dipendere ancora da armamenti, tecnologie e strutture di comando americane. L'impennata della spesa militare ha determinato una massiccia ondata di acquisti di equipaggiamenti statunitensi avanzati che vincoleranno le forze europee ai sistemi americani per decenni. Lo sviluppo di un’autonomia strategica europea resta una priorità assoluta per Berlino e per le altre capitali europee, ma richiederà probabilmente molto tempo.
Nel frattempo, il Canada ha scelto un'azienda tedesca della difesa per la costruzione della nuova flotta di sottomarini della sua marina. L’appalto sarebbe il più grande contratto militare della storia moderna in Germania.
Il primo ministro canadese, Mark Carney, il 6 luglio scorso, ha annunciato che il governo ha selezionato l'azienda tedesca TKMS come fornitore preferenziale per un contratto multimiliardario che prevede la costruzione di 12 sottomarini.
L'annuncio è giunto poco prima della partenza di Carney per il vertice NATO in Turchia, dove gli alleati erano chiamati a dimostrare la volontà di incrementare gli investimenti nella difesa. Da quando si è insediato, Carney ha confermato che la spesa per la difesa del Canada si attesta al 2% del PIL e si è impegnato a portarla al 5% entro il 2035.

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