Ultimora

ADS
ADS
Massimiliano Cavallo

Massimiliano Cavallo
Contributor
Bassanonet.it

Politica

È guerra sul Tribunale: il Comitato chiede un faccia a faccia pubblico

L'istanza di un confronto aperto riaccende la contrapposizione con le Istituzioni. Nel mirino anche il ruolo della Provincia e la presenza di Nardin alla manifestazione bassanese

Pubblicato il 11 lug 2026
Visto 1.179 volte

ADS

Non siamo nel Far West, ma il confronto sul Tribunale della Pedemontana entra in una nuova fase di forte contrapposizione.
A confrontarsi non sono pistole e cinturoni, ma numeri, carichi di lavoro, costi e visioni diverse sulla riorganizzazione della giustizia vicentina.
Il dibattito è tornato al centro dell’attenzione pubblica dopo due iniziative che hanno riportato al centro della discussione il futuro della geografia giudiziaria vicentina: quella del 3 luglio davanti al Tribunale di Vicenza, che ha visto la partecipazione di rappresentanti contrari alla riapertura del presidio bassanese, e il successivo flash mob del 10 luglio a Bassano del Grappa.

Il Sindaco di Bassano Nicola Finco al flash mob del 10 luglio.

Quest’ultimo appuntamento, promosso dai sostenitori del progetto, ha visto l’intervento di rappresentanti politici e istituzionali e la presenza di oltre quaranta sindaci del comprensorio, insieme al presidente della Provincia di Vicenza.

A intervenire con due note distinte sono ora il Comitato per una Giustizia di Qualità a Vicenza e il consigliere comunale berico Raffaele Colombara (Per una Grande Vicenza). Al centro delle prese di posizione ci sono due temi: la richiesta di un confronto pubblico tra sostenitori e contrari al progetto e la partecipazione del presidente della Provincia, Andrea Nardin, alla manifestazione bassanese con la fascia istituzionale.

In una nota ufficiale, il Comitato presieduto dall’avvocato Gaetano Crisafi replica alle dichiarazioni del sindaco di Bassano del Grappa, Nicola Finco, secondo cui gli Ordini degli Avvocati non avrebbero mai chiesto un incontro con il Comitato di Bassano. Il Comitato contesta questa ricostruzione, definendola «un’affermazione semplicemente falsa», e sostiene di aver richiesto più volte un confronto pubblico. «In tutte le sedi, pubblicamente attraverso gli organi di informazione e privatamente con comunicazioni istituzionali – da ultimo anche con una mail indirizzata alla Consigliera regionale Martini – abbiamo chiesto un confronto pubblico con chi sostiene il progetto del Tribunale della Pedemontana. A quella richiesta non è mai stata data alcuna risposta», si legge nel documento.
Da qui l’invito rivolto direttamente al primo cittadino bassanese: «Se oggi il Sindaco Nicola Finco ritiene davvero utile un confronto, non deve fare altro che indicare luogo e data. Il Comitato sarà presente».
Secondo il Comitato, il confronto dovrebbe concentrarsi anche su elementi tecnici e dati concreti: carichi di lavoro, geografia giudiziaria, costi, organici e interesse dei cittadini. «Una riforma della giustizia si valuta sui dati e non sugli slogan», afferma la nota.
Il Comitato evidenzia inoltre una differenza tra le mobilitazioni organizzate nei mesi scorsi a Vicenza, Padova e Treviso e quella di Bassano.
Secondo il documento, le prime sarebbero nate dall’iniziativa degli avvocati e dei rispettivi Consigli dell’Ordine, mentre quella bassanese sarebbe stata «promossa e sostenuta da precise forze politiche».

Un altro passaggio del comunicato riguarda la partecipazione del presidente della Provincia di Vicenza, Andrea Nardin, alla manifestazione di Bassano con la fascia istituzionale.
Il Comitato esprime «stupore» per la scelta e la giudica «quanto meno inopportuna», sostenendo che la Provincia debba rappresentare tutti i Comuni del territorio, compresi quelli che hanno espresso posizioni diverse rispetto al progetto.
«La Provincia rappresenta tutti i Comuni del territorio, non soltanto quelli favorevoli al Tribunale della Pedemontana», sottolinea il Comitato, ricordando che sul tema non esisterebbe una posizione condivisa tra le amministrazioni locali. Il Comitato richiama inoltre il passaggio della propria nota in cui afferma di voler continuare la battaglia «non nell’interesse di tre partiti, né di trentadue sindaci ma nell’interesse dei cittadini delle provincie interessate e della qualità del servizio giustizia ».Il gruppo richiama inoltre le posizioni espresse da molti sindaci, secondo cui il progetto rischierebbe di indebolire ulteriormente il Tribunale di Vicenza, già alle prese con difficoltà legate agli organici. Da qui l’interrogativo contenuto nella nota: «Viene spontaneo chiedersi se il Presidente della Provincia abbia scelto di rappresentare l’intera comunità provinciale oppure soltanto una parte di essa».

Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale vicentino Raffaele Colombara, che parla di due errori distinti: uno istituzionale e uno politico. Al centro della sua critica c’è proprio l’utilizzo della fascia istituzionale da parte del presidente della Provincia.
«Ieri il presidente della Provincia di Vicenza, Andrea Nardin, ha indossato la fascia tricolore, simbolo di tutti i 113 Comuni della provincia, per schierarsi in un flash mob a sostegno del Tribunale della Pedemontana», scrive Colombara. Secondo il consigliere, il presidente della Provincia avrebbe dovuto esercitare il proprio ruolo istituzionale con equilibrio: «Nardin non è il sindaco di Bassano, che legittimamente difende gli interessi del proprio Comune: è il Presidente di tutti i vicentini».
Colombara aggiunge: «Se vuole manifestare per Bassano, lo faccia da cittadino: si tolga la fascia, perché quella non è sua, è di tutti noi».
Il consigliere richiama poi alcuni elementi a sostegno della propria posizione, sostenendo, sempre secondo la sua valutazione, che 62 Comuni su 113 siano «quantomeno scettici sul nuovo tribunale», insieme agli Ordini degli avvocati di Vicenza, Padova e Treviso, all’ANM e alla dirigenza di Tribunale e Procura.
Colombara contesta inoltre il richiamo a vecchi atti provinciali, ritenendoli superati dalle forti criticità attuali, tra cui le pesanti scoperture degli organici (pari al 49,65% al Tribunale e al 48% alla Procura). Secondo la posizione del consigliere, l'applicazione del Ddl Nordio rischierebbe inoltre di provocare un ulteriore indebolimento del Tribunale di Vicenza a causa del drenaggio di personale a favore delle nuove sedi. Per Colombara, infatti, «il Tribunale di Vicenza non è il tribunale del capoluogo: è il presidio giudiziario di tutta la provincia».

La discussione sul Tribunale della Pedemontana resta aperta.
Dopo le dure prese di posizione del Comitato e del consigliere Colombara, la palla passa ora direttamente al sindaco di Bassano, Nicola Finco, chiamato a decidere se accogliere l'invito per il confronto pubblico richiesto.

New

Notizie flash sul tuo smartphone

Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.

Tribunale della Pedemontana

Politica

Tutti per il Tribunale: sindaci, categorie e cittadini fanno muro in via Marinali

Flash mob ad alta tensione politica davanti alla Cittadella della Giustizia. Finco lancia il guanto...

10 lug 2026

Politica

Tribunale della Pedemontana, Rosà e Cartigliano attaccano i contrari alla riapertura

L'amministrazione rosatese denuncia «riposizionamenti politici». Il sindaco Racchella rilancia il...

09 lug 2026

Attualità

Giustizia, Donazzan firma il pressing sul Tribunale della Pedemontana: "Patto di coalizione, ora i fatti"

L'eurodeputata di FdI difende la nuova sede di Bassano all'esame della Camera: "Nessun danno per...

06 lug 2026

ADS
ADS

Più visti