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Massimiliano Cavallo

Massimiliano Cavallo
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Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»

Pregiudizi da cancellare, parchi pieni di bambini e una comunità che si rimbocca le maniche. Viaggio oltre le etichette per scoprire la vera anima del quartiere

Pubblicato il 02 ago 2026
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Per anni è stato etichettato come il "Bronx" di Bassano del Grappa, un quartiere difficile, segnato da problemi di sicurezza e da una forte concentrazione di residenti stranieri.
Oggi, però, la realtà di Rondò Brenta appare diversa. A raccontarlo è Nunzia Attianese, presidente del comitato di quartiere, che respinge con decisione l'immagine di un rione degradato e rivendica il percorso di crescita compiuto negli ultimi anni grazie alla collaborazione con il Comune e all'impegno dei residenti. 
«Il Comune c'è sempre stato – spiega Attianese –. Se abbiamo bisogno risponde e abbiamo instaurato un rapporto di collaborazione molto positivo». Un dialogo che, secondo la presidente, ha permesso di realizzare diversi interventi di riqualificazione: dai nuovi giochi nei parchi all'orto dedicato ai bambini, passando per la manutenzione delle aree verdi e degli spazi pubblici. 

Il nuovo parco giochi di Rondò Brenta. ( Foto Bassanonet.it )

Se in passato Rondò Brenta aveva effettivamente attraversato anni complicati, oggi la presidente invita a guardare oltre gli stereotipi.
«È vero che anni fa veniva chiamato il Bronx, ma oggi non è più così. Non bisogna etichettare il quartiere come malfamato». Pur riconoscendo la presenza di alcune situazioni delicate e di persone sottoposte anche a controlli delle forze dell'ordine, Attianese sottolinea come gli interventi siano tempestivi e come la percezione di sicurezza tra i residenti sia decisamente diversa da quella che spesso emerge dall'esterno. 
La conferma arriva anche dalla quotidianità: «I parchi sono sempre pieni di famiglie e bambini. Qui i ragazzi possono uscire e giocare tranquillamente». 
Rondò Brenta rimane uno dei quartieri con la più alta presenza di cittadini stranieri della città. Un dato che, però, viene letto come una sfida da affrontare attraverso l'inclusione piuttosto che come un problema.

Il comitato organizza numerose iniziative coinvolgendo residenti di ogni nazionalità. La tradizionale Festa di Primavera è l'esempio più significativo: ogni famiglia porta un piatto tipico del proprio Paese da condividere con gli altri, trasformando la giornata in un momento di incontro tra culture diverse. 
Non mancano le difficoltà, soprattutto linguistiche. «A volte chi arriva da poco non parla italiano e tende a isolarsi, ma cerchiamo sempre di coinvolgere tutti, anche traducendo i messaggi in più lingue grazie all'aiuto delle mamme che partecipano alle attività», racconta Attianese. Secondo la presidente non si tratta tanto di uno scontro culturale quanto della necessità di creare occasioni di conoscenza reciproca. 
Un ruolo importante è svolto dal centro socio-ricreativo, che propone attività educative e di sostegno allo studio per bambini e ragazzi, contribuendo a mantenere vivo il quartiere durante tutto l'anno. 

Capitolo a parte riguarda la scuola primaria di Rondò Brenta. Il problema principale è il calo delle iscrizioni, che ha impedito l'avvio della nuova classe prima, mentre l'asilo, grazie all'indirizzo montessoriano, continua ad attirare famiglie anche da altri quartieri e comuni limitrofi. Secondo quanto riferito dalla presidente, il futuro della scuola potrebbe essere legato a un progetto di rilancio sempre in chiave montessoriana, anche se al momento non ci sono decisioni definitive. 
I problemi non sono del tutto scomparsi. Tra quelli più sentiti figurano gli episodi di inciviltà legati all'abbandono dei rifiuti nei cestini dei parchi e nell'area dell'isola ecologica.
«È la criticità principale del quartiere», spiega Attianese, ricordando però che il Comune utilizza le telecamere di sorveglianza e che per chi abbandona rifiuti sono già arrivate, e continueranno ad arrivare, sanzioni particolarmente pesanti. 
Se per bambini e famiglie le iniziative non mancano, la presidente individua una lacuna importante nell'offerta dedicata agli anziani.
Oggi vengono organizzati principalmente appuntamenti come la tombola, ma manca un luogo stabile di aggregazione. L'idea del comitato è quella di realizzare un piccolo bar o uno spazio ricreativo simile a un centro bocciofilo, dove gli anziani possano incontrarsi durante la giornata. «Noi siamo anche disponibili a mettere a disposizione la sede e le chiavi, ma finora non abbiamo ricevuto risposte concrete», afferma Attianese, auspicando che il progetto possa trovare sostegno in futuro. 

Il messaggio finale della presidente è chiaro: Rondò Brenta non pretende di essere un quartiere perfetto, ma chiede di essere raccontato per ciò che è oggi, senza fermarsi a un'immagine ormai superata. «Il rispetto porta rispetto. È su questo principio che vogliamo continuare a costruire il futuro del quartiere». 

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