Attualità
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Bassano e Bardolino corrono in parallelo. La candidatura strategica diventa un caso politico...
26 giu 2026
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Pubblicato il 26 giu 2026
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La scelta di presentare due candidature venete alla corsa per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2029 era destinata, inevitabilmente, a suscitare discussioni e qualche malumore. A far discutere, nel panorama politico regionale, è stata soprattutto la genesi della seconda candidatura: la mozione a favore di Bardolino è stata infatti presentata da Alberto Bozza, capogruppo di Forza Italia, e sostenuta Matteo Pressi capogruppo del gruppo consiliare Stefani Presidente (Lega). Un’iniziativa maturata mentre Bassano del Grappa aveva già avviato il proprio percorso verso il riconoscimento nazionale.
L’ingresso di Bardolino nel confronto apre così un dibattito politico sul quale il centrodestra regionale è chiamato a trovare una sintesi che, almeno finora, non sembra essersi concretizzata.
Le legittime aspirazioni dei singoli territori si confrontano con l’esigenza di presentare una proposta condivisa e riconoscibile a livello nazionale. La presenza di due candidature concorrenti all’interno della stessa maggioranza di Palazzo Ferro Fini rischia infatti di indebolire la capacità del Veneto di proporsi con una visione unitaria davanti alle commissioni ministeriali, riportando al centro dinamiche campanilistiche e differenti sensibilità.
Maria Di Pino, segretaria PD Bassano del Grappa
Riceviamo e pubblichiamo, di seguito, la nota ufficiale diffusa dal Partito Democratico di Bassano del Grappa:
La corsa in solitaria di Bardolino per la nomina a “Città della Cultura 2029”, dopo la già nota candidatura di Bassano, accende i riflettori sulle divisioni interne al centrodestra, che si spostano ora sul terreno della cultura trasformando una potenziale vetrina di eccellenza per l'intera regione in un querelle che ha tutta l'aria di una battaglia interna.
“L'annuncio della candidatura del Comune di Bardolino e la richiesta del voto in Regione a sostegno di due candidature rivela l'incapacità della maggioranza di centrodestra che governa la Regione di superare logiche di campanile in nome di una visione strategica unitaria, che sia capace di convergere su un’unica proposta per catalizzare l’attenzione nazionale - dichiara Maria Di Pino, Segretaria del PD cittadino, che prosegue - È una scelta che, inevitabilmente, indebolirá le chance del Veneto presentando alle commissioni ministeriali un territorio diviso, dove le logiche (e le beghe) di partito, il campanilismo e le rivalità prevalgono sul bene comune”.
Un'occasione persa di lasciar fare alla cultura il suo compito: quello di unire, superare le distanze, parlare il proprio linguaggio universale.
Valori che invece erano stati riconosciuti dal consiglio comunale cittadino, che si era espresso a favore della candidatura di Bassano all’unanimitá, riconoscendo il valore del progetto, e che continua a lavorare insieme per portare avanti la candidatura.
Quello della maggioranza regionale è invece un atteggiamento miope che i cittadini e gli operatori culturali del Veneto e di Bassano non meritano.
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