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Massimiliano Cavallo

Massimiliano Cavallo
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Attualità

Bassano-Bardolino per la Cultura 2029: i dati del turismo aprono il confronto veneto

Oltre 2,5 milioni di presenze sul Garda contro le 189 mila del Bassanese. Il 23 settembre la consegna dei dossier al Ministero

Pubblicato il 05 ago 2026
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Il parallelo nasce dai dati ufficiali del Sistema Statistico Regionale del Veneto relativi al 2025, l'ultimo anno solare interamente consolidato disponibile per mettere a confronto in modo omogeneo i due territori. Il 2026, ancora in corso, sarà oggetto di una successiva analisi sulla base dei dati definitivi: per questa fotografia vengono quindi utilizzati gli ultimi dati annuali completi disponibili.
Prima di analizzare i numeri è però necessario chiarire un punto fondamentale: non si tratta di una classifica e non si vuole stabilire quale candidatura sia più forte. La corsa alla Capitale Italiana della Cultura 2029, infatti, non verrà decisa dai flussi turistici, ma dalla qualità del progetto culturale, dalla capacità di costruire una visione di sviluppo, dalla sostenibilità economica e dal coinvolgimento del territorio.
Abbiamo scelto di utilizzare i dati sul turismo come primo indicatore di confronto non per misurare il valore culturale delle due città, ma per fotografare la "carta d'identità" economica e logistica da cui muovono le due uniche candidate ufficiali del Veneto. I flussi servono quindi esclusivamente a raccontare il contesto di partenza di due realtà profondamente diverse: una superpotenza turistica internazionale già affermata e una città d'arte che punta sulla forza della propria identità culturale.

I report regionali 2025 evidenziano due modelli opposti. Decisiva la valutazione della commissione ministeriale sui dossier. ( Foto Bassanonet.it )

Dopo la presentazione delle manifestazioni di interesse, il percorso verso la Capitale Italiana della Cultura 2029 entra nella fase centrale. Le candidature dovranno presentare entro il 23 settembre 2026 il dossier definitivo, nel quale saranno indicati il programma culturale, le strategie di sviluppo, il coinvolgimento delle comunità locali, la sostenibilità economica e gli obiettivi di lungo periodo.
I progetti saranno successivamente valutati dalla commissione di esperti nominata dal Ministero della Cultura. La proclamazione della città vincitrice è prevista entro marzo 2027.
Per comprendere la cornice da cui muovono le due contendenti, assumiamo come indicatore di riferimento i dati ufficiali del Sistema Statistico Regionale del Veneto relativi al 2025.

Il Comune di Bardolino si conferma una delle macchine turistiche più potenti e strutturate della regione, con oltre 513 mila arrivi e 2,5 milioni di presenze annue. Un impero vacanziero sorretto in gran voce dal mercato internazionale (che sfiora il 90% dei pernottamenti), con la Germania da sola a fare la parte del leone con oltre un milione e trecentomila presenze, seguita a distanza da Paesi Bassi, Regno Unito, Austria e Danimarca. Una destinazione matura che partecipa alla candidatura come comune capofila del sistema territoriale del Lago di Garda, con l'obiettivo di dimostrare come una grande destinazione turistica possa integrare i propri flussi con una proposta culturale legata al paesaggio, alla storia del lago, alle tradizioni locali e al patrimonio del territorio.

Bassano del Grappa risponde con un modello completamente differente, a misura di città d'arte. Nel 2025 ha registrato quasi 95 mila arrivi e circa 189 mila presenze complessive tra strutture alberghiere ed extra-alberghiere.
Il dato più interessante è l'equilibrio quasi perfetto tra pernottamenti italiani (circa il 50%) e stranieri, una caratteristica che distingue Bassano dalle destinazioni a prevalente vocazione internazionale e che rispecchia il modello delle città d'arte. Tra i principali mercati stranieri figurano Germania e Austria, mentre risultano significativi anche i flussi provenienti da Stati Uniti e Cina, mercati di particolare interesse per una città a vocazione culturale.
La permanenza media più contenuta rispetto alle località lacustri riflette una prevalenza di turismo culturale, storico, escursionistico e di prossimità. La candidatura bassanese punta sulla valorizzazione di un patrimonio che comprende i Musei Civici, i capolavori legati a Jacopo Bassano e Antonio Canova, il Ponte, la tradizione della stampa Remondini, Palazzo Sturm e l'Operaestate Festival Veneto.
Un elemento distintivo riguarda anche il metodo di costruzione del dossier. Attraverso la "Call for Ideas" promossa dall'Amministrazione comunale sono state raccolte 87 proposte progettuali provenienti da associazioni, cittadini, operatori culturali e realtà del territorio. I contributi emersi dai tavoli di lavoro, dagli incontri con Agenda Giovani e dalle proposte spontanee della comunità hanno riguardato temi come la rigenerazione degli spazi, l'accessibilità, il coinvolgimento delle nuove generazioni, la valorizzazione del patrimonio e il rapporto tra cultura e sviluppo economico.
Come dichiarato dal sindaco Nicola Finco, l'obiettivo è costruire «non un libro dei sogni, ma un progetto concreto e autentico», capace di rappresentare l'identità della città e indicare una direzione di sviluppo per il futuro.

I dati ufficiali del 2025 raccontano quindi due condizioni di partenza differenti e di una sfida che richiama, con le dovute proporzioni, la suggestione del racconto di Davide e Golia: da una parte la forza dei grandi numeri e di una macchina turistica già affermata, dall'altra la capacità di una città di trasformare identità, cultura e partecipazione in una visione di futuro.
Ma nella competizione culturale le dimensioni non sono l'unico elemento decisivo. I numeri raccontano il punto di partenza. Saranno la qualità dei progetti, la solidità della visione proposta e la valutazione della commissione ministeriale a stabilire quale candidatura riuscirà a emergere nella corsa nazionale verso il 2029.

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