Ultimora
15 Feb 2026 19:57
Il Parma batte il Verona all'ultimo respiro, pari tra Cremonese e Genoa
15 Feb 2026 18:07
Calcio: il Verona in silenzio stampa per protesta contro l'arbitro
15 Feb 2026 17:38
Il Parma brucia il Verona nel recupero, la risolve Pellegrino
15 Feb 2026 17:36
A Venezia il 16 febbraio le maschere dei Carnevali della tradizione
15 Feb 2026 16:50
Valanga sul Monte Baldo, tre scialpinisti si mettono in salvo
15 Feb 2026 23:37
Milano Cortina: gli azzurri in gara il 16 febbraio. C'è Arianna Fontana
15 Feb 2026 23:28
La Roma sfiora il colpaccio al Maradona, la doppietta di Malen non basta CRONACA e FOTO
15 Feb 2026 22:30
In campo Napoli-Roma 2-2 CRONACA e FOTO
15 Feb 2026 22:13
Urla 'free Palestine' a israeliani in store Milano Cortina, polemiche
15 Feb 2026 21:50
Le misure di sicurezza per don Patriciello saranno aumentate
Redazione
Bassanonet.it
Special report
Il Deserto dei Berici
Serve davvero un “Tribunale di prossimità” come chiede Bassano? La giustizia è sempre più telematica, c’è sempre meno bisogno di andare fisicamente in Tribunale e al Tribunale di Vicenza le cancellerie (e non solo) si sono svuotate
Pubblicato il 31-01-2025
Visto 10.914 volte
Rieccolo qua, in tutta la sua enormità e brutalismo architettonico: il Tribunale di Borgo Berga a Vicenza.
Ci sono stato per la verità poche volte, anche perché non è una meta segnalata dalle guide del Touring Club.
E tutte le volte che ci sono stato, fino a qualche anno fa, mi aveva sempre colpito il frenetico viavai di gente nel grande atrio di ingresso e nei corridoi delle varie sezioni, un formicaio alla ricerca dei rispettivi formichieri.
Il corridoio della cancelleria civile del Tribunale di Vicenza (foto Alessandro Tich)
Diversamente dal passato, dove ci andavo con la Tv al seguito di qualche notizia importante di giudiziaria, questa volta mi avventuro a Borgo Berga di mia iniziativa e per tutt’altro motivo.
Faccio infatti questa incursione in territorio “nemico” per verificare sul campo quanto sia valido il dibattuto argomento - direttamente legato al Tribunale della Pedemontana - della cosiddetta “giustizia di prossimità”, autentico mantra dei sostenitori del progetto bassanese, e di conseguenza della effettiva necessità di recarsi “fisicamente” al palazzo di giustizia, meglio se per l’appunto “prossimo” ovvero vicino a casa.
Lo faccio anche pungolato dalle recenti notizie arrivate dall’inaugurazione dell’Anno Giudiziario a Venezia, che hanno rilanciato la voce sull’argomento dei magistrati e degli avvocati.
I quali hanno sottolineato per l’ennesima volta come la giustizia sia ormai entrata “in un’era di dematerializzazione degli atti, di condivisi collegamenti da remoto e di riduzione dei casi di presenze fisiche indispensabili”, come ha affermato il presidente della Corte d’Appello di Venezia Carlo Citterio.
In altre parole, quella di oggi è sempre più una giustizia online, gestita per via telematica, tale da rendere inutile l’istituzione di un nuovo Tribunale pieno di stanze per accogliere in presenza i cittadini del territorio.
Ma la giustizia sarà davvero “smart” (dal punto di vista tecnologico) come viene raccontata? E davvero i Tribunali sono diventati dei luoghi dove i casi che richiedono “presenze fisiche indispensabili” delle parti in causa o dei fruitori dei servizi giudiziari sono sempre più ridotti?
Per constatarlo di persona, mi reco al Tribunale di Vicenza in un giorno di metà settimana (mercoledì 29 gennaio) e in un classico orario di punta per il lavoro degli uffici giudiziari, dalle 11 e mezza a mezzogiorno e passa.
Ed è stato così, egregi lettori, che il vostro umile cronista nonché esploratore in terra vicentina ha scoperto il Deserto dei Berici.
Il primo impatto con il vuoto cosmico, o quasi, è proprio il grande atrio di ingresso del Tribunale di Vicenza che ho citato prima.
Al posto del formicaio di un tempo ci sono solo poche figure di passaggio, in gran parte avvocati, mentre fuori dall’ingresso un gruppo di “utenti” del Tribunale attende di poter entrare: sono meno di dieci persone.
Una cosa che non avevo visto negli anni delle mie non frequenti frequentazioni del palazzo di giustizia del capoluogo è un tabellone digitale collocato su una parete vicino all’entrata.
È il tabellone delle udienze di giornata in programma nella Sezione Civile.
Sul menù in alto sono indicati i nomi dei giudici, sotto ciascun nome il numero dell’aula dove quel giudice tiene le udienze e sotto ancora gli orari delle stesse, con il numero di iscrizione a ruolo e l’anno di inizio di ciascuna causa.
E qui già mi sorprendo: delle 34 udienze (le ho contate sulla foto che ho scattato e che vedete pubblicata sotto) indicate sul tabellone, la stragrande maggioranza, e cioè 22, riguardano cause iniziate nel 2024. Due udienze sono inoltre riferite a procedimenti iscritti a ruolo addirittura nel 2025, e siamo a gennaio.
È un indicatore di “tempi lunghi della giustizia” che si riducono e di un Tribunale di Vicenza che sta facendo passi da gigante nello smaltimento dell’arretrato giudiziario.
Al piano inferiore del Tribunale c’è la Sezione Penale, il luogo certamente meno simpatico, e non solo per il tipo di cause che tratta, di un complesso edilizio già poco piacevole per conto suo.
Del resto, mi dicono che chi ha progettato il palazzone di Borgo Berga era un esperto di edilizia carceraria: ci sarà un perché.
Al mio arrivo da viandante bassanese nei meandri del Penale, introdotti da un ampio atrio con colonne, senza anima viva, sono in corso due udienze.
Le aule che le ospitano sono anche gli unici due spazi della Sezione da cui in quel momento partono segnali di vita sulla Terra: tutto il resto è un ovattato silenzio nella penombra del piano interrato.
Ma è la Sezione Civile, sviluppata nei tre piani superiori e dove si concentra la maggior parte dell’attività giudiziaria ordinaria rivolta al cittadino, il comparto del palazzo di giustizia in cui il Deserto dei Berici raggiunge la sua massima estensione.
Uno sfollamento degli uffici che viene reso possibile grazie proprio alla dematerializzazione degli atti e delle pratiche evase in modalità telematica.
Sono le procedure di una giustizia “a distanza” e su piattaforma digitale che fa ormai parte del quotidiano e che nella maggior parte dei casi non rende più necessaria la presenza fisica in Tribunale dei cittadini-utenti.
Leggere i cartelli indicatori della Sezione Civile è un po’ come sfogliare in velocità un Bignami di Giurisprudenza.
Volontaria giurisdizione, giudice tutelare, lavoro e previdenza, famiglia, successioni, atti notori, contenzioso, fallimenti, esecuzioni mobiliari e immobiliari, decreti ingiuntivi, eccetera eccetera.
Qui c’è la summa di tutte le questioni e purtroppo anche problemi di carattere giudiziario che possono incorrere nella vita quotidiana.
Corridoi di qua e di là, a destra e sinistra. Presenza fisica di persone che non siano impiegati del Tribunale: zero.
L’unica zona dove c’è un po’ di gente seduta ad aspettare (e che ovviamente non posso fotografare per la privacy), a occhio una ventina di persone tra parti in causa e avvocati, è il corridoio C, al primo piano, adibito alle cause civili.
Ma è la classica eccezione che conferma la regola.
Mi reco quindi alla cancelleria civile, che come in ogni Tribunale è sempre stata un punto focale di “incontro” tra il cittadino, volente o nolente, e l’organizzazione giudiziaria.
Qui si richiedono e rilasciano copie di atti e provvedimenti, si gestisce la documentazione delle attività giudiziarie e la custodia degli atti, e così via.
Eppure nell’area della cancelleria civile, in giorno infrasettimanale e in orario di punta, non c’è proprio nessuno: la quintessenza del vuoto assoluto.
Attenzione: questo non vuol dire che siano vuoti anche gli uffici.
Le porte sono aperte e dentro ogni stanza della cancelleria, come in tutte le stanze davanti alle quali sono passato nel resto del palazzo, c’è almeno un funzionario giudiziario o amministrativo seduto al computer.
Ad essere totalmente vuoto è quello che una volta era il corridoio di attesa per il pubblico, quando gli atti giudiziari venivano depositati o ritirati a mano e il pubblico in presenza era talmente numeroso, come mi rivelano gli addetti ai lavori, da rendere necessario l’utilizzo di un eliminacode.
Ora non serve più: le code, e non solo quelle, sono state eliminate per sempre.
Bye Bye Borgo Berga, vado alla conclusione.
Oggi non solo gli uffici giudiziari, ma un po’ tutti gli attori del sistema della giustizia stanno abbracciando le grandi opportunità operative offerte dall’era digitale.
Prova ne sia anche il sempre più frequente ricorso alle udienze in collegamento audiovisivo a distanza e anche - laddove non ci sia necessità di dibattimento o di escussione di testimoni - alle cosiddette udienze cartolari, con lo scambio telematico di note scritte che consente all’avvocato di seguire una causa in qualsiasi Tribunale d’Italia, isole comprese, senza mai mettervi piede.
È insomma una giustizia che sta andando progressivamente non solo verso la dematerializzazione degli atti, ma anche dell’utenza.
Per cui a questo punto mi chiedo: serve davvero, anche e soprattutto in prospettiva, un “Tribunale di prossimità” come richiede e vuole Bassano del Grappa, volendo di fatto ricreare le condizioni di una giustizia “analogica” pre-2012?
E ponendo anche il caso che il Governo accenda il semaforo verde per la partenza del Tribunale del circondario pedemontano, si tratta veramente di un servizio indispensabile per il cittadino che vi abita nelle vicinanze?
O sarebbe solamente una facilitazione per gli avvocati del Bassanese e dintorni in termini di chilometri da percorrere con l’auto per andare al palazzo di giustizia?
Mi dispiace scriverlo perché per anni e anni - e ne fa fede l’archivio degli articoli dedicati all’argomento su Bassanonet - ho seguito e anche giornalisticamente sostenuto prima la causa della non chiusura e poi quella della riapertura del Tribunale di Bassano, successivamente evolutasi nel progetto allargato di istituzione del Tribunale della Pedemontana.
Ma la mia onestà intellettuale, una dote che penso di non avere mai gettato alle ortiche, oggi mi impone di ripensare la questione in termini meno bassanocentrici e più aderenti alla realtà delle cose.
Il 16 febbraio
- 16-02-2024Action, please
- 16-02-2024News per tutti
- 16-02-2024El mondo roverso
- 16-02-2023AmarCovid
- 16-02-2023Un’autentica impresa
- 16-02-2023Arancio Meccanico
- 16-02-2021Quei ragazzi del 2021
- 16-02-2020La Grande Pochezza
- 16-02-2018Spalle al muro
- 16-02-2017PD, o Programma Disatteso
- 16-02-2017L'isola d'Elba
- 16-02-2017Il Blitz Nervoso
- 16-02-2017Bassano, ex agente assicurativo tassato sui proventi illeciti
- 16-02-2016Novità in Caserma
- 16-02-2015“La vita di un uomo”
- 16-02-2015Tempio Ossario, missione a Roma per la riapertura
- 16-02-2015Personale carente al San Bassiano. M5S: “Chiediamo chiarezza e contromisure adeguate”
- 16-02-2014C'è posta per te
- 16-02-2013Cimatti bis, il chiarimento del sindaco
- 16-02-2012Il parcheggio “Le Piazze” affidato alla Sis
- 16-02-2012“A Romano l'IDV ha aperto la caccia alle streghe”
- 16-02-2012Come ti risparmio l'anidride carbonica
- 16-02-2011Il “Big Mac” indigesto
- 16-02-2011Multato alle Poste...il furgone postale
- 16-02-2010“Per l'Europa è necessario il potenziamento della Ferrovia in Valsugana”
- 16-02-2009Morì per l'amianto: continua il processo
- 16-02-2009E' Carnevale!
- 16-02-2009Una firma per salvare l'Astra
- 16-02-2009La "Festa dell'Olio Nuovo" per rilanciare Angarano
Più visti
Attualità
11-02-2026
Giorno del Ricordo: Bassano del Grappa commemora le vittime delle foibe in via Vittorelli
Visto 14.702 volte
Geopolitica
09-02-2026
La questione della leva militare al centro del dibattito europeo
Visto 9.418 volte
Attualità
09-02-2026
Bassano Impresa: nasce l’Osservatorio strategico per il territorio
Visto 9.224 volte
Sociale
10-02-2026
Bassano del Grappa, il cuore della solidarietà: raccolti 11.600 euro per la ricerca e il sociale
Visto 7.588 volte
Geopolitica
13-02-2026
Etiopia – Eritrea: l’escalation riporta lo spettro della guerra
Visto 6.745 volte
Spettacoli
13-02-2026
Andrea Pennacchi conquista Bassano: la narrazione tra satira, prosa e rock
Visto 6.252 volte
Attualità
01-02-2026
Bassano apre la strada: nasce il primo “4+2” completo d’Italia
Visto 22.955 volte
Attualità
31-01-2026
Mercato di Bassano: tra i "buchi" delle bancarelle e il gelo dei consumi
Visto 16.220 volte
Attualità
30-01-2026
Bassano inaugura l’Ospedale di Comunità: nuove cure intermedie per il territorio
Visto 16.219 volte
Attualità
05-02-2026
Segantini a Bassano: il gran finale tra promozioni e aperture serali
Visto 16.044 volte
Attualità
11-02-2026
Giorno del Ricordo: Bassano del Grappa commemora le vittime delle foibe in via Vittorelli
Visto 14.702 volte
Attualità
02-02-2026
Polizia Locale, inizia l’era Berti: nuovo comandante in servizio
Visto 14.118 volte
Attualità
31-01-2026
Bassano del Grappa candidata a Capitale Italiana della Cultura 2029
Visto 12.618 volte






