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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
È un Baido d’altri tempi
Talento & sacrificio a piene mani. Jaconi: “I ragazzi stanno iniziando a capire cosa serve per giocare in C1”. Crocetti: “Contento per i rientri di Caciagli e Guariniello”.
Pubblicato il 13 set 2010
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Quando al 90’ della sfida tra Bassano e Sorrento Alessandro Beccia è stato incaricato di calciare un’invitante punizione dalla trequarti deve aver sentito su di sé lo sguardo torvo di Osvaldo Jaconi. Il perché è presto spiegato: prima giornata, un Bassano orgoglioso aveva recuperato due gol alla Spal e poteva giocarsi, in pieno recupero, una golosa punizione dal limite dell’area. Sul pallone si posizionò Beccia ma la sua conclusione si rivelò un confettino e tanti saluti alle speranze di pareggiare. Il martedì successivo, davanti a tutti i compagni, il tecnico trapiantato a Civitanova estrasse dal suo inimitabile cilindro personale una specie di parabola: “Quando agli sgoccioli di una partita del genere, in cui tutti hanno sputato sangue e il risultato è comunque penalizzante, capita un’occasione simile e qualcosa deve succedere. Bisogna calciare con tanta di quella rabbia in corpo che la palla stessa deve avvelenarsi a tal punto che se una vipera tentasse di morderla dovrebbe cadere stecchita. Quel pallone lì alla minima deviazione, tanto dev’essere carico d’ira, che deve schizzare in rete”. A queste parole molto probabilmente Beccia dev’essere arrossito un po’ e le avrà senz’altro marchiate a fuoco nella mente. Beh al 90’ di Bassano-Sorrento c’era l’opportunità di lasciare il segno e Beccia stavolta ha calciato alla perfezione. Tanto più che nel cuore dell’area si trovava un “piccoletto” che qualcuno lassù aveva indicato quale predestinato del match: Raffaele Baido. Il trequartista fin dalle battute iniziali aveva fatto intendere che non avrebbe lasciato il terreno di gioco senza lasciare il segno: due grandi fughe fermate da fuorigioco molto dubbi, un doppio passo a velocità pazzesca per lasciare sul posto Di Nunzio, scambi di prima per inserimenti fulminei, falli subiti e rincorse a perdifiato per inseguire il portatore di palla avversario. Talento&sacrifico, un binomio di sicuro successo. Baido per novanta e più minuti ha messo in campo un “cuore matto” d’altri tempi e la doppietta, suggellata dal boato del “Mercante”, con la quale ha regalato al Soccer Team la prima vittoria in C1, è un premio strameritato: “Una felicità immensa – sorride il diretto interessato –. E dire che dopo il primo gol avevo anche pensato che se ne avessi segnato un altro sarei andato a baciare la maglia davanti ai nostri tifosi. Così è stato, un’emozione grandissima, l’esplosione di gioia della gente mi fa ancora venire i brividi, questa maglia e questo pallone verranno di sicuro a casa con il sottoscritto”. Ma Baido al centro dell’attenzione vuole starci non più del gusto: “La vittoria è arrivata grazie al grande sacrificio di tutti. Questi tre punti ci rinfrancano per l’impegno, l’ardore e la passione che ci stiamo mettendo giorno dopo giorno e per gli esiti poco felici delle precedenti uscite. Siamo di fronte ad un risultato di prestigio che ci fa schizzare alle stelle il morale e la voglia di continuare a lottare. Sono assolutamente convinto che con questo spirito possiamo toglierci altre belle soddisfazioni”. Insomma non cambiate canale, ne vedrete delle belle.
L’Osvaldo (quasi) gioioso. “Che bella vittoria eh”! Mister Jaconi può finalmente commentare un successo che rappresenta una specie di coca-cola ghiacciata con una spruzzata di limone d’Amalfi al termine di una corsa campestre nel deserto. Non che l’incontro con i rossoneri di Simonelli potesse essere considerato l’ultima spiaggia però è innegabile che una serie di risultati negativi, alla lunga, avrebbero inciso negativamente sullo stato psicologico della sua truppa: “Il successo con il Sorrento è indubbiamente importante perché ci farà maturare più in fretta e lavorare con maggior serenità. Di fronte c’era una squadra molto tecnica, agguerrita, composta da giocatori che hanno giocato dei campionati da titolari in serie B e che ha scelto di non schierare gli under. Insomma una sfida impari che ci ha insegnato che dove non si arriva con la tecnica si arriva con il cuore e la volontà. Un altro aspetto fondamentale è che i ragazzi stanno incominciando a capire non tanto ciò che vuole il loro allenatore ma piuttosto quello che il campionato richiede, quali prerogative che servono per giocare in C1”. Alla fine il mister lancia un nuovo messaggio ai suoi giocatori ma anche all’ambiente: “Con i ragazzi ho parlato molto chiaramente, qualsiasi sia l’esito di un incontro per noi il morale dev’essere sempre alto perché il campionato non si ferma ad aspettare che ci facciamo passare un’eventuale delusione. Sappiamo tutti che questo sarà un campionato di sofferenza, non possiamo pensare di salvarci a febbraio o marzo. Ma sono convito che con un mattoncino alla volta ci arriveremo”.
La grinta di Lorenzo Crocetti (foto Roberto Bosca)
L’ultima parola spetta a Crocetti ed è un pensiero dolce per i compagni, un pensiero da leader: “Vedete questa squadra ha bisogno di 15-16 giocatori e non solo 11 e con il Sorrento c’è stata la riprova. Guariniello e Caciagli sono stati importanti come lo era stato Iocolano a Pagani in un ruolo non suo. Oppure guardate Grillo che dopo tre partite un po’così è stato il migliore insieme a Raffaele. O ancora prendete Mateos che si è allenato a parte per due settimane e in questa vittoria è rimasto in campo tutta la partita. Queste sono le cose che vorrei che il pubblico sottolineasse. Sono tutti ragazzi che stanno dando l’anima per ottenere qualcosa di importante. È un campionato difficile ma noi non ci tiriamo indietro”.
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