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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Bassano, è un debutto stregato
Prima regala tre gol alla Spal poi sfiora una meritata rimonta con una doppietta di Crocetti e altre tre nitide palle gol. Ottima la cornice di pubblico
Pubblicato il 22 ago 2010
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BASSANO – SPAL 2-3
Bassano Virtus (4-4-2): Grillo 4; Lorenzini 7, Basso 6, Pellizzer 6,5, Veronese 5,5 (st 23’ Iocolano 6); Beccia 6, Mateos 5,5, Niada 5,5 (st 1’ Venitucci 6,5), Baido 5,5 (st 31’ Madiotto 6); La Grotteria 5,5, Crocetti 7.
Simone Iocolano all'ultimo minuto di recupero calcia la palla respinta dal portiere su precendete tiro di Madiotto: numero 1 e Battaglia sventeranno sulla linea (foto Roberto Bosca)
A disp.: Grosso, Ghosheh, Martina, Vigo. All.: Jaconi 6.
Spal (4-3-3): Ravaglia 7,5; Ghetti 6,5, Zamboni 6,5, Battaglia 5,5, Rossi 6; Corsi 6 (st 20’ Laurenti 5,5), Coppola 6,5 (st 34’ Bedin 6), Migliorini 6,5; Smit 6,5, Cipriani 6,5 (st 29’ Bortel sv), Fofana 6,5.
A disp.: Capecchi, Rossi, Fabbro, Meloni. All.: Notaristefano 6,5.
ARBITRO: Barbeno di Brescia 5.
RETI: pt 15’ Smit (S), pt 20’ Cipriani (S), st 12’ Fofana (S), st 15’ Crocetti (BV), st 22’ Crocetti
NOTE: spettatori 1500.
Ammoniti: Smit, Mateos, Cipriani, Ghetti, Ravaglia
Espulsi: -.
Angoli: 2-2
Recupero: pt 3’; st. 5’.
Mannaggia la C1. L’impatto è devastante: 60 minuti buoni di profondo oblio, tre gol gentilmente offerti dalla casa e una reazione rabbiosa, una volta che tutto pareva perduto, che solo un vergognoso voltafaccia della Dea Bendata non santifica con quella che sarebbe stata una rimonta da favola. Alla fine si conteranno cinque nette palle gol giallorosse, create e cercate, contro due e mezzo misere mezze occasioni da rete ferraresi. La Spal, lo si sapeva, è una delle formazioni più attrezzate del torneo. Soprattutto dal punto di vista fisico sovrasta nettamente i ragazzi di Jaconi che, tolti La Grotteria e Mateos, concede in tutti i reparti altezza e massa muscolare. L’avvio è talmente prudente che si ha quasi quasi l'impressione che il match non sia neppure iniziato. Ma gli approcci, sebbene così simili, sono profondamente diversi. Da una parte (quella degli ospiti) la perfetta coscienza della categoria, della propria forza, di una temperatura torrida, e quindi di una tenuta atletica non duratura, il tutto permeato da una mentalità già calibrata a puntino. Dall’altra (quella giallorossa) l’approccio è dettato da un misto di timore reverenziale verso categoria e avversari ed emozione evidentemente difficile da controllare per ragazzi che aspettavano da una vita questo momento (sei undicesimi la C1 non l’aveva mai nemmeno sfiorata). La rimontona finale che avrebbe oggettivamente meritato di essere conclusa in toto con il pareggio non dev’essere presa per oro colato seppur pregevole: la Spal ha inconsciamente mollato sentendosi già la vittoria in tasca e, essendo una squadra quasi completamente composta da giocatori fisicamente possenti che hanno bisogno di alcuni match per entrare a regime, ha patito anche un ovvio calo fisico. Per questo il debutto lascia aperti diversi interrogativi che solo le prossime partite potranno svelare: questa squadra ha alternative all’altezza? Alcuni giovani che sarebbero stati delle ottime seconde linee in Seconda Divisione sarebbero in grado di sostenere l’eventuale (incrociando le dita che non capiti) lunga assenza di giocatori importanti? Questi stessi giocatori importanti, che in C2 facevano senza ombra di dubbio la differenza, sono in grado di lasciare un segno decisivo in C1? La maggior struttura fisica media di molte compagini di categoria può essere surrogata o è già segnato un destino di sofferenza spasmodica su ogni palla inattiva? Almeno fino a quando Venitucci potrà reggere i novanta minuti e arriverà ai piedi del Grappa di un gran difensore centrale l’attuale struttura tecnica è destinata a lasciare questi interrogativi.
Le scelte. Il recupero annunciato venerdì di Daniele Niada riesce a tamponare l’emergenza centrocampo che stava per far perdere il sonno anche a un mister scafato come Jaconi. L’altra scelta chiave di giornata è quella di piazzare entrambe i due under obbligatori nel pacchetto arretrato: Lorenzini vince il ballottaggio con Iocolano.
La gara. A far saltare il banco di un primo tempo zeppo di timori ci pensa un erroraccio di Mateos al 15’ che sbaglia, abbastanza clamorosamente, un disimpegno a metàcampo. Ne approfitta Vlado Smit pronto ad allargare per Cipriani che riserve di nuovo Smit che tutto solo la mette sotto l’incrocio. Passano cinque minuti ed ecco l’uno-due micidiale della Spal (con Andrea Basso a bordo campo): nasce tutto da un corner, la palla, inizialmente allontanata, viene rimessa in mezzo, Cipriani è in fuorigioco passivo (?), Coppola raccoglie e mette sulla testa dell’ex bomber del Bologna. Lo stacco è vincente e il Soccer Team si trova con due reti sul groppone. Spal che senza fare grandi cose si trova sul 2 a 0 e con una gara tutto sommato facile da gestire. E il Bassano? Nulla.
C’è assoluto bisogno di personalità e coraggio, Jaconi non aspetta neanche un minuto e nell'intervallo toglie Niada e mette il neo arrivato Venitucci. Il risultato è un Bassano più intraprendente che pare aver lasciato negli spogliatoi ogni paura. Ma il tutto dura troppo poco. Si sa l’ospitalità calcistica bassanese è rinomata ma mai si sarebbe potuto credere fino a che punto. Vedere per credere il 12’ della ripresa con Fofana che spara da trentacinque metri. Il tiro è centrale eppure, tra l’incredulità generale, finisce in rete per la terza volta con Grillo che sfarfalla da paura. Potrebbe essere la pietra tombale su un incontro mai in bilico ma al 16’ Crocetti, dopo una pennellata di La Grotteria e un colpo di testa di Beccia, sfiora il palo. L’appuntamento con la rete è rimandato solo di pochi secondi. Sul consecutivo corner di Venitucci sbuca la testa dell’attaccante fiorentino che sigla il primo storico gol giallorosso in Prima Divisione. Potrebbe essere il classico gol della bandiera, si trasformerà di lì a breve nel gol della speranza perché è allora che la nave battente bandiera bassanese toglie davvero gli ormeggi e si avvia ad affrontare seriamente il mare. Prima Baido indirizza in rete un cross tagliato di Beccia ma Ravaglia salva da campione vero poi, 20’, si assiste ad un’ apertura magistrale di Venitucci per Lorenzini. Gran cross del terzino, La Grotteria sbuca in area e alza, tutto solo, di pochi centimetri sulla traversa. La formazione ferrarese soffre i traversoni tagliati, arriverà così anche il secondo gol di Crocetti: cross di Baido, gran controllo in area del numero 9 che beffa Battaglia e insacca per la seconda volta. Un minuto più tardi Jaconi toglie Veronese per Iocolano mandando Beccia a fare il terzino. Al 26’ altra occasione nata sulla fascia destra: cross di Lorenzini, Crocetti effettua una finta di corpo che libera La Grotteria. Il Gaucho viene ingenuamente agganciato da Battaglia ma l’arbitro sorvola tra le vibranti proteste del pubblico di casa. Jaconi si gioca l’ultima carta, Madiotto per Baido, mentre gli ospiti pensano più a perdere tempo che a giocare. Il finale è palpitante. L’ultima grande chance capita nell’ultimo dei cinque minuti di recupero concessi dall’arbitro: Madiotto si libera di Ghetti e scarica su Ravaglia, il portiere respinge, il più lesto a calciare è Iocolano ma ancora una volta la Spal si salva con la palla che rimbalza sulla linea. Così i tre punti finiscono in Emilia sebbene il caloroso applauso degli oltre 1100 spettatori di fede giallorossa renda un bel tributo ad un gruppo che avrebbe meritato almeno un pareggio.
Le pagelle.
Crocetti 7. Nel primo tempo soffre insieme a tutta la squadra. Basta che inizino ad arrivare palloni giocabili e lui sigla una doppietta. Ha una voglia matta di consacrarsi in Prima Divisione, chi ben comincia…
Lorenzini 7. Arrivato come signor nessuno si è in breve tempo conquistato una maglia da titolare. È vero che la Spal preferisce prestare più attenzione ad altri elementi giallorossi però i suoi cross sono precisi e alquanto destabilizzanti. Niente male per uno che a fine giugno era a spasso senza squadra.
Pellizzer 6,5. Di fronte aveva un colosso come Cipriani. Lui non sente nulla né pressioni, né emozione e fa la sua sporca figura. Imposta, contrasta, stacca di testa e in un paio d’occasione si prende gli applausi a scena aperta del suo pubblico. L’unica tirata d’orecchi è per quando si ferma a controllare le condizioni dell’avversario con la sfera pericolosamente al limite dell’area. Piccoli bassanesi crescono.
Venitucci 6,5. Fenomenale in alcuni lanci. Rapidissimo palla al piede, visione di gioco e tecnica: questo mancino sarà l'incontrastato padrone del centrocampo giallorosso.
La Grotteria 5,5. Era l’uomo più atteso. Per un’ora abbondante è l’unico giallorosso che può accendere la luce. Finisce presto la benzina e lo paga in termini di lucidità: il suo errore sottoporta grida ancora vendetta.
Grillo 4. Inconcepibile e allucinante il terzo gol subito. Non esente da colpe nemmeno sul secondo. Il vero Grillo non può essere questo.
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