Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 03-08-2011 12:51
in Ambiente | Visto 2.390 volte

Quando la campagna ha sete

E' in pieno svolgimento l'irrigazione nel comprensorio del Consorzio di Bonifica Brenta. Interessati dagli interventi 30mila ettari di terreni. Il presidente Cuman: “Il risparmio idrico è la nostra missione”

Quando la campagna ha sete
Nonostante le temperature non eccezionali, è in pieno svolgimento l’irrigazione nel comprensorio del Consorzio di bonifica Brenta.
Sono interessati 30mila ettari di campagne, grazie alle acque del fiume Brenta veicolate dai canali e dagli impianti del Consorzio. Un’area compresa tra la fascia pedemontana e il Bacchiglione, tra Astico e Muson dei Sassi. Sono coinvolti 54 Comuni, da Bassano del Grappa alle porte di Padova.
Dal 13 luglio le acque del Brenta vengono integrate con quelle provenienti dai bacini del Corlo e del Senaiga, in quanto le portate naturalmente fluenti non erano più sufficienti per garantire l’interezza delle necessità irrigue e per il mantenimento dei minimi deflussi vitali nell’alveo. I due sopra citati bacini costituiscono infatti una preziosa scorta idrica, che viene utilizzata nei momenti di necessità, dosandola giorno per giorno per farla durare il più tempo possibile. In anni normali gli invasi sono sufficienti, ma durante stagioni particolarmente siccitose è successo più volte che essi si esaurissero prima del termine.
Le colture prevalenti nel comprensorio irriguo sono il mais ed il prato stabile, ma esistono anche colture specializzate, vivai, serre ed altro.
Grazie allo scorrimento delle acque nei campi, si incrementa anche la ricarica delle falde sotterranee, il che rappresenta un ulteriore vantaggio.
L’irrigazione si svolge su circa 22mila ettari con i tradizionali metodi ad espansione superficiale e per 8mila ettari con i più moderni sistemi a pioggia.
Proprio quest’anno sono entrati in funzione due nuovi impianti di questo tipo, che coprono 1.400 ettari nei comuni di Romano d’Ezzelino, Cassola e Mussolente, realizzati dal Consorzio grazie a un finanziamento di 7 milioni di euro proveniente dal Ministero delle Risorse Agricole nell’ambito del Piano Irriguo Nazionale. Un’opera molto importante, che comporta notevoli risparmi idrici e che fornisce una tecnologia moderna ed efficace all’agricoltura e al suo indotto, con ricadute benefiche per il territorio.
“Il risparmio idrico è divenuto una vera e propria missione per i Consorzi di bonifica - afferma il presidente del Consorzio, Danilo Cuman - sia in un’ottica di preservazione di un bene primario qual è l’acqua, sia per un più ampio obiettivo di tutela e valorizzazione. Esso è stato ribadito, da ultimo, nella recente legge regionale 12/2009 che ha riformato i Consorzi e che ha dato ulteriore impulso alla loro tradizionale azione a favore del territorio”.

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