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Massimiliano Cavallo

Massimiliano Cavallo
Contributor
Bassanonet.it

Politica

Bassano, minoranze unite contro la giunta

PD, Europa Verde, È il Momento e Bassano Passione Comune tracciano il bilancio a due anni dalle elezioni: «Città in stallo tra i litigi di Lega e FdI»

Pubblicato il 19 ago 2026
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Mai l'estate politica bassanese era stata così viva: tra divisioni interne alla maggioranza, stoccate al vetriolo, video social e accuse di paralisi amministrativa da parte delle minoranze, a due anni esatti dalle elezioni la tensione in città raggiunge livelli di guardia, spingendo i partiti È il Momento, Europa Verde - Bassano per Tutti, Bassano Passione Comune e Partito Democratico a esprimere un giudizio netto sull'amministrazione: «Bassano ostaggio delle divisioni della maggioranza».
Nelle loro prese di posizione, le opposizioni parlano di «evidenti spaccature su temi cruciali» e di «attacchi sferrati da esponenti di spicco del loro stesso schieramento», sottolineando inoltre i tentativi di alcuni di fare blocco per nascondere la mancanza di «coerenza e coesione».
Il risultato, secondo i gruppi di minoranza, è «uno spettacolo avvilente». «Siamo stanchi, e crediamo lo siano soprattutto i cittadini, di assistere a questa perenne conflittualità», scrivono.

Le minoranze denunciano lo stallo amministrativo e la mancanza di visione: «Progetti fermi per le ripicche tra i partiti».

Sono passati ormai due anni dall'inizio del mandato. Un periodo che, secondo le opposizioni, avrebbe dovuto servire «per avviare una programmazione seria e dare risposte». Invece, segnalano, ci sono «due parti di una maggioranza che continua a litigare». E indicano anche il fronte dello scontro: «attacchi sempre più frequenti di Fratelli d’Italia da una parte e risposta di Sindaco e Lega dall’altra». Il dialogo, secondo i firmatari, non è «sereno e costruttivo».
Per le minoranze, il problema politico si traduce in un problema amministrativo. «In questo clima di paralisi amministrativa, a pagare il prezzo più alto è esclusivamente la Città di Bassano del Grappa». «I nostri quartieri vengono trascurati, le decisioni vengono rimandate e le opportunità di sviluppo si sprecano». «E mentre la città attende, chi dovrebbe governare le istituzioni, secondo le opposizioni, sarebbe «interamente assorbito dal disinnescare le proprie mine interne».
Da qui la posizione espressa dai gruppi: «Bisogna finirla di tenere Bassano sotto il costante ricatto di continue schermaglie politiche e sterili ripicche interne».
Secondo i quattro gruppi, l'amministrazione si reggerebbe «esclusivamente su fragili equilibri». Equilibri che, sempre secondo la loro ricostruzione, sarebbero figli di «alleanze costruite a tavolino dalle segreterie politiche dei partiti solo per vincere le elezioni», ma prive della «reale condivisione di visione e di intenti necessaria per governare».

Tra gli episodi citati dalle minoranze c'è la polemica sull'adesione del sindaco di Bassano al progetto provinciale della «Casa dei Comuni».
I partiti di minoranza indicano FDI e la Donazzan tra i protagonisti delle critiche alla scelta del sindaco. Secondo le opposizioni, l'adesione «andrebbe contro i patti regionali tra i segretari dei partiti di CDX che si erano già spartiti la Provincia».
Per i gruppi consiliari, il caso è «emblematico» della situazione politica della maggioranza. «Manca una bussola comune: si procede a tentoni, tenuti insieme solo dalla convenienza del momento, mentre la città aspetta».
Il bilancio dei primi due anni di mandato viene definito «impietoso». Le minoranze contrappongono «innumerevoli conferenze stampa, annunci altisonanti e fiumi di parole» alle «reali opere pubbliche messe a terra per migliorare il presente e il futuro dei bassanesi», che, secondo il comunicato, «sono state minime». Anche sui grandi dossier del territorio il giudizio è duro: sono «fermi al palo» oppure «ancora in un’eterna fase di abbozzo».
Nel frattempo, segnalano i gruppi, si investe «tempo prezioso a discutere di isolamenti politici, rimpasti e posizionamenti». Il risultato, secondo le opposizioni, è una sottrazione di energie alla progettazione degli «interventi strutturali e di decoro urbano che i cittadini attendono da anni».
Dopo l'analisi critica della maggioranza, i quattro gruppi rivendicano il proprio ruolo. «Non ci rassegniamo all’immobilismo», affermano. «Come forze di minoranza ci siamo e continuiamo a dimostrarlo ogni giorno».
Rivendicano inoltre di essere «compatte, unite da un profondo senso di responsabilità verso la nostra comunità».
Le opposizioni esprimono la volontà di agire «con uno spirito fortemente propositivo», continuando a «studiare le carte», a presentare «progetti alternativi» e a battersi «per il bene esclusivo di Bassano».
La chiusura è affidata a una frase del comunicato che riassume la loro posizione: «Bassano ha bisogno di una guida sicura e di fatti concreti, non di una politica piegata alle proprie divisioni».

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